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DESCRIPTION:blucinQue \nCoproduzione blucinQue e Associazione Qanat Arte e Spettacolo\nin collaborazione con Fondazione Cirko Vertigo\nUn progetto in divenire di Caterina Mochi Sismondi e Paolo Stratta.\nXstream è stato selezionato dal Thou di Montreal\nnel mese di luglio parteciperà alla piattaforma “Montreal completement cirque”\nRegia e Coreografia: Caterina Mochi Sismondi\nInterpreti: Jonnathan Rodriguez Angel\, Camilo Jimenez\, Lukas Vaca Medina\, Ruairi Mooney Cumiskey\nElettronica e musica live: Monica Olivieri e Rouairi Mooney Cumiskey\nCollaborazione all’allestimento: Lucio Diana\nConsulenza Musicale: Giorgio Li Calzi\nXstream e’ un lavoro su disequilibrio estremo e idea di flusso continuo. \nQuattro artisti con musica live raccontano le loro storie\, frammenti di racconti per mostrare corpi che agiscono su uno spazio che si trasforma\, un flusso in divenire tra musica teatro danza e circo\, dove i performer si muovono dando la percezione di essere continuamente in bilico o in spostamento\, sospesi tra sogno e realtà\, in un vortice di idee\, parole\, musica e movimento inarrestabili. \nEsplorazione di estremi tra lentezza e velocità\, terra ed aria\, suono e silenzio\, la cadenza diventa veloce\, il ritmo incalza\, forse un attimo di pausa aiuta il respiro: uno\, due\, tre… si ricomincia. \nIl desiderio di spingersi oltre il limite\, tra reale e virtuale\, rimanendo nel flusso continuo del tempo e della ripetizione\, a tratti tutto ripreso per espandersi in diretta sui social. \nIl concetto di estremo è connaturato con quello di acrobata\, la cui etimologia greca ci consente di investigare tra altezza\, estremità e movimento\, tra camminare sulle estremità\, mani e piedi\, sulle punte\, o procedere verso l’alto in equilibrio su un cavo d’acciaio o un palo che ci indica una direzione o che porta ad una sfida estrema tra danza acrobatica e musica elettronica. \nMutare le altezze e il ritmo costantemente\, così da cambiare il punto di vista come in un flusso della mente. \nBIGLIETTI: \n\n 10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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DESCRIPTION:Generazione Disagio \ndi e con  Enrico Pittaluga\, Graziano Sorressi\, Andrea Panigatti\, Luca Mammoli\nregista e co-autore Riccardo Pippa\nconsulenza scene e costumi Margherita Baldoni\nluci Max Klein\ndisegni Duccio Mantellassi\nproduzione Proxima Res\nPremio Giovani realtà del teatro  2013\nMenzione speciale Premio Scintille 2013 di Asti Teatro 35\nMenzione speciale Premio nazionale Intransito (Teatro Akropolis 2013) \n«Sappiamo chi sei. Tu sei un disagiato. Lo sai tu e lo sappiamo anche noi. Sappiamo quante energie sprechi per non farlo vedere. Fratello disagiato\, basta: Il disagio non è un ostacolo sulla strada\, il disagio è la strada. Non cercare di cambiare te stesso. Non cercare di apparire migliore. Accettati come sei: pigro\, inetto\, inconcludente\, dispersivo\, vile. Noi ti vogliamo bene così. \nNon preoccuparti: elimineremo assieme ogni senso di colpa\, ogni residuo di frustrazione. \nSiamo portatori di un messaggio universale che si esprime attraverso la pratica delle tre d: Distrazione\, Disinteresse\, Disaffezione. Stringi la mano che ti porgiamo. Il futuro è nostro. Grandi giorni di festa si avvicinano. Noi siamo la Generazione Disagio… ». \n\nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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DESCRIPTION:Quindicidiciotto \nMario Perrotta \nspettacolo scelto da Radio 3 Rai per il centenario della Grande Guerra\nfinalista al Premio UBU 2015- migliore novità italiana\nRiconoscimento della struttura di missione per il Centenario della Prima Guerra Mondiale\nPresidenza del Consiglio dei Ministri\ntratto da Avanti sempre  di Nicola Maranesi\ne dal progetto La Grande Guerra\, i diari raccontano a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi \n“Lo spettacolo racconta il primo\, vero momento di unità nazionale. È\, infatti\, nelle trincee di sangue e fango che gli “italiani” si sono conosciuti e ritrovati vicini per la prima volta: veneti e sardi\, piemontesi e siciliani\, pugliesi e lombardi accomunati dalla paura e dallo spaesamento per quell’evento più grande di loro. Spaesamento acuito dalla babele di dialetti che risuonavano in quelle trincee. Per questo ho immaginato tutti i dialetti italiani uniti e mescolati in una lingua d’invenzione\, una lingua che si facesse carne viva. Ne è venuta fuori una lingua nuova che ha regalato allo spettacolo un suono sconosciuto ma poggiato sulle viscere profonde del nostro paese”.\nMario Perrotta \nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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SUMMARY:Karmafulminien – Figli di puttini
DESCRIPTION:Generazione Disagio \ndi e con Luca Mammoli\, Enrico Pittaluga\, Graziano Sirressi\nregista e coautore Riccardo Pippa\nscenografia Anna Maddalena Cingi\nCostumi Daniela De Blasio\, Anna Maddalena Cingi\nLuci Danilo Deiana\nProduzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse \nSul palcoscenico tre angeli\, che appaiono al pubblico in tutto il loro sbiadito splendore. Tre angeli aggressivi\, pessimisti\, cinici e caustici che si presentano agli umani come angeli 3.0 incarnazione della spiritualità moderna.L’uomo moderno identifica questi spiriti divini come creature funzionali alle proprie esigenze a cui votarsi per raggiungere la realizzazione dei propri desideri e bisogni terresti. Una spiritualità usa e getta\, comoda come cliccare “mi piace” in un social. In questi nostri anni i tre angeli sono tirati per la giacchetta solo per prendere un bel voto all’università\, rimorchiare oppure vincere al superenalotto. Un interesse momentaneo per il loro operato che getta sulle “ali” sempre più fragili dei tre i mali e le brutture della vita contemporanea. \nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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SUMMARY:Polvere – Dialogo tra uomo e donna
DESCRIPTION:Di Saverio La Ruina \ncon Saverio La Ruina e Cecilia Foti\nmusiche originali Gianfranco De Franco\ncontributo alla drammaturgia Jo Lattari\ncontributo alla messinscena Dario De Luca\naiuto regia Cecilia Foti\nproduzione Scena Verticale\ncon il sostegno di Mibact\, Regione Calabria\, Comune di Castrovillari\nsi ringrazia il White Dove di Genova \n“Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva. Ma c’è un prima\, immateriale\, impalpabile\, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna\, la circonda\, la avvolge\, ne mina le certezze\, ne annienta la forza\, il coraggio\, spegne il sorriso e la capacità di sognare… \n Non so quanto c’entri il femminicidio con questo lavoro. Ma di sicuro c’entrano i rapporti di potere all’interno della coppia\, di cui quasi ovunque si trovano tracce.”  Saverio La Ruina \nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da giovani sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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SUMMARY:Geppetto e Geppetto
DESCRIPTION:scritto e diretto da Tindaro Granata\nallestimento Margherita Baldoni\nmovimenti di scena Micaela Sapienza\ncon Alessia Bellotto\, Angelo Di Genio\, Tindaro Granata\, Carlo Guasconi\, Paolo Li Volsi\, Lucia Rea\, Roberta Rosignoli\nluci e suoni Cristiano Cramerotti\ncoproduzione Teatro Stabile di Genova\, Festival delle Colline Torinesi\, Proxima Res\nTindaro Granata con Geppetto e Geppetto\nPremio Ubu 2016 – Novità o nuovo progetto drammaturgico\nAngelo Di Genio ha vinto il Premio Nazionale della Critica 2016 come Miglior attore emergente. \n«Credo che Geppetto e Geppetto sia – lo affermo senza esitazioni e senza mezzi termini – uno degli spettacoli più importanti dell’anno. A distinguerlo\, infatti\, è il modo diretto e tempestivo con cui entra in un dibattito tanto attuale quanto delicato\, e lo fa con una misura davvero rara. Non è uno spettacolo-manifesto\, evita ogni sorta di posizioni preconcette o forzature dimostrative. Vuole solo far riflettere\, e in questo senso va dritto allo scopo». Renato Palazzi\, il Sole 24 ore.\nUna storia inventata\, partorita dalla fantasia di Tindaro Granata\, ispirata dalle paure della gente incontrate per strada\, parlando di figli nati da omosessuali. \n\n\nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da giovani sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057-399040
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SUMMARY:L’evidenza del reale – Come siamo\, dove siamo
DESCRIPTION:L’Altro Verso \nCreazione collettiva coordinata e diretta da Simona Catalano e Claudia Tirone\ncon Enzo Bianco\, Vittorio Cantin\, Michele Falletta\, Giancarlo Gamba\, Evelyn Nuccio\, Giampiero Paoletti\, Deborah Salatino\, Andrea Sorrentino\, Cristina Tagliareni.\nIn collaborazione con l’Educativa Territoriale Disabilità del Settore Politiche Sociali del Comune di Asti \nRealismo che valorizza il palcoscenico\, personaggi estratti dalla vita reale e posti nello studio di un pittore. Talenti assoluti contrasti tra luci e ombre che restituiscono l’evidenza del reale. Lo spettacolo pone al centro l’estetica\, la plasticità della forma: bellezza di corpi che si trasformano nelle età dell’esistenza. Realtà vissuta e trasferita sulla tela.
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SUMMARY:Performance for Ropes\, Cloth and Pulleys
DESCRIPTION:Francesco Fassone \nProduzione: Centrum Scenografii Polskjei\, Festival Nowej Scenografii\, Silesia Museum\, Associazione Craft\, Festival Asti Teatro\, Teatr Slaski.\nTecnici performer: Riccardo Padovan\, Elisabetta Maniga \nIl progetto installativo\, frutto di una residenza artistica condotta da Francesco Fassone\, nel settembre del 2015\, presso il Festival Nowej Scenografii di Katowice (PL) è stato selezionato come finalista del World Stage Design di Taiwan\, dove verrà rappresentato il 4 luglio 2017.\nUn circuito di carrucole e corde\, connesso ad un grande telo bianco di 50 mq\, in tessuto da vela\, armato da un bordame snodabile\, viene installato all’interno di uno spazio architettonico: il dispositivo\, manovrato manualmente\, è in grado di muoversi nell’ambiente\, strisciando sulle superfici e generando forme nello spazio. Francesco Fassone\, attraverso la costruzione di macchine sceniche che utilizzano strumenti comuni sia alla nautica che alla scenotecnica teatrale\, fa una ricerca sulla possibilità di condurre un viaggio entro i limiti di uno spazio fisico ristretto.\nIl dispositivo diventa strumento di esplorazione di uno luogo preesistente\, creando un confronto-scontro tra i volumi che definiscono quest’ ultimo e l’oggetto ospite. \nIl lavoro si concentra sulla necessità di trasformazione e adattamento all’ambiente circostante\, sulla possibilità di manifestare un potenziale energetico attraverso un viaggio nei limiti della materia e della forma ai quali siamo costretti\, sul contrasto tra persistenza e trasformazione. \nOgni mezz’ora circa lo staff farà una pausa di 15 minuti e poi riattiverà il dispositivo per il ciclo successivo di rappresentazione. Il pubblico sarà libero di entrare ed uscire dalla sala in qualsiasi momento; saranno ammessi in sala non più di 20 persone alla volta.
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DESCRIPTION:Installazione del giardino a cura di Jacopo Valsania e Chiara Poletti e del riallestimento del foyer a cura di Jessica Koba. \nBrindisi di avvio della collaborazione con l’Associazione dei Produttori del Nizza attraverso la dedica nel foyer al territorio e al Nizza. Grazie ai due progetti e alla collaborazione con l’Associazione dei Produttori del Nizza lo Spazio Kor inaugura un nuovo rapporto con i suoi spettatori per creare un’esperienza partecipativa. \nProgetto realizzato da Associazione CRAFT\, in collaborazione con il Comune di Asti\, grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo.
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SUMMARY:La Macchina delle Illusioni
DESCRIPTION:LA MACCHINA DELLE ILLUSIONI\nIl teatro…visto dal palcoscenico \nideazione di Francesco Fassone e Alice Delorenzi\ncon Patrizia Camatel\, Elena Formantici\, Tommaso Massimo Rotella\nregia di Tommaso Massimo Rotella\nAssociazione CRAFT – Teatro degli Acerbi\ncon il contributo della Compagnia di San Paolo \n“Facciamo appello alle forze dell’immaginazione! Supplite voi\, col vostro pensiero\, alle nostre carenze: dividete ogni singolo uomo in mille unità…è alla vostra mente che spetta ora equipaggiare i sovrani e condurli per ogni dove\, bruciando i tempi e condensando gli eventi di molti anni in un voltar di clessidra…”\nQuesta citazione shakespeariana è tra punti nodali della nuova esperienza di spettacolo-visita al Museo interattivo “La macchina delle illusioni” ed alla sala teatrale dello Spazio Kor di Asti\, nell’ex Chiesa di San Giuseppe. \nCome nasce uno spettacolo teatrale? Chi sono le persone che lavorano a teatro e come si svolge la loro giornata? …Chi fa apparire il fantasma al momento giusto?\nSe volete scoprire i retroscena dell’arte teatrale\, aver risposta a queste e tante altre curiosità\, e poi condividere\, per un giorno\, il mestiere dell’attore\, del regista\, dello scenografo e del sarto\, dei tecnici addetti alle luci e al suono\, questa è l’occasione giusta.\nL’originale percorso muove dalla conoscenza teorica alla messa in pratica. I partecipanti\, in gruppi\, assisteranno alle prove di una compagnia teatrale che sta per mettere in scena l’Amleto di Shakespeare; il gruppo di spettatori potrà intervenire direttamente nella preparazione della rappresentazione iniziale: alcuni potranno cimentarsi nelle parti dei personaggi accanto agli attori professionisti\, altri potranno intervenire nell’allestimento scenografico facendo uso di appositi elementi e materiali messi a disposizione sul palco\, altri ancora potranno prendere posto al banco di regia\, affiancati da un tecnico professionista\, per cimentarsi nella scelta dell’illuminazione e della sonorizzazione più adatta. \nMolteplici sono gli intenti che animano questo progetto. Anzi tutto si intende offrire ad un vasto e variegato pubblico alcuni strumenti critici per comprendere e fruire in modo più consapevole dell’esperienza teatrale\, attraverso il rapporto diretto con i professionisti del settore e la scoperta di quanto sta “dietro le quinte”; non secondario è anche il desiderio di offrire un’esperienza che possa avvicinare i giovani alle professioni del teatro\, discipline quali la scenografia\, l’illuminotecnica\, il costume\, la regia\, la macchinistica\, la fonica. \n\nLA MACCHINA DELLE ILLUSIONI | 7 maggio ore 18 | Spazio Kor\nLA MACCHINA DELLE ILLUSIONI | 7 maggio ore 21 | Spazio Kor\n\nBIGLIETTI\nIntero: 5 €
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SUMMARY:La Sirenetta
DESCRIPTION:regia Giacomo Ferrau\ncon la collaborazione registica di Arturo Cirillo\ndrammaturgia Giacomo Ferrau e Giulia Viana\ncon Riccardo Buffonini\, Giacomo Ferrau\, Libero Stelluti e Giulia Viana\ne con Arturo Cirillo che presta la sua voce alla strega del mare\nassistenti alla regia Piera Mungiguerra\, Simon Waldvogel e Michele Basile\ncoordinamento coreografico Riccardo Olivier\nprogetto video Riccardo Calamandrei \nNell’ambito di NEXT – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo\, edizione 2016-2017 \nLo spettacolo\, in modo poetico e visivamente significativo\, prende le mosse dallo spunto altamente inquietante che ha riempito le pagine dei giornali negli ultimi mesi: il suicidio di diversi adolescenti che\, sentendosi esclusi dal mondo degli adulti\, soprattutto dei genitori\, per la scoperta della propria omosessualità non rispettata\, e irrisi dai coetanei\, decidono di togliersi la vita. Per far questo “La Sirenetta” si ispira metaforicamente alla celebre omonima fiaba di Andersen\, mettendo in scena la condizione di un adolescente che\, per un gesto d’amore\, rinuncia alla sua stessa essenza (la coda) nel disperato tentativo di essere amato. La sua è infatti una coda che lo rende diverso dagli altri\, che gli impedisce di camminare insieme a loro\, che puzza e fa ribrezzo ai consimili\, pretesi normali\, e che gli concede di rimanere solo in un limbo acqueo\, dove può essere felice\, un po’ come all’inizio della vita\, in cui tutti noi siamo uguali e indefiniti\, senza distinzione di sesso e genere. La gioia di vivere\, la paura del giudizio altrui\, i primi batticuori\, la voglia stimolata dalla strega del mare (a cui presta la voce\, amichevolmente\, Arturo Cirillo) di confidarsi con qualcuno\, la sofferta convinzione di dover per forza tacere nonché la risoluzione finale vengono espressi con leggerezza poetica\, senza retorica alcuna. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 5 €
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SUMMARY:1983 Butterfly
DESCRIPTION:Con Davide Giglio e Giorgia Cerruti\nDrammaturgia e regia Giorgia Cerruti\nAssistente alla regia Cleonice Fecit\nScene / Luci Lucio Diana – Atelier Pcm\nPICCOLA COMPAGNIA DELLA MAGNOLIA\nIn coproduzione con:\nFestival delle Colline Torinesi – Creazione Contemporanea \nBUTTERFLY 1983 è una storia “franco-cinese”\, è un viaggio che si ispira all’avventura di vita di Bernard Boursicot e Shi Pei Pu\, persone realmente esistite\, la prima delle quali – vivente – collabora con la Compagnia alla creazione del lavoro condividendo ricordi e presenze dal passato. La vicenda\, che intreccia amore-politica-spionaggio-identità sessuale e che a tratti si congiunge all’opera di Puccini con inquietante accidentalità\, ha attraversato vent’anni di storia tra Occidente e Oriente\, culminando nel 1983 in un processo fiume che ha sconvolto il mondo rivelando la parabola di un uomo che “ha amato per vent’anni una donna creata da un uomo”. “Non è il richiamo dell’opera di Puccini a sollecitarci\, bensì l’incompiutezza e l’ambigua ingenuità della storia umana della coppia che tenteremo di affrancare dai limiti spazio/temporali delle fonti. BUTTERFLY 1983 apre una nuova importante fase nella vita artistica della Compagnia: ora vogliamo raccontare il desiderio\, così puro\, perché è quello che ci rende vivi. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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SUMMARY:Dummy Narciso
DESCRIPTION:Dummy Narciso è un fallito. \n\n\nNarciso non sapeva conoscere altro da sé. Eco lo amava senza essere ricambiata\, ridotta ad un suono nello schianto della gravitazione infinita. Narciso moriva attratto casualmente dalla propria immagine riflessa nell’acqua di un lago.\nQui c’è uno spazio angusto\, spiato\, insano.\nUn attore e uno spettatore invocano il destino.\nTorna la questione del soggetto\, torna la domanda fondamentale sul rapporto impossibile tra essere e sua rappresentazione.\nEppure le apparenze possono ingannare. Confondere.\n“Non fu Narciso a specchiarsi in me. Ero io a specchiarmi negli occhi di Narciso”\, afferma il lago nella versione del mito di Oscar Wilde. Sfumano i confini tra l’atto del guardare e l’essere guardati.\nResta accasciato il feticcio senza volto.\nVanno in scena la coazione a ripetere\, l’applauso\, l’appuntamento fatale.\nChi è Dummy Narciso?\n——-\n\n\n\nE’ un teatro visionario quello di Assenza\, un teatro di ricerca basato sulla logica delle sensazioni\, performance uniche nel loro genere\, non si raccontano storie sono esperienze da vivere.\nDebutta allo Spazio Kor Dummy Narciso\, terzo spettacolo dopo Corazza ed Etere\, entrambi presenti nelle ultime due edizioni di Asti Teatro\,grazie all’innovazione e alla modalità insolita dei loro lavori\, hanno riscosso un grande successo.\nLo spettatore viene catapultato in una realtà a sé\, un luogo indefinito.\nUna performance che si avventura in territori ignoti dalla durata di 7 minuti\, per soli 3 spettatori alla volta.\n\n\n\n\n					Cos'è Assenza?\n					Assenza è un progetto di ricerca artistica che nasce ad Asti nell’anno 2010 dall’unione e collaborazione di Valter Pasculli e Cinzia Schillaci.\nAssenza è per un teatro che prende le distanze da un certo tipo di teatro di rappresentazione e di prosa per avventurarsi verso un “teatro senza spettacolo” lontano dall’intrattenimento\, dalla chiacchera e dal pettegolezzo. Per un teatro che esige\, da parte del pubblico\, un totale abbandono\, come davanti ad un sogno che deve ancora essere sognato o a una sensazione nuova che non ha ancora un nome e che solo il tempo permetterà di decifrare e far entrare in circolo.\n				\n\n\n\nDUMMY NARCISO | 8 aprile dalle 20 alle 01 | ingresso per 3 spettatori alla volta | Spazio Kor\nDUMMY NARCISO | 9 aprile dalle 18 alle 24 | ingresso per 3 spettatori alla volta | Spazio Kor\nBIGLIETTI\nIntero: 5 €
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DESCRIPTION:Dummy Narciso è un fallito.\n\nNarciso non sapeva conoscere altro da sé. Eco lo amava senza essere ricambiata\, ridotta ad un suono nello schianto della gravitazione infinita. Narciso moriva attratto casualmente dalla propria immagine riflessa nell’acqua di un lago.\nQui c’è uno spazio angusto\, spiato\, insano.\nUn attore e uno spettatore invocano il destino.\nTorna la questione del soggetto\, torna la domanda fondamentale sul rapporto impossibile tra essere e sua rappresentazione.\nEppure le apparenze possono ingannare. Confondere.\n“Non fu Narciso a specchiarsi in me. Ero io a specchiarmi negli occhi di Narciso”\, afferma il lago nella versione del mito di Oscar Wilde. Sfumano i confini tra l’atto del guardare e l’essere guardati.\nResta accasciato il feticcio senza volto.\nVanno in scena la coazione a ripetere\, l’applauso\, l’appuntamento fatale.\nChi è Dummy Narciso?\n——-\n\n\n\nE’ un teatro visionario quello di Assenza\, un teatro di ricerca basato sulla logica delle sensazioni\, performance uniche nel loro genere\, non si raccontano storie sono esperienze da vivere.\nDebutta allo Spazio Kor Dummy Narciso\, terzo spettacolo dopo Corazza ed Etere\, entrambi presenti nelle ultime due edizioni di Asti Teatro\, grazie all’innovazione e alla modalità insolita dei loro lavori\, hanno riscosso un grande successo.\nLo spettatore viene catapultato in una realtà a sé\, un luogo indefinito.\nUna performance che si avventura in territori ignoti dalla durata di 7 minuti\, per soli 3 spettatori alla volta.\n\n\n\n\n					Cos'è Assenza?\n					Assenza è un progetto di ricerca artistica che nasce ad Asti nell’anno 2010 dall’unione e collaborazione di Valter Pasculli e Cinzia Schillaci.\nAssenza è per un teatro che prende le distanze da un certo tipo di teatro di rappresentazione e di prosa per avventurarsi verso un “teatro senza spettacolo” lontano dall’intrattenimento\, dalla chiacchera e dal pettegolezzo. Per un teatro che esige\, da parte del pubblico\, un totale abbandono\, come davanti ad un sogno che deve ancora essere sognato o a una sensazione nuova che non ha ancora un nome e che solo il tempo permetterà di decifrare e far entrare in circolo.\n				\n\n\n\nDUMMY NARCISO | 8 aprile dalle 20 alle 01 | ingresso per 3 spettatori alla volta | Spazio Kor\nDUMMY NARCISO | 9 aprile dalle 18 alle 24 | ingresso per 3 spettatori alla volta | Spazio Kor\nBIGLIETTI\nIntero: 5 €
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SUMMARY:Jentu
DESCRIPTION:progetto\, regia e coreografia Stefano Mazzotta\ncon Stefano Mazzotta\, Chiara Guglielmi\ncollaborazione all’allestimento e drammaturgia Fabio Chiriatti\nZerogrammi e Storiedivento\ncoproduzione Pim Off (It)\, LUFT casacreativa (It)\nun ringraziamento a Chiara Michelini\, Villa Cultura (It)\, Tersicorea T.Off (It)\ncon il sostegno di Regione Piemonte\, MiBACT \n“Tutto solito. Nient’altro mai. Mai tentato. Mai fallito. Fa niente. Tentare di nuovo. Fallire di nuovo. Fallire meglio.” (S. Beckett) \nJentu è la nuova creazione della compagnia Zerogrammi ispirata al Don Quijote di Miguel Cervantes. Nella lettura attenta dell’opera l’interesse per le gesta del protagonista e dei suoi compagni di viaggio (da Sancho Panza a Dulcinea) si è spostato sul senso che tali imprese possono ancora avere per noi oggi. Azioni senza lieto fine\, inutili\, consumate nella penombra di una stanza. Azioni capaci di prefigurare una nuova etica e un nuovo modello di eroe senza poteri speciali\, senza gloria né squilli di tromba ad annunciarne la fragile umanità. I colori più accesi si diluiscono acquarellando la scena attraverso coreografie\, soli e duetti\, azioni e silenzi pervasi di un umore delicato. Si disegna con tratto leggero e sfuggente la figura di un eroe emblema di un’etica del fallimento che rilancia la sfida a provare di nuovo\, daccapo\, con coraggio. Che ci parla della capacità di cadere\, di esistere persistendo nell’inseguire un ideale\, il proprio\, dell’incapacità di volersi arrendere a ciò che è dato e deve essere accettato così com’è perché il senso di ogni azione non sia tanto il risultato quanto la tensione necessaria per tentare di raggiungerlo riscoprendo la meraviglia di farsi viaggio.\nCosì i personaggi di Jentu. Esiliati da un tempo cui non corrispondono o da un luogo che gli è stato sottratto\, sospesi\, stranieri\, abitano un paesaggio leopardiano che ha per soglia la resa\, unico possibile luogo di appartenenza e senso. (C. Michelini) \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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SUMMARY:Masterclass gratuita "Jentu" con Stefano Mazzotta
DESCRIPTION:Domenica 26 marzo\, dalle 11 alle 13.30\, Stefano Mazzotta*\, danzatore e direttore artistico di ZEROGRAMMI\, condurrà una masterclass gratuita in preparazione alla visione dello spettacolo “Jentu” in programma venerdì 31. \nPer imparare parti delle coreografie di Jentu\, possono partecipare alla masterclass le scuole di danza e i danzatori in possesso del biglietto della serata del 31 marzo.\nPer informazioni e prenotazioni: tel- 3491781140  mail- info@spaziokor.it \n  \n\n\n\n*Stefano Mazzotta\, coreografo e danzatore. Dopo una formazione tra danza e teatro\, avviata in giovanissima età presso il Laboratorio Permanente dell’Attore dei Cantieri Teatrali Koreja (Lecce)\, prosegue gli studi presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi fondata a Milano da Giorgio Strehler. Studia con maestri tra cui Jean Cebron\, Giorgio Barberio Corsetti\, Marco Baliani\, Bruce Michelson\, Beatrice Libonati\, Raffaella Giordano\, Davide Montagna. Ha lavorato per il teatro\, la danza e l’Opera con registi e coreografi tra cui Pier Luigi Pizzi\, Luca Veggetti\, Ismael Ivo\, Hervè Koubi\, Monica Casadei\, Avi Kaiser e Roberto Zibetti. Dal 2005 avvia\, con la compagnia Zerogrammi\, un personale percorso creativo e produttivo che fonda le sue basi su un costante impegno drammaturgico e sulla ricerca di una leggerezza comunicativa di calviniana ispirazione. Il suo segno coreografico è frutto della contaminazione tra danza contemporanea (con particolare riferimento alla filosofia connessa alla tecnica Cunningham) e teatro di movimento. Da tale mistura deriva una danza fluida ed evocativa spezzata solo da forme e segni provenienti dal ricco vocabolario della gestualità quotidiana\, scaturiti e mossi nello spazio con la promessa di chiare urgenze drammaturgiche. Con Zerogrammi costruisce e cura progetti di produzione con il preciso intento di fare del processo creativo un’esperienza di condivisione e sperimentazione di linguaggi. Ogni produzione scaturisce non solo dal lavoro in sala ma da un oculato programma di residenze coreografiche italiane ed estere\, attività di formazione e scambio di competenze tra artisti\, progetti video e fotografici intorno alle tematiche narrate. Ogni azione ad esse connessa diviene un segno\, una tappa di un diario di viaggio che è ricerca (anche geografica e antropologica) della più efficace forma di condivisione e di un’onestà scenica costruita sulle parole urgenza e necessità. Il processo creativo diventa dialogo tra linguaggi e tra culture\, dove la perdita della propria identità\, per essere scalfiti\, piegati dall’esperienza dell’”altro”\, è il primo prezioso passo verso l’attenzione che merita il confronto costruttivo tra diversità\, l’opportunità di intraprendere un viaggio di scoperta che risiede nell’incertezza dinamica e produttiva della “domanda”. Ha diretto produzioni in collaborazione con Festival e Teatri in Italia\, Portogallo\, Francia\, Russia\, Singapore\, Olanda\, Germania. Le produzioni realizzate sono insignite di premi e riconoscimenti tra cui Golden Mask 2012\, Vignale Danza 2012\, Giocate- atro 2009\, Oriente Occidente 2008\, Premio Hystrio 2013\, Apulia Arte festival 2012. Parallelamente al lavoro produttivo\, h svolto attività di formazione presso Tsekh Dance School – Russia\, Università degli Studi di Torino\, ADA Aosta\, Summer School della Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e presso la sede torinese della compagnia\, LUFT casacreativa\, dove il lavoro di produzione affianca una progettualità più ampia che comprende azioni sul territorio di divulgazione e sensibilizzazione intorno ai linguaggi del contemporaneo\, ospitalità di giovani artisti e percorsi professionalizzanti nell’ambito del teatrodanza.
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SUMMARY:Io provo a volare
DESCRIPTION:di e con Gianfranco Berardi\ncon la partecipazione di Davide Berardi\, voce solista e chitarra\nBruno Galeone\, fisarmonica\nRegia e luci – Gabriella Casolari\nCostumi – Pasqualina Ignomeriello \nPREMIO SPECIALE DELLA GIURIA – JoakimInterFest di Kragujevac (Serbia)\n“for aesthetic emotion\, pure and joyful that was caused in cheerful audience”\nPREMIO DEL PUBBLICO – JoakimInterFest di Kragujevac (Serbia)\nPREMIO ANTONIO LANDIERI – come miglior spettacolo del 2011- NAPOLI \nLa storia vede lo spirito di un custode di un teatrino di provincia che\, a mò di vecchio capocomico\, torna in scena ogni notte\, a mezzanotte\, in compagnia dei suoi musicisti all’interno del teatro\, in cui mosse i primi passi.\nCosì fra racconto\, musica e danza \, si rivivono episodi della sua vita: i sogni\, gli incontri\, gli stages\, le prove \, la fuga\, la scuola\, il primo lavoro e l’amaro rientro al paesino\, al quale\, dopo aver provato tutte le strade possibili\, è costretto a tornare.\nMa come se non bastasse\, il piccolo e romantico cinema in cui aveva cullato il sogno artistico\, non è più quello di una volta. Così per amore dell’arte e della propria felicità\, il giovane decide di entrare di nascosto nel teatro e pietra dopo pietra demolirlo.\nIl lavoro quindi\, utilizzando la figura di Modugno come simulacro\, rende omaggio agli sforzi ed al coraggio dei lavoratori in genere e dello spettacolo in particolare\, che\, spinti da passione\, costantemente si lanciano all’avventura in esperienze giudicate poco dignitose\, solo perché meno visibili.\nIo provo a volare è una drammaturgia originale\, che a partire da cenni biografici di Domenico Modugno e dalle suggestioni delle sue canzoni\, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia pronti\, sull’onda del mito\,ad affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di diventare artisti. Ed è proprio attraverso la descrizione delle aspettative\, delle delusioni\, degli sforzi e degli inganni subiti da truffaldini incontri che si articola il viaggio fra comici episodi della realtà provinciale e alienanti esperienze metropolitane. \nPoesia e comicità sono gli ingredienti principali della pièce\, che attraverso un uso sui generis della luce trasmette atmosfere emotive\, suggestioni e ricordi indimenticabili cercando di risvegliare nel pubblico quel sogno di libertà di cui Modugno si fece portavoce e simbolo. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 5 €
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SUMMARY:The hard way to understand each other
DESCRIPTION:Vincitore Premio Scintille 2016 – Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2016\nprogetto e regia Adalgisa Vavassori\ncon Daniele Cavone Felicioni\, Gabriele Ciavarra\, Clelia Cicero\, Julio Dante Greco e Adele Raes\ncreazione collettiva\ncomposizioni sonore Gianluca Agostini\nscenografie Stefano Zullo e Hillary Piras\ncostumi Francesca Ariano\ndisegno luci Giuliano Bottacin\norganizzazione Carolina Pedrizzetti\ncon il sostegno di Sementerie Artistiche\, Manifattura K\, Centro Culturale Rosetum\nproduzione Teatro Presente \nAttraverso i corpi\, cinque attori mettono in scena i mondi interiori dei protagonisti.\nPer raccontare l’universo dell’emotività\, viene accantonata per un momento la parola. Una ricerca caratterizzata da immagini e metafore\, gesti minimi e poesia.\nThe hard way to understand each other è un delicato dipinto sulla quotidianità contemporanea.\nUna visione ironica del tentativo costante di comprenderci l’un l’altro. È quello che resta delle relazioni fisiche ed emotive in un’era di parole digitali. Una partitura musicale su cui il gesto si muove silenzioso. Come un’emozione che non si può spiegare. \nINGRESSO GRATUITO
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DESCRIPTION:di Crest – Teatri Abitati\nscritto da Gaetano Colella\ncon Gaetano Colella e Andrea Simonetti\ncomposizione sonora di Mirko Lodedo\nscene di Massimo Staich – disegno luci di Fausto Bonvini\nregia di Enrico Messina\nin collaborazione con Armamaxa teatro // spettacolo vincitore bando Storie di Lavoro 2015 \nSiamo nello stabilimento più grande d’Europa\, l’Ilva. Siamo in uno dei tanti reparti giganteschi della fabbrica\, Acciaieria 1 reparto RH. Qui l’acciaio fuso transita per raggiungere il reparto della colata e gli operai sono chiamati a controllare la qualità della miscela. La temperatura è di 1600 gradi centigradi. Due operai sul posto di lavoro. Il primo è un veterano\, venti anni di servizio alle spalle e un carattere prepotente\, di chi si è lavorato la vita ai fianchi e il poco che ha lo difende coi denti\, compreso il suo piccolo desiderio: fuggire da Taranto\, coi suoi figli\, per non tornarci più. Il secondo è una matricola\, un giovane di venticinque anni appena assunto nello stabilimento. I due potrebbero essere padre e figlio. In questo stabilimento dal 1962 ci sono generazioni di operai che si avvicendano\, si confrontano\, si scontrano e si uniscono. I padri hanno fatto posto ai figli e ai nipoti senza che nulla sia intervenuto a modificare questo flusso di forza lavoro. Si sono tramandati saperi ed esperienze così come usi e abusi\, leggi tacite e modi di fare. Sembra che in questo scenario nulla sia destinato a mutare\, che i figli erediteranno fatica e privilegi dei padri. Ma è davvero così? \nNote di drammaturgia\nSono andato a parlare con gli operai. Per giorni\, settimane. Solo loro potevano restituire la dimensione del dramma\, di quella frattura insanabile fra salute e lavoro che si sta vivendo in maniera sempre più violenta negli ultimi mesi. Solo così ho capito che il mondo operaio non è come lo vediamo in tv\, quando scorrono quelle interviste in cui sono schierati di fronte alle telecamere con gli elmetti in testa e la faccia incazzata. Non è un blocco unico di coscienze allineate su una posizione. Ho trovato invece un universo pieno di uomini soli\, spesso sbandati\, che non sanno esattamente cosa fare né cosa sarà di loro\, che non hanno punti di riferimento\, che non conoscono i loro diritti e altri pronti a inventarne di nuovi; un universo profondamente lacerato da posizioni molto distanti\, fra chi medita soluzioni\, chi vendette\, chi rancore\, chi invece non se ne frega niente come non se n’è mai fregato. Chi pensa di scappare via\, chi di lottare. È da queste figure che sono nati i due personaggi di questa storia. Perché incarnano lo spirito di una comunità intera e\, probabilmente\, di tutta la nostra nazione lacerata fra l’indifferenza da un lato e la voglia di cambiare dall’altra.\nGaetano Colella \nBIGLIETTI\nIntero: 12 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 7 €
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SUMMARY:Lourdes
DESCRIPTION:libero adattamento da “Lourdes” di Rosa Matteucci\nadattamento e regia Luca Ricci \nDall’omonimo romanzo d’esordio di Rosa Matteucci\, lo spettacolo dà vita a un divertente carnevale di personaggi\, ciascuno con le proprie aspettative e speranze\, tutti in viaggio verso Lourdes\, tutti in attesa di un miracolo.\nIl linguaggio misto di aulico e dialettale\, i numerosi co-protagonisti o piccole apparizioni\, ognuno caratterizzato al limite del macchiettismo\, disegnano coralmente una folla in attesa di un miracolo. È una sorta di mistero buffo contemporaneo\, decisamente connotato in senso grottesco che si apre a una spettacolarizzazione al contempo popolare e virtuosistica.\nLo spettacolo traccia una strada sghemba e irregolare verso quello che è\, a tutti gli effetti\, un abbandono alla fede e dunque una conversione.\nLa collaborazione tra la compagnia CapoTrave\, diretta da Lucia Franchi e Luca Ricci\, e l’attore e drammaturgo Andrea Cosentino viene propiziata dal produttore Pierfrancesco Pisani\, in occasione dell’edizione 2015 del concorso “I Teatri del Sacro”. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 5 €
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SUMMARY:PhoebusKartell
DESCRIPTION:Il ServoMuto/Teatro.\nDrammaturgia e regia Michele Segreto.\nCon Gabriele Genovese\, Giancarlo Latìna\, Michele Mariniello\, Marco Rizzo\, Matteo Vignati Pavel Zelinskiy.\nSpettacolo Vincitore Scintille 2016 \nNel dicembre del 1924 a Ginevra i principali produttori di bulbi a incandescenza di mezzo mondo si riuniscono segretamente per spartirsi il controllo della produzione e della vendita di lampadine. Oltre a uniformare gli standard produttivi\, stabiliscono di ridurre la vita utile delle lampadine da 2500 a 1000 ore per garantirsi un continuo e frequente bisogno\, da parte del consumatore\, di acquistare nuove lampade. Decidono di produrre lampadine peggiori\, per produrne di più. L’accordo prende il nome di PhoebusKartell\, o Cartello Phoebus. Nel dicembre del 1924 nasce il primo cartello economico su scala globale e viene messo a punto il fenomeno economico noto come obsolescenza programmata.\nNoi non eravamo presenti. Non sappiamo cosa si siano detti. Questa non è la loro storia. \nINGRESSO LIBERO
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SUMMARY:Orgia
DESCRIPTION:di Pier Paolo Pasolini\nregia e spazio Licia Lanera\ncon Licia Lanera e Nina Martorana\nregista assistente Danilo Giuva\nconsulenza artistica Alessandra Di Lernia  \nLa mia Orgia è la tragedia di chi non sa stare al mondo.\nNegando la sua definizione (non più tre \, ma due: uno che è sia Uomo che Donna\, più una ragazza) \, io sono un’unica voce e un unico corpo che racconta l’impossibilità di un essere umano a sottostare a certe leggi sociali\, a subire l’inganno della lingua\, a imprigionare il corpo in azioni ripetitive\, sempre le stesse nel corso della storia.\nCi sono due mondi: uno fatto di paesaggi sconfinati\, consolazioni\, sorrisi sicuri\, inconsapevolezza e armonia\, alberi di gelsi \, antenati: “Il mondo era così da almeno dodicimila anni”\nE un altro\, quello della camera dei due sposi\, fatto di violenza e paura\, di piacere e rimorsi. L’uomo e la donna riescono veramente a comunicare tra loro solo attraverso il linguaggio del corpo\, il più violento. Questo gioco sadomasochistico della coppia è pretesto per parlare del rapporto della diversità\, esistenziale\, con la storia; e a questa tragedia esistenziale\, si associa una riflessione sul linguaggio\, cioè la negazione della lingua parlata in favore di quella del corpo.\nNe ho fatto un unico ragionamento chirurgico e straziante su come è costretto ad affrontare la propria esistenza chi non riesce in nessun modo ad essere dalla parte del potere\, e attraverso il rito della violenza\, da entrambi accettato\, voluto e desiderato\, cerca di sfuggire ai meccanismi della storia. \nBIGLIETTI\nIntero: 12 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 7 €
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SUMMARY:Vento
DESCRIPTION:regia Paola Tomalino\ncon i ragazzi del Teatro della Crescita\nluci Riccardo Padovan\nscene Andrea Fasano\nproduzione Associazione CRAFT. \nLo spettacolo sarà introdotto da un’anteprima della nuova compagnia formatasi nel 2015 dal corso “Dalla voce in poi”.\nUn recital di teatro e musica\, uno sguardo verso l’interno\, un viaggio per perdersi e ritrovarsi\, la quotidianità di una nonna e i suoi nipoti.\nI legami che ci vincolano a volte sono impossibili da spiegare\, ci uniscono anche quando sembra che si debbano spezzare. Certi legami sfidano il tempo e la logica\, perché ci sono legami che sono semplicemente destinati ad essere. \nCercare la propria strada\, scegliere il proprio volo\, seguire la corrente o andare in “direzione ostinata e contraria”.  \n“Non ho paura del cammino\nvedremo\, bisogna fare ciò che si vuole\nnelle profondità delle emozioni\ne tutto andrà bene\nil vento ci guiderà.” \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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SUMMARY:Else
DESCRIPTION:Liberamente ispirato all’opera di Arthur Schintzler “La signorina Else”\nsulla base della traduzione di Giuseppe Farese \ndi Nunzia e Carlo Bruni\nCon Nunzia Antonino\nassistente alla regia Olga Mascolo\nimpianto scenico e regia Carlo Bruni \nFondandoci sulla novella di Arthur Schnitzler\, scritta come monologo interiore nel 1924\, sotto le stesse influenze che avrebbero dato corpo alla psicanalisi di Freud\, siamo partiti dall’adolescente in vacanza e dal suo dramma\, alimentato da un debito del padre nei confronti di un laido signor Dordsay. \nDebito che lei è invitata ad estinguere con “strumenti” ritenuti ormai comuni\, perciò lontanissimi dal produrre scandalo\, ma ancora oggi “perfettamente” in grado di alimentate le tragiche conseguenze svolte dal racconto.\nLa nostra direzione è condizionata dall’anagrafe: Else non è la diciannovenne dell’originale\, piuttosto lo è stata. Rimasta impigliata nella lettera che scatenò il dramma\, è alle prese con lo stesso Veronal di allora: medicinale ormai però fuori moda; veleno inadeguato al ruolo e dunque anche inutile a domare il reiterato dolore.\nLa nostra Else vive in un mondo sordo\, immerso in una crisi culturale\, non dissimile da quella che ispirò Schintzler: fonte di ossessioni\, nel migliore dei casi in grado di condurre alla follia.\nHanno dato origine a questa ricerca: l’amicizia con Giuseppe Farese\, traduttore dell’opera e la sollecitazione di un curioso bancario\, interessato a indagare il peso che un debito può ancora avere sulle anime sensibili. \nBIGLIETTI\nIntero: 12 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 7 €
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SUMMARY:Buio
DESCRIPTION:di e con Paola Tomalino\nRegia Tommaso Rotella\nluci Riccardo Padovan\nallestimento scenografico Andrea Fasano \nLa protagonista è una donna strana\, forte\, coraggiosa\, sensuale\, esilarante\, poetica\, impaurita\, complicata\, che attraverso una sorta di “dialogo psicanalitico” in cui racconta la propria esistenza\, il coraggio di attraversare il caos\, il vuoto ed il niente assoluto\, non ha paura di mostrare le sue debolezze e la sua rinascita.\nTeatro\, danza e musica si concentrano sulla paura di sentirsi soli\, smarriti nel mare di questa vita che onde burrascose rendono pericolosa.\nBuio permette allo spettatore di vedere le cose da un altro punto di vista\, quello di provare a vivere secondo un altro ritmo\, un’altra dimensione\, sotto un’altra luce.\nNella notte e nel buio le immagini appaiono sfocate e ci si interroga su che cosa ci sia oltre.\nL’ombra è un concetto\, non solo riferito al buio\, ma in generale a tutto ciò che non immagini possa esistere. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 5 €
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SUMMARY:Utoya
DESCRIPTION:di Edoardo Erba\ncon la consulenza di Luca Mariani autore del libro Il silenzio sugli innocenti\ncon Arianna Scommegna e Mattia Fabris\nin collaborazione con TEATRO RINGHIERA ATIR\ncon il patrocinio della REALE AMBASCIATA DI NORVEGIA IN ITALIA \nQuattro anni fa\, un giovane norvegese fa esplodere una bomba al quartier generale della città di Oslo per depistare il governo e far credere che si tratti di un attentato islamico. Quindi si reca armato e inosservato all’isola di Utøya\, dove c’è in corso un campus per giovani laburisti e inizia a sparare sulla folla. Con lucida freddezza\, uccide una persona dopo l’altra senza che nessuno glielo impedisca. Alla fine di quella maledetta giornata d’estate i morti ammontano a settantotto. La polizia finalmente arriva nell’isola e l’attentatore si fa catturare senza opporre resistenza. Un gesto di un uomo che si proclama simpatizzante della polizia e orgoglioso di aver “fermato i danni del partito laburista”. \nNel riadattamento teatrale di Edoardo Erba del libro di Luca Mariani Il silenzio sugli innocenti\, il teatro non è solo il luogo della documentazione e dell’informazione ma la sede di una riflessione. E la riflessione su un avvenimento del genere sconcerta. Attraverso le storie di tre coppie di personaggi\, interpretate sempre da Arianna Scommegna e Mattia Fabris\, si spalanca una finestra di analisi che\, anche se non permetterà di uscire da questo labirinto\,  per lo meno tenterà di illuminarne delle parti. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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SUMMARY:Wild West Show
DESCRIPTION:testo di Fabio Fassio\ncon Massimo Barbero\, Patrizia Camatel\, Dario Cirelli\, Fabio Fassio e Elena Romano\nregia di Elvira Frosini e Daniele Timpano\nTeatro Degli Acerbi \nUn gruppo di attori insegue il sogno di mettere in scena “l’ultimo mito dell’occidente imperialista e trionfante”: il west.\n“…Il nostro West asciutto e scarno sarà la sublimazione ascetica di ogni possibile West! Riusciremo\, alla fine\, con niente\, a dimostrare ancora una volta l’ontologica superiorità del qui e ora…”\nMa perché? “Perché gli americani rappresentano il mito\, ma noi ce l’abbiamo dentro” (cit. Pierfrancesco Favino)\nE’ la storia di un viaggio mitico\, prima alla ricerca del west\, tra attacchi alla diligenza\, duelli\, massacri e poi in fuga da Ringo\, il pistolero dagli occhi di ghiaccio\, una sorta di allucinazione di giustiziere che ammazza sempre gli innocenti. Inseguimento e fuga\, carnefici e vittime\, il destino di noi democratici.\nLa rincorsa al west si interrompe bruscamente davanti a un cratere\, nebbia\, fumo\, rimane soltanto la tomba di John Wayne e non resta da cercare che la propria identità incerta\, forse meschina\, senz’altro insufficiente.\nIl west non c’è più e noi non ci siamo ancora trovati… \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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SUMMARY:Svenimenti un vaudeville
DESCRIPTION:CTB Centro Teatrale Bresciano\nCompagnia Le Belle Bandiere\ndagli atti unici\, dalle lettere e dai racconti di Anton Cechov\nprogetto\, elaborazione drammaturgica Elena Bucci e Marco Sgrosso\ncon Elena Bucci\, Gaetano Colella\, Marco Sgrosso\nregia Elena Bucci\ncon la collaborazione di Marco Sgrosso\ndisegno luci Loredana Oddone\ndrammaturgia del suono Raffaele Bassetti\nmacchinismo e direzione di scena Viviana Rella\ncollaborazione ai costumi Marta Benini\npalchetti Stefano Perocco di Meduna\nsegreteria artistica Nicoletta Fabbri\nufficio stampa CTB Silvia Vittoriano\ndistribuzione Emilio Vita\nfoto Luigi Angelucci\, Umberto Favretto\, Patrizia Piccino\, Gianni Zampaglione\nsi ringrazia il Teatro Comunale di Russi\ncon il contributo di Ministero Per I Beni e Le Attività Culturali\, Comune di Brescia\, Regione Lombardia\, Provincia di Brescia – con il sostegno di A2A e Fondazione ASM\ne con il sostegno di Regione Emilia Romagna\, Provincia di Ravenna\, Comune di Russi \nEntriamo nel labirinto creativo di Anton Cechov a partire dalle lettere che sua moglie\, l’attrice Olga Knipper\, continua a scrivergli anche dopo la morte\, in un dialogo ininterrotto che ne vuole evocare presenza e voce. La drammaturgia intesse gli atti unici con visioni tratte dai racconti\, irruzioni di frammenti di altre opere\, lettere che l’autore scambiò con persone care\, scrittori e compagni di lavoro. Ne emerge il ritratto\, pieno di contrasti\, di un uomo medico per vocazione e scrittore per passione\, affettuoso e intelligente osservatore degli umani\, instancabile e gentile difensore degli ideali\, amante della vita tumultuosa del teatro ma anche della completa solitudine\, sempre curioso della vita nelle sue variabili forme. Ne inseguiamo l’affascinante poliedricità attraverso continue trasformazioni e cambi a vista. Diventiamo\, di volta in volta\, compagni del Teatro d’Arte\, fantasmi dell’autore\, evocazioni di personaggi o testimoni al presente\, accompagnati dalla danza di pochi elementi di scena e dal ritmo della luce e del suono. \nBIGLIETTI\nIntero: 12 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 7 €
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SUMMARY:The Stage Game
DESCRIPTION:Un gioco\, una sfida\, una serata diversa in compagnia.\nQuale sarà il tuo ruolo? \nAll’interno della cornice del Teatro Giraudi di Asti\, Sabato 5 e Venerdì 18 Novembre ci sarà la prima fase del gioco\, partecipa a una delle due date\, la fase finale si terrà Venerdì 2 Dicembre. \nAperitivo dalle ore 19\nIl gioco è stato realizzato con Dotventi \nINGRESSO GRATUITO
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SUMMARY:Ah com'è bello l'uomo
DESCRIPTION:Cie Zenhir\nLo spettacolo è di competenza del Teatro della Caduta nell’ambito della rassegna Concentrica \nUn uomo ed una donna attraversano l’evoluzione dell’essere umano nei suoi ultimi secoli/negli ultimi anni/oggi. Esplorando con entusiasmo i diversi modi di comunicare e le maniere di relazionarsi\, passano da sei fasi simboliche:\n#homo primaris: puro e brutale\n#homo genuinis: la scoperta dei  codici sociali\n#homo capitalis: appare la proprietà privata\n#homo smartphonis: la tecnologia a disposizione di  tutti\n#homo selfis: il telefono in tutto il suo splendore\n#homo superlatif: la ricerca dell’ extraordinario\nIl terzo individuo\, il tecnico cosmico\, si diverte della situazione. Manipola allo stesso tempo  luce e  musica\, senza dimenticare i personaggi\, ai quali confida  preziosi regali\, provocando i cambiamenti.\nDallo sguardo gentile e cinico è sempre un passo avanti alla storia.\nIl nome Zenhir nasce dall’incontro fra lo Zenith ed il Nadir. Giulio alla scala cerca l’uno mentre Elena con le verticali cerca il suo opposto. Così è avvenuta la fusione\, l’ ”h”\, nel mezzo rappresenta Flavio\, il punto di incontro\, l’Azimut. La compagnia è composta da Elena Bosco\, bilancia ed artista di circo\, Giulio Lanfranco\, leone e artista di circo\, Flavio “Enzo” Cortese\, gemelli\, tecnico e molto più\, Albin Warette\, bilancia e regista. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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