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SUMMARY:Dame Oscure
DESCRIPTION:Una storia gotica\nDi e con Debora Virello\nPrimo spettatore Luca Chieregato\nRegia Pietro De Pascalis e Debora Virello\nScene e costumi Dino Serra Luci Marco Meola\nProduzione Manifatture Teatrali Milanesi \n  \n\n\n\n\n\n  \nRinchiusa in una gabbia\, simbolo delle sue nevrosi e dei suoi incubi\, circondata da molti fogli sparsi a terra e la macchina da scrivere in primo piano\, ecco la Scrittrice. \nUna donna misteriosa che\, in un continuo gioco di squilibri tra piani narrativi reali e di finzione\, dove vita reale e creazione letteraria si confondono\, racconta e si racconta: ci rende partecipi della sua esistenza\, del suo matrimonio fallito\, della difficoltà di mantenersi creativi all’interno di un’abitudine\, del tormento di sentirsi vivere; una creatura che ci apre il suo animo e ci chiede comprensione per quell’inevitabile delitto cui la conduce la sua grande passione. \nEcco allora che\, partendo dalle maggiori opere di riferimento della letteratura gotica\, nasce una narrazione che\, pur ricalcando per ambientazioni e tematiche le caratteristiche di un genere\, ci regala una storia totalmente nuova dove la lotta tra quotidianità e profonde passioni parla di un turbamento molto moderno. \n\n\n\nDalle ore 20 sarà possibile degustare i vini di ROVERO\, frutto del lavoro condotto sui propri terreni astigiani. \nBIGLIETTERIA\nINTERO 10€\nRIDOTTO 8€\nSPECIALE GRUPPI 5€ (per prenotazione gruppi minimo 10 persone )\nABBONAMENTO STAGIONE  50€\nABBONAMENTO 4 SPETTACOLI A SCELTA  28€\nSPECIALE ABBONAMENTO TESSERATI KOR CARD 4 SPETTACOLI A SCELTA 20€\nSPETTACOLI FUORI ABBONAMENTO\nThe Stage Game in the Wonderland\, Drammatica elementare e Buon Compleanno Maestro! \n\n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO\nKOR CARD\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60. \nINFO E PRENOTAZIONI\ntel: 349 1781140\nmail: info@spaziokor.it \n\n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:THE STAGE GAME matinée per scuole
DESCRIPTION:Progetto di gioco teatralizzato ideato da Associazione CRAFT Con Dotventi\nDa un’idea di Andrea Fasano.\nScene di Andrea Fasano\nLuci di Riccardo Padovan \n\n  \nAnche quest’anno la Stagione dello Spazio Kor si apre\, come di consueto\, con “The stage game”. Per quest’occasione\, sul palcoscenico del teatro\, verrà allestita una vera e propria Escape Room\, interamente dedicata al favoloso mondo di “Alice in Wonderland”.\nI giocatori\, proiettati in un mondo surreale e guidati dai bizzarri personaggi del romanzo\, si troveranno impegnati a riscrivere un nuovo lieto ne alla storia.\nVelocità\, concentrazione\, divertimento ed immaginazione saranno le parole d’ordine per superare le sfide.\nLe squadre saranno composte da 6 giocatori e ad ognuna verrà assegnato un orario d’ingresso \nPrenotazione obbligatoria tel: 349 1781140\nmail: info@spaziokor.it \n\n\n\n  \n\n\n\n\nBIGLIETTERIA\nINTERO 10€\nRIDOTTO 8€\nSPECIALE GRUPPI 5€ (per prenotazione gruppi minimo 10 persone )\nABBONAMENTO STAGIONE  50€\nABBONAMENTO 4 SPETTACOLI A SCELTA  28€\nSPECIALE ABBONAMENTO TESSERATI KOR CARD 4 SPETTACOLI A SCELTA 20€\nSPETTACOLI FUORI ABBONAMENTO\nThe Stage Game in the Wonderland\, Drammatica elementare e Buon Compleanno Maestro! \n\n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO\nKOR CARD\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60.
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DESCRIPTION:Progetto di gioco teatralizzato ideato da Associazione CRAFT Con Dotventi\nDa un’idea di Andrea Fasano.\nScene di Andrea Fasano\nLuci di Riccardo Padovan \n\n  \nAnche quest’anno la Stagione dello Spazio Kor si apre\, come di consueto\, con “The stage game”. Per quest’occasione\, sul palcoscenico del teatro\, verrà allestita una vera e propria Escape Room\, interamente dedicata al favoloso mondo di “Alice in Wonderland”.\nI giocatori\, proiettati in un mondo surreale e guidati dai bizzarri personaggi del romanzo\, si troveranno impegnati a riscrivere un nuovo lieto ne alla storia.\nVelocità\, concentrazione\, divertimento ed immaginazione saranno le parole d’ordine per superare le sfide.\nLe squadre saranno composte da 6 giocatori e ad ognuna verrà assegnato un orario d’ingresso \nPrenotazione obbligatoria tel: 349 1781140\nmail: info@spaziokor.it \n\n\n\n  \n\n\n\n\nBIGLIETTERIA\nINTERO 10€\nRIDOTTO 8€\nSPECIALE GRUPPI 5€ (per prenotazione gruppi minimo 10 persone )\nABBONAMENTO STAGIONE  50€\nABBONAMENTO 4 SPETTACOLI A SCELTA  28€\nSPECIALE ABBONAMENTO TESSERATI KOR CARD 4 SPETTACOLI A SCELTA 20€\nSPETTACOLI FUORI ABBONAMENTO\nThe Stage Game in the Wonderland\, Drammatica elementare e Buon Compleanno Maestro! \n\n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO\nKOR CARD\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60.
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SUMMARY:MALACRESCITA
DESCRIPTION:tratto dalla tragedia “La Madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma”\ncon Mimmo Borrelli \nmusiche in scena Antonio della Ragione\noggetti di scena\, elementi e spazio scenico Luigi Ferrigno\ntesti e regia Mimmo Borrelli\ndisegno luci Gennaro Di Colandrea\nproduzione Associazione Culturale Sciaveca\ncollaborazione al progetto Luigi Ferrigno\, Placido Frisone\, Enzo Pirozzi\, Tobia Massa\nsi ringraziano Teatro Mercadante Stabile di Napoli\, Eti-Teatri del Tempo Presente 2009\, Primavera dei teatri di Castrovillari 2009\, A.S.D “Il Centro” \nLa storia è quella di tale Maria Sibilla Ascione: ignara e innocente bambina\, nel nome già destinata ad una condizione di metà Vergine innocente\, metà Maga\, strega furente; poiché segnata nelle mani\, dove in particolare nel palmo di quella sinistra\, la mano del cuore\, le linee di forza della vita\, della morte e della prosperità\, si uniscono a formare una M che la legittima (secondo le credenze pagano-contadine) ad avere un rapporto taumaturgico spirituale con i Morti e dunque praticare riti di guarigione da malocchio\, fatture ecc…\nCostei è figlia di un noto camorrista del casertano\, le cui origini materne (i nonni contadini e fattucchiari\, maghi) la riportano a Cuma\, nei pressi di Torregaveta… lì dove secondo la leggenda e le testimonianze di Virgilio\, risiedeva la dimora della famosa veggente.\nIl padre dunque è un noto proprietario terriero dedito alla coltivazione\, nei suoi appezzamenti infinitamente disseminati tra Mondragone\, Villaricca\, Villaliterno\, Casal di Principe\, del cosiddetto oro rosso (pomodori)\, senza disdegnare però (siamo nei primi anni Sessanta) di tanto in tanto il ben più redditizio smaltimento clandestino dei rifiuti tossici provenienti dalle industrie del nord\, in cave abusive ricavate da alcune delle sue stesse tenute. Tale traffico illecito comincia difatti a fruttargli un’immane giro di danaro\, ed acquisire un immenso potere tra tutti gli affiliati.\nLa bambina viene segnata dalle barbarie maschili fin dall’età di sette anni\, quando il padre stesso per ignoranza e vuoi anche ingenuità\, nella corsa patriarcale all’accaparramento sempre più spasmodico e frenetico di ricchezza\, potere\, e voglia di proliferare maggiormente anche col raccolto\, inizia “pompare” i propri succitati ortaggi dal rosso e nefasto colore\, pigmento foriero di sventure\, poiché della stessa parvenza del sangue\, in tal caso con degli estrogeni formidabili che ne accelerano la crescita in pochi giorni. Ignaro però degli effetti collaterali che questi possono avere su di una creatura di pochi anni e nel pieno dello sviluppo: ovvero la piccola Maria Sibilla figlia di appena sette anni\, la quale mangiando spesso tale frutto in miriadi di salse e molto spesso\, ne acquisisce rapidamente le stesse sintomatiche accelerazioni della crescita\, determinandole un afflusso di mestruo precoce.\nInnocenza segnata nella vendetta\, vendetta segnata dal sangue\, tra pareti esterne delle cave oscure dell’utero femminile\, fin dall’infanzia.\nLa nostra bambina cresce diventando una bellissima\, intelligente\, arguta adolescente\, affascinata dal luccichio impolverato della curiosità libresca. Avviandosi agli studi di medicina\, e alla pratica del canto lirico al conservatorio\, insomma\, si rifugia in una vita inebriata dagli studi\, per dimenticare l’inaccettabile: essere figlia di un despota dedito alla distruzione ed allo sfruttamento dei suoi sudditi\, devoti picciotti\, delle sue terre e della povera gente\, ovvero i suoi figli che ne subiscono le angherie\, più spicciole\, ma anche quelle future dovendo vivere in una terra infeconda macerata da scorie\, portatrici insane di tumori\, cancrene\, avvelenamenti di ogni sorta. La famiglia\, la stirpe sprofonda sempre più lentamente nella discarica di un genocidio inconsapevole.\nMa è a questo punto che arriva l’Anticristo\, il Giasone risorto dai libri di scuola\, tale Francesco Schiavone detto Sandokanne: intraprendente bulletto di periferia determinato e disposto a tutto\, per favorire la sua ascesa al potere\, tra le fila delle cosche camorristiche. Di costui Maria si innamora perdutamente e per lui compie ogni misfatto.\nLa poverina per lui dunque distrugge se stessa e la sua famiglia uccidendo il fratello e facendo morire di crepacuore e collera il padre\, fugge via e si nasconde straniera ed esule a Cuma\, la terra dei suoi nonni dove però vi ritorna esule\, scacciata e perseguitata da tutti. Qui nella sua latitante clausura rimane incinta. Nove mesi di vomitevoli strazi mentre Sandokanne come un gallo sull’immonda “compostata” aia del tradimento\, intrattiene fughe amorose con diverse donne del\npaese\, senza curarsi della poverina che come un utero deposito della sua prole di futuri delinquenti\, commercianti di eco-balle\, si ritrova nel “medeo” e forse anche amletico dubbio di uccidere quei figli che sono anche e soprattutto suoi\, poiché è lei a portarli in grembo. Anche se un grembo insozzato da un seme che non riconosce più come magico\, amoroso e fertilizzante divino\, ma come veleno letale da sputar via dalle grandi e piccole labbra stesse della propria vagina\, ustionata e scottata da un amore mal corrisposto\, come un bolo catarroso di muco verdastro.\nNon hai saputo far la madre questa brutta crescita è figlia del tuo malriuscito modo di esser prima donna poi mamma. Nonostante queste parole terribili del marito in momenti di euforata ubriachezza\, Maria si fa di nuovo abbindolare\, da false promesse e porta avanti la gravidanza.\nNonostante anche i tentativi di aborto\, mediante espedienti sia magici che medici\, pensati\, mai messi e fino in fondo sommessi in atto\, alla fine partorisce due gemelli.\nA questo punto però\, la poverina con i due neonati al seno\, scoprendo che le promesse del marito sono ricadute nel vano di nuove bugie e marachelle fedifraghe\, riconsidera il suoi intenti abortivi non messi in atto e maledice Dio e la sua fede riposta in lui\, per non averla spinta a tale scellerato intento\, che di nuovo ricomincia a trapassargli pensieri e onirici ossessi. La madre assassina sopita e aggressiva\, la parte maschile sempre segregata ed erroneamente riposta nel subconscio del femminile dalla bigotteria della fede: viene fuori. Viene fuori il mostro … colui che è segnato da Dio e di cui bisogna sempre avere paura. Maria in un momento di follia … attribuendo all’invidia ed alla fascinazione maligna e non alla cattiva denutrizione\, la colpa di un latitante turgore dei seni\, dunque di una mancanza del latte materno in periodo di allattamento: decide e comincia ad allattare o meglio avvinazzare periodicamente\, ritualmente come in una messa pagana i figli neonati di parto gemellare per l’appunto con del vino. Ignara o forse anche conscia degli effetti disastrosi che l’alcoolico nettare dall’uva pigiato provoca poi in seguito ai nascituri\, in un caldo ed afoso pomeriggio estivo prende una bottiglia ed attua il suo piano\, determinando nei pargoli un degradamento di sindrome feto-alcolica che comporta: la testa deforme il labbro leporino\, gli occhi storti\, un ritardo cognitivo e seri problemi mentali gravi. Riducendoli in due mostri completamente scemi e distruggendo così definitivamente la stirpe di Sandokanne-Giasone pur senza ammazzarli.\nNel testo originale\, è la madre sopravvissuta la quale è condannata raccontare ormai esule\, barbona e sola le sue insane gesta ai propri gatti\, gli unici figli che le sono rimasti\, di cui si circonda per farsi compagnia: qui invece capovolgiamo il punto di vista\, immaginando che tutti i protagonisti di questa storia siano ormai defunti e gli unici sopravvissuti agonisti giullari\, diseredati\, miserabili\, siano i due figli\, i due scemi che dementi rivivono i fatti tra versi\, ricordi\, rievocando le pulsioni\, gli umori\, i suoni\, le urla\, i mormorii della loro aguzzina … vestendo ed espiando attraverso i suoi lerci ed ammuffiti abiti gli intenti e i moniti di colei che li ha lasciati al mondo\, ma abbandonati\, come dei rifiuti\, messi da parte\, in disparte\, come le discariche ricolme di vegetazione innaffiata dal percolato\, rinchiusi tra le pareti di un utero irrorato di solitudine\, dove l’unico gioco rimane e consiste nel rimbalzarsi\, tra gli spasmi della loro degenerata fantasia\, tra le folli trame insanguinate di questa tragedia\, sul precipizio di un improvvisato altare tombale di bottiglie eretto in nome della loro mamma\, ’u cunto stesso … la placenta\, l’origine della loro malacrescita. MIMMO \nMimmo Borrelli: attore\, poeta\, cantante\, drammaturgo. Dall’età di 18 anni “sopravvive” artisticamente attraverso numerose e intense collaborazioni con le molteplici piccole-grandi realtà dell’intricato panorama del Teatro napoletano e non\, come quelle con Franco Branciaroli\, Antonio Ferrante\, Marzio Honorato\, Davide Iodice\, Claudio Longhi\, Nello Mascia\, Franco Però\, Mario Santella\, Patrizio Trampetti e con il Teatro Stabile di Torino. Durante i primi anni della sua carriera dà inizio a intense collaborazioni da attore e burattinaio\, intrecciando l’esperienza di cantante attore con quella del teatro di figura di strada\, nonché dei Pupi napoletani e delle “guarattelle”\, oltre l’intensissima attività in tantissimi piccoli teatri napoletani: le vere e proprie botteghe teatrali di questa città\, dove ha conseguito la sua “praticale formazione”.\nSi afferma come autore grazie al Premio Riccione dove (unico caso) vince consecutivamente per due volte di fila riscuotendo grandi consensi tra i giurati quali Franco Quadri\, Luca Ronconi\, Renata Molinari\, Ottavia Piccolo\, Maria Grazia Gregori\, Roberto Andò\, Vittorio Sermonti. È stato ritenuto da critici di fama – come lo stesso Franco Quadri\, Renato Palazzi\, Gianfranco Capitta\, Gerardo Guccini\, nonché Gianandrea Piccioli – il “più grande drammaturgo italiano” degli ultimi anni (Renato Palazzi). Borrelli è approdato felicemente alla regia ed al totale operato da capocomico\, poiché anche viscerale e intensissimo interprete dei suoi testi\, attraverso l’ultimo successo\, “La Madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma”. Lo spettacolo\, prodotto dallo Stabile di Napoli\, ha riscosso un enorme successo di pubblico e critica al Teatro San Ferdinando. Attualmente\, collabora in maniera attiva con il Teatro Mercadante (Stabile di Napoli)\, nonché con la propria compagnia “Marina Commedia Società Teatrale” di cui è presidente e socio fondatore. \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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DESCRIPTION:di e con Danio Manfredini \nPremio UBU 1999 come migliore attore \ndistribuzione La Corte Ospitale\ncollaborazione al riallestimento Vincenzo Del Prete\nassistente regia e luci Lucia Manghi\nproduzione riallestimento La Corte Ospitale \nQuando tengo in mano la vita dei modelli per qualche centinaio di minuti di posa\, sento il loro spirito che vagabonda. Certo\, non glielo posso impedire; non ci penso neppure; non posso coglierli che nella loro fuga. Eccoli percorrere le strade\, le piazze\, la campagna\, superare le frontiere\, gli oceani.\nAlberto Giacometti \nAl presente è uno spaccato della mente e della sua inafferrabilità. In scena\, un uomo e il suo doppio: una parte è immobile\, assorta\, riflessiva\, una parte è inquieta e si identifica con i fantasmi che popolano la sua mente. Entra attraverso l’immaginazione in un flusso di associazioni inarrestabili che lo conducono in diversi spazi\, in diversi tempi della sua vita. Nella solitudine rincorre i pensieri\, quel dialogo interiore ininterrotto che lo accompagna\, l’inquietudine provocata da ricordi\, voci di persone care\, immagini di un passato vago ma sempre presente e suggestioni dal mondo contemporaneo. \nPrende a prestito dalle patologie psichiatriche gli atteggiamenti fisici che esprimono tensioni\, le amplifica attraverso quelle forme\, porta alla luce le pulsioni più nascoste\, cerca di dare ordine\, forma\, al caos della sua mente. \nDanio Manfredini è un attore teatrale\, regista teatrale e cantante italiano. \nSi è formato con César Brie e Iben Nagel Rasmussen\, ed è cresciuto nell’ambito dei centri sociali autogestiti milanesi; ha lavorato a lungo anche in strutture psichiatriche.\nNel 1975 fonda\, insieme a Paolo Nalli\, Dolly Albertin e César Brie\, il Collettivo teatrale Tupac Amaru presso il centro sociale Isola di Milano.\nHa collaborato con la compagnia Pippo Delbono definendo così un confronto con Raffaella Giordano e alcuni danzatori del Tanztheater di Pina Bausch. Sempre con la compagnia Pippo Delbono presta la sua voce cantata per lo spettacolo “Il Silenzio”.\nCon il Teatro Valdoca ha realizzato due spettacoli “Parsifal” e “Caino” in quest’ultimo torna a collaborare con Raffaella Giordano.\nHa vinto tre Premi Ubu\, il primo nel 1989 con Miracolo della rosa\, dieci anni più tardi con Al presente (miglior attore) e ancora nel 2004 per “Cinema Cielo” (miglior regia).\nIl 1º ottobre 2012 esce il suo primo album INCISIONI (etichetta Sotto Controllo\,distribuzione Audioglobe) dove Danio Manfredini è cantante e chitarrista. Un disco di cover che attraversa cinquant’anni di musica italiana.\nIl progetto è stato proposto a Danio Manfredini da Massimo Neri e Cristina Pavarotti che lo hanno prodotto e ne hanno seguito la direzione artistica.\nGli arrangiamenti sono stati prevalentemente realizzati da Andrea Bellentani.\nIl disco è diventato uno spettacolo che ha debuttato a Milano\, al Teatro Franco Parenti il 1º ottobre del 2012.\nA partire dal 2010 avvia una collaborazione con il centro teatrale La Corte Ospitale dove lavora per due anni al nuovo spettacolo\, Il principe Amleto\, che debutta nell’autunno del 2012 al Sienafestival. Lo spettacolo\, prodotto dallo stesso Manfredini e dalla Corte Ospitale\, è al Teatro Franco Parenti di Milano a dicembre 2012.\nDall’ottobre del 2013 Danio Manfredini è il nuovo Direttore dell’Accademia D’Arte Drammatica Del Teatro Bellini di Napoli per il Triennio 2013-2016. A dicembre 2013 ritira il quarto premio UBU\, sezione Premi speciali\, “per l’insieme dell’opera artistica e pedagogica\, condotta con poetica ostinazione e col coraggio della fragilità\, senza scindere il piano espressivo dalla trasmissione dell’arte dell’attore. Questa costante ricerca\, apertasi da ultimo alla via del canto\, gli ha consentito di diventare uno dei rari maestri in cui diverse generazioni del teatro si possono riconoscere”. A gennaio 2014 inizia le prove del nuovo spettacolo “Vocazione”\, produzione La Corte Ospitale: debutto estate 2014. \nLa Corte Ospitale è un centro di produzione teatrale attento ai nuovi linguaggi della scena contemporanea. L’Associazione ha sede a Rubiera\, in provincia di Reggio Emilia\, all’interno di un complesso monumentale del XVI secolo adibito nel 2000 a polo culturale\, a seguito di un attento restauro che\, pur preservandone le caratteristiche architettoniche\, lo ha dotato di attrezzature tecnologiche all’avanguardia.\nAll’interno della Corte Ospitale\, un tempo luogo di cure e ristoro per i pellegrini in viaggio verso Roma\, si trovano quattro sale prove\, una foresteria di circa settanta posti letto e una cucina attrezzata. La Corte Ospitale si configura quindi quale luogo ideale per la produzione teatrale\, grazie anche allo scambio e al dialogo che si crea tra gli artisti in residenza.\nA partire dal 2007 la gestione artistica e organizzativa affidata a Walter Zambaldi ha dato un forte impulso all’attività di produzione e circuitazione degli spettacoli prodotti\, incrementando anche il numero e la qualità delle residenze artistiche. Nel complesso\, l’insieme degli spettacoli prodotti e in residenza danno vita ad una linea progettuale coerente che connota la direzione intrapresa dal centro nell’ottica della ricerca e della sperimentazione artistica. Gli artisti prodotti e distribuiti dalla Corte Ospitale sono Giuliana Musso\, Danio Manfredini\, Oscar De Summa\, Paolo Rossi e Roberta Biagiarelli. Grazie a queste collaborazioni\, il nostro centro prosegue nello studio dei nuovi linguaggi della scena\, nella direzione del teatro popolare di ricerca. \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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DESCRIPTION:Frosini / Timpano\ndi e con Elvira Frosini e Daniele Timpano\ntesto di David Lescot\ntraduzione Attilio Scarpellini\ndisegno luci Omar Scala\nregia Frosini/Timpano\nproduzione Frosini/Timpano con il sostegno di Fabulamundi\nPRIMA NAZIONALE \nGli Sposi è la storia di un’ordinaria coppia di potere\, Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu\, che hanno messo la Romania in ginocchio per oltre vent’anni. Il più sinistro tra i tiranni dei paesi del blocco comunista e sua moglie. Dittatori capricciosi e sanguinari\, per oltre vent’anni questi Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere\, sotto gli occhi del mondo\, il 25 dicembre 1989.\n“Un uomo e una donna. Delle persone molto ordinarie\, nella Romania del XX secolo. Entrambi vengono dalla campagna. Un po’ nello stesso modo l’uno e l’altra si ritrovano a militare nel Partito Comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni. Tranne il fatto che sono un po’ meno dotati della media. Sono delle creature senza smalto in un mondo senza orizzonte.”\n[David Lescot] \nNon c’è niente di cui il teatro non possa parlare\, almeno secondo David Lescot: dalle storie più personali\, che poi si rivelano sempre politiche\, a quelle più globali\, dall’infanzia al clima\, dai sopravvissuti alla Shoah al potere del denaro\, dalle dittature comuniste nei paesi dell’Europa dell’Est alla Comune di Parigi. Ma soprattutto non c’è un linguaggio artistico che dall’infinito intrattenimento del teatro possa essere escluso: la musica e la danza\, rigorosamente eseguite dal vivo\, prolungano lo sconfinamento della parola drammaturgica negli oggetti scenici creati da questo autore che è tra i pochi del suo paese a essere un uomo di teatro totale: drammaturgo\, attore\, regista\, musicista\, Lescot (classe 1971\, figlio e fratello d’arte\, suo padre Jean e suo fratello Micha sono entrambi attori) è stato salutato dal pubblico e dalla critica come una rivelazione fin dal suo primo affacciarsi sulla scena. Pluripremiato\, con il Premio del sindacato nazionale della critica per la migliore creazione in lingua francese per ben due lavori (Un homme en faillite del 2007 e Ceux qui restent del 2014)\, con il Prix Nouveau Talent Théâtre nel 2008\, con un Molière “per la rivelazione teatrale”\, assegnato alla Commission centrale de l’enfance nel 2009\, con il Grand prix de la litérature dramatique per L’européenne (portato in scena anche in Italia\, al Festival di Napoli nel 2011)\, Lescot riesce a muoversi tra le forme sceniche più svariate\, dal teatro documentario al cabaret musicale\, senza mai alterare l’asciutta efficacia della propria scrittura. Musica e danza rientrano spesso nei suoi dispositivi di ironica decostruzione della Storia alla quale questo autore\nche non ha dimenticato le proprie origini ebreo polacche dedica un’attenzione inquieta e sempre cruciale. Capace di una spoliazione radicale degli apparati del teatro\, come in Ceux qui restent\, dove le testimonianze degli ultimi sopravvissuti del Ghetto di Varsavia presenti in Francia vengono consegnate al puro scambio verbale tra due attori\, lo è non di meno di concertazioni corali e inaspettata jam session come in La chose commune\, lo spettacolo realizzato con il musicista Emmanuel Bex\, dove l’utopia della Comune di Parigi dialoga con il jazz\, o di miniature solistiche come la Commission centrale de l’enfance\, uno dei suoi cavalli di battaglia\, in cui da solo\, accompagnandosi con una chitarra elettrica cecoslovacca degli anni ’60\, rievoca per lampi le sue vacanze nelle colonie estive della Commissione centrale dell’infanzia\, l’associazione creata nel dopoguerra dagli ebrei comunisti francesi\, all’origine per i figli degli scomparsi nei campi di concentramento. Un “cabaret minimalista”\, come lo stesso Lescot lo ha definito\, una ballata\, una rapsodia di voci che rinascono e si fondono in un’unica voce. Ma anche un episodio marginale e poco conosciuto nella storia dei movimenti comunisti occidentali nel quale restano impressi i segni\, i temi e le parole d’ordine dell’ideologia che per lungo tempo venne considerata il “grande affare della vita”. La drammaturgia di David Lescot\, infatti\, usa volentieri il prisma del teatro per amplificare la marginalità o\, viceversa\, per rimpicciolire l’enfasi della storia monumentale. Che è quanto accade in uno dei suoi ultimi testi\, Les epoux\, storia di “un’ordinaria coppia di dittatori” raccontata da loro stessi con Nicolae Ceausescu nei panni di “Lui” e sua moglie Elena nei panni di “Lei”. Nato da una commissione della regista Anne-Laure Liegeois (che l’ha portato in scena nel febbraio del 2016 al Théâtre 71- Scène National de Malakoff)\, il testo di Lescot segue passo dopo passo\, dalla nascita alla morte\, la resistibile e quasi casuale ascesa dei coniugi Caeusescu dalle oscure origini contadine fino ai vertici della Romania comunista – ed è un’ascesa nel grottesco di un’esilarante commedia nera scandita dalla stupefacente mancanza di qualità di due Macbeth dei Balcani\, poco dotati e fallimentari in tutto\, tranne che nel gioco in cui primeggiano tutti gli uomini privi di vocazione e di qualità: il potere. Frontali davanti al pubblico\, soli e costantemente in scena\, impegnati a raccontare la propria storia e insieme la storia del paese che hanno devastato (in quell’intreccio tra piccola e grande storia tipico del teatro di Lescot)\, è quasi impossibile\, leggendo il testo\, non rivedere Elena e Nicolae in quelle fotografie a un tempo drammatiche e agghiaccianti che nel 1989 li ritraevano\, lividi e invecchiati\, uno accanto all’altra\, nel corso di quello che fu uno dei primi processi mediatici della storia contemporanea – un processo di cui il drammaturgo francese riesce a restituire negli ultimi quadri tutta la tragica ambivalenza\, fino a toccare quel culmine supremo di ogni parabola satirica in cui\, dopo aver tanto riso\, non c’è più niente da ridere. Non sorprende che Daniele Timpano ed Elvira Frosini\, la coppia artistica che nel nostro teatro ha meglio interpretato il potere e la società in chiave di comicità critica e di umorismo crudele\, abbiano subito sentito un’affinità elettiva con i due tragicomici coniugi di Lescot\, abbastanza veri e abbastanza assurdi\, abbastanza determinati e abbastanza miserabili\, per rientrare a pieno titolo in quella contro-storia satirica del novecento che i due attori-drammaturghi italiani vanno scrivendo da anni con spettacoli quali Dux in scatola\, Sì l’ammore no\, Acqua di colonia. Un’affinità del resto ricambiata\, dal momento che l’autore di Commission centrale de l’enfance e Les Epoux ha voluto portare sulle scene la versione francese di Aldo morto\, impegnandosi persino nell’interpretazione delle canzoni d’epoca che costellavano il testo.\n[Attilio Scarpellini] \nElvira Frosini e Daniele Timpano\, sono autori\, registi e attori della scena contemporanea italiana che dal 2008 condividono un comune percorso artistico. Nei numerosi lavori prodotti negli ultimi anni\, Frosini/Timpano portano sul palcoscenico i loro corpi che disinnescano\, decostruiscono ed incarnano le narrazioni della Storia\, analizzando le derive antropologiche della società a partire da un vasto materiale di riferimenti vari (dall’accademico al popolare) che costituiscono l’immaginario e la coscienza contemporanei. I loro testi portano sulla scena un complesso dispositivo teatrale in cui gli attori-autori sono sempre in dialogo con il pubblico ed in bilico tra l’incarnazione di personaggi\, mitologie contemporanee e culturali\, topoi della Storia\, ed il semplice essere sulla scena e mettere in campo il proprio perturbante rapporto con la Storia e la cultura\, in un gioco di scivolamenti spiazzanti che dissacrano tutte le retoriche senza fare sconti\, neanche a se stessi. “Il nostro dialogo con il pubblico è basato sulla co-esistenza con gli spettatori\, su ciò che condividiamo con voi\, qui\, oggi: la stessa ipocrisia\, gli stessi cliché\, le stesse paure\, le stesse nevrosi\, la stessa sorte.” \nI loro lavori sono stati rappresentati in numerosi teatri\, festival\, e contesti performativi in Italia e all’estero\, tra gli altri: Romaeuropa Festival\, Teatro Argentina di Roma\, Teatro Elfo Puccini\, Bassano Opera Estate/Festival B.Motion\, Festival Inequilibrio/Armunia di Castiglioncello (Li)\, Teatro della Tosse\, Festival delle Colline Torinesi\, Teatro Bellini di Napoli\, Teatro Biondo di Palermo\, Teatro India di Roma\, Festival Short Theatre Roma\, “Face à Face” / Theatre de la Ville Parigi\, Place à l’Art Performance e La Nuit Blanche di Parigi. Tra gli spettacoli precedenti al loro incontro ricordiamo: Dux in scatola (2006) finalista ai Premi Scenario e Vertigine\, pubblicato da Coniglio nel 2006 e da Hystrio nel 2008\, ed Ecce robot! (2007) di Daniele Timpano\, Reperto#01 (2006) finalista al Premio VDA nel 2006\, e Buffet (2007) di Elvira Frosini.\nDal 2008 inizia la loro unione artistica dando vita ad importanti progetti: il primo lavoro firmato insieme è Sì l’ammore no (2009) finalista al Premio Dante Cappelletti/Tuttoteatro.com nel 2009\, seguono Risorgimento pop (scritto con Marco Andreoli\, del 2009)\, Ciao bella (2010)\, Digerseltz (2012)\, Aldo morto – tragedia (2012)\, spettacoli rappresentati in molti festival italiani. Dux in scatola\, Risorgimento Pop e Aldo morto sono stati tradotti e presentati a Parigi nell’ambito del progetto “Face à Face” al Theatre de la Ville (2011) e al Theatre de la Colline (2015). Dux in scatola\, Risorgimento Pop e Aldo morto compongono una trilogia edita da Titivillus nel 2012 con il titolo Storia cadaverica d’Italia. Lo spettacolo Aldo morto è stato candidato al Premio Ubu nel 2012 come migliore novità drammaturgica e ha vinto il Premio Rete Critica 2012. Nel 2013 hanno realizzato con il Teatro dell’Orologio di Roma e Fondazione Romaeuropa il progetto Aldo morto 54 (54 giorni di repliche dello spettacolo Aldo morto e 54 giorni di autoreclusione di Daniele Timpano in streaming in una cella ricostruita appositamente in teatro). Aldo morto 54 ha vinto il Premio Nico Garrone 2013.\nNell’autunno 2012 sono stati invitati dal Teatro di Roma a partecipare al progetto Perdutamente durante il quale hanno iniziato a lavorare sul nuovo progetto Zombitudine\, uno spettacolo sul collasso sociale e culturale contemporaneo. Il lavoro ha debuttato nel 2013 al Teatro della Tosse di Genova ed è poi stato presentato al Romaeuropa Festival nel 2014 ed in una lunga tournée in tutta Italia. Nel 2014 e nel 2015 hanno partecipato come autori ed interpreti al progetto Ritratto di una capitale di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri\, realizzato dal Teatro di Roma al Teatro Argentina\, con il loro lavoro Alla città morta. Prima epistola ai romani. Nel 2016 hanno realizzato Carne\, su testo commissionato a Fabio Massimo Franceschelli\, primo lavoro di un progetto speciale che prevede la realizzazione di lavori su testi commissionati ad autori contemporanei italiani o esteri. Dal 2015 hanno iniziato a lavorare al nuovo spettacolo Acqua di colonia sul rimosso del colonialismo italiano e l’immaginario italiano e occidentale sull’Africa. Lo spettacolo ha debuttato a novembre 2016 al Romaeuropa Festival. \nHanno lavorato per Radio Tre Rai nella trasmissione “Rombi tuoni scoppi scrosci tonfi boati”\, realizzata per il centenario del Futurismo italiano\, e in “Diari di guerra”\, serie di letture realizzate per il centenario della Grande Guerra. Nel 2014 Rai5 ha realizzato un documentario su di loro nel ciclo “Roma: la nuova drammaturgia”. \nHanno ideato e realizzato le rassegne Generatore X (2004-2007)\, Uovo – spazio performativo (2004-2007)\, la rassegna romana indipendente Ubu Settete (2003-2007)\, il progetto Novo Critico – incontri tra critica e nuova scena contemporanea (2008-2010)\, e dal 2010 realizzano Ecce Performer – progetto di formazione e creazione per la scena contemporanea. \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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SUMMARY:LA BALLATA DEL CARCERE DI READING
DESCRIPTION:di Oscar Wilde\nCompagnia Orsini \nUmberto Orsini\, Giovanna Marini\nMusiche Giovanna Marini\nRegia Elio De Capitani \nOrsini\, Marini De Capitani: tre artefici per uno spettacolo con una strana genesi. L’idea nasce dall’incontro di Umberto Orsini e Giovanna Marini in un altro spettacolo\, Urlo di Pippo Delbono dove Orsini ha portato la sapienza dei suoi frammenti di Wilde e Shakespeare e Giovanna la sua antica esperienza del canto degli umili al confronto con la composizione del mondo disperato nel circo umano di Delbono e dei suoi fedeli compagni di viaggio. Nel progetto è stato poi coinvolto Elio De Capitani che aspettava solo un’ultima spinta per affrontare qualcosa a cui pensava da tempo\, “il dilemma\, o meglio il paradosso di Wilde”. Seguendo la lezione di Franco Buffoni\, De Capitani fa piazza pulita dei molti Wilde mitici per cercare quello reale\, capace di prefigurare il secolo a venire anticipando l’arte come recita sociale e la vita come performance artistica.\nSecondo il regista\, The ballad of Reading gaol si presta a una messinscena “perché in un certo senso lo è: è una messinscena complessa\, ritualmente complicata\, dove una volta ancora l’attrazione fisica si sublima in canto e il canto sublima la sofferenza in bellezza”. Al centro di tutto\, Wilde: la sua condizione di prigioniero e il corpo di un ragazzo\, un giovane soldato\, condannato alla forca per l’assassinio della sua amante\, un Woyzeck inglese con la giubba rossa dei dragoni di sua maestà. Wilde lo ha solo visto nell’ora d’aria e trova una nuova vena che unisce i suoni\, i colori\, i pensieri e gli incubi e i corpi inappagati della galera con ua certa luce di un amore trasfigurato. Giovanna Marini ha scritto cinque ballate\, componendo una musica che va dalla ballata irlandese fino a Schubert\, pasando anche per i Beatles. Umberto Orsini farà Wilde\, teso a cogliere solo il lato artistico-estetico\, la bellezza dei versi. De Capitani immagina e studia una scrittura che sia “strategia di dislocazione sapiente delle forme e dei materiali da combinare con le parole cantate di Giovanna\, con la sua musica altrettanto ostinata e precisa”. \nUmberto Orsini rifugge qualsiasi definizione paludata. Esordisce per caso\, si afferma per talento\, sorvola con leggerezza fin de siècle e debutto del terzo millennio\, continua a stupire e a stupirsi. Leggiadro ma serio\, scanzonato ma professionale\, tombeur des femmes per definizione\, sportivo per innato piacere. Poche righe sono già troppe per non rasentare l’apologia.\nMeglio\, allora\, fonti esterne. Eccole.Iniziamo dall’autorevolezza\, quella della Treccani\, che alla voce Umberto Orsini\, stabilisce:\nOrsini\, Umberto. – Attore italiano (n. Novara 1934). Formatosi all’Accademia nazionale d’arte drammatica\, ha esordito in teatro con la compagnia De Lullo-Falk-Valli-Guarnieri (1957)\, recitando in seguito con la compagnia Morelli-Stoppa\, con S. Ferrati (Chi ha paura di Virginia Woolf?\, 1963; Chi è Claire Lannes?\, 1969) e con G. Lavia per la compagnia del Teatro Eliseo\, di cui è stato a lungo direttore artistico (1982-97).\nInterprete moderno e controllato\, convincente nei ruoli classici (I masnadieri\, 1981; Otello\, 1994)\, si è distinto soprattutto con gli antieroi del repertorio contemporaneo (Old times di H. Pinter\, 1973; Servo di scena di Ronald Harwood\, 1981; Amadeus di P. Schaffer\, 1987; Besucher di B. Strauss\, 1989; Il nipote di Wittgenstein da T. Bernhard\, 1991; Affabulazione di P. P. Pasolini\, 1993;Morte di un commesso viaggiatore di A. Miller\, 1997;Copenhagen di M. Frayn\, 2001). Nel 2006 è diretto da M. Castri in Il padre di A. Strindberg e nel 2008 è tornato sulle scene con La ballata del carcere di Reading di O.Wilde\, regia di E. De Capitani. Dopo il debutto nel cinema con F. Fellini (La dolce vita\, 1959)\, è stato valorizzato da L. Visconti (La caduta degli dei\, 1969; Ludwig\, 1972)\, segnalandosi in ruoli di fine ambiguità (Al di là del bene e del male\, 1977; Pasolini\, un delitto italiano\, 1995; Il viaggio della sposa\, 1997; Il partigiano Johnny\, 2000). \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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SUMMARY:LA SCORTECATA
DESCRIPTION:Liberamente tratto da: lo cunto de li cunti\nDi Giambattista Basile\n\nTesto e regia\nEmma Dante\n\nCon\nSalvatore D’Onofrio\nCarmine Maringola\n\nproduzione Festival di Spoleto 60\, Teatro Biondo di Palermo\nin collaborazione con  Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale\ncoordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone\, Roma\nLo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille\, noto anche col titolo di Pentamerone (cinque giornate)\, è una raccolta di cinquanta fiabe raccontate in cinque giornate. Prendendo spunto dalle fiabe popolari\, Giambattista Basile crea un mondo affascinante e sofisticato partendo dal basso. Il dialetto napoletano dei suoi personaggi\, nutrito di espressioni gergali\, proverbi e invettive popolari\, produce modi e forme espressamente teatrali tra lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani.\nCome una partitura metrica\, la lingua di Basile cerca la verità senza rinunciare ai ghirigori barocchi della scrittura.\nLa scortecata è lo trattenimiento decemo de la iornata primma e narra la storia di un re che s’innamora della voce di una vecchia\, la quale vive in una catapecchia insieme alla sorella più vecchia di lei. Il re\, gabbato dal dito che la vecchia gli mostra dal buco della serratura\, la invita a dormire con lui. Ma dopo l’amplesso\, accorgendosi di essere stato ingannato\, la butta giù dalla finestra. La vecchia non muore ma resta appesa a un albero. Da lì passa una fata che le fa un incantesimo e diventata una bellissima giovane\, il re se la prende per moglie. In una scena vuota\, due uomini\, a cui sono affidati i ruoli femminili come nella tradizione del teatro settecentesco\, drammatizzano la fiaba incarnando le due vecchie e il re. Basteranno due seggiulelle per fare il vascio\, una porta per fare entra ed esci dalla catapecchia e un castello  in miniatura per evocare il sogno. Le due vecchie\, sole e brutte\, si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza l’altra. Per far passare il tempo nella loro miseria vita inscenano la favola con umorismo e volgarità\,  e quando alla fine non arriva il fatidico: “e vissero felici e contenti…” la più giovane\, novantenne\, chiede alla sorella di scorticarla per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova. \nLa morale: il maledetto vizio delle femmine di apparire belle le riduce a tali eccessi che\, per indorare la cornice della fronte\, guastano il quadro della faccia; per sbiancare le pellecchie della carne rovinano le ossa dei denti e per dare luce alle membra coprono d’ombre la vista. Ma\, se merita biasimo una fanciulla che troppo vana si da a queste civetterie\, quanto è più degna di castigo una vecchia che\, volendo competere con le figliole\, si causa l’allucco della gente e la rovina di sé  stessa.  \nEmma Dante:\nNata a Palermo nel 1967\, Emma Dante esplora il tema della famiglia e dell’emarginazione attraverso una poetica di tensione e follia nella quale non manca una punta di umorismo. Drammaturga e regista si è diplomata a Roma nel 1990 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Nel1999 costituisce a Palermo la compagnia Sud Costa Occidentale con la quale vince il premio Scenario 2001 per il progetto “mPalermu” e il premio Ubu 2002 come novità italiana. Nel 2001 vince il premio Lo Straniero\, assegnato da Goffredo Fofi\, come giovane regista emergente\, nel 2003 il premio Ubu con lo spettacolo “Carnezzeria” come migliore novità italiana e nel 2004 il premio “Gassman” come migliore regista italiana e il premio della critica (Associazione Nazionale Critici del Teatro) per la drammaturgia e la regia. Nel 2005\, vince il premio Golden Graal come migliore regista per lo spettacolo “Medea”. \nHa pubblicato “Carnezzeria. Trilogia della famiglia siciliana” con una prefazione di Andrea Camilleri (Fazi 2007) e il suo primo romanzo “via Castellana Bandiera” (Rizzoli 2008)\, vincitrice del premio Vittorini e del Super Vittorini 2009. Nell’ottobre del 2009 le viene assegnato il premio Sinopoli per la cultura. \nIl 7 dicembre del 2009 inaugura la stagione del teatro alla Scala con la regia di Carmen di Bizet diretta da Daniel Barenboim. \nSono stati in repertorio dal 2000 al 2010 in Italia e all’estero: mPalermu\, Carnezzeria\, Vita mia\, Mishelle di Sant’Oliva\, Medea\, Il festino\, Cani di bancata\, Le pulle e tre favole per bambini e adulti pubblicati da Dalai editore: “Le principesse di Emma”. \nDal gennaio 2011 gira in Italia e all’estero lo spettacolo “la trilogia degli occhiali”\, pubblicato da Rizzoli\, costituito da tre capitoli: Acquasanta\, il castello della Zisa e Ballarini. Nell’aprile 2012 debutta a Parigi all’Operà Comique “La muta di Portici” di Auber diretta da Patrick Davin che viene ripresa nel marzo 2013 al teatro Petruzzelli di Bari con la direzione di Alain Guingal con grande successo di pubblico e di critica. Con “La muta di Portici” vince il premio Abbiati nel 2014. \nNell’ottobre 2012 debutta\, al teatro Olimpico di Vicenza\, “verso Medea” tratta da Euripide\, con musiche e canti composti ed eseguiti dal vivo dai fratelli Mancuso. \nNel 2013 Presenta in concorso alla 70 edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia\, il film “Via Castellana Bandiera” tratto dall’omonimo romanzo\, a conclusione della quale Elena Cotta vince la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile. \nVia Castellana Bandiera vince i seguenti premi:\nPremio Soundtrack alla miglior colonna sonora\nPremio Navicella\, attribuito dalla Rivista del Cinematografo\nPremio Lina Mangiacapre\nIl 18 gennaio 2014 inaugura la stagione del Teatro Massimo di Palermo con Feuersnot di Richard Strauss con la direzione di Gabriele Ferro.\nNel 2014 riceve l’incarico biennale di direttrice artistica del 67 ciclo di spettacoli classici al teatro Olimpico di Vicenza.\nNel 2014 debutta al Teatro Mercadante di Napoli “Le sorelle Macaluso” coprodotto dal Theatre National di Bruxelles e dal Festival d’Avignone all’interno del progetto “cities on stages”.\nNel 2014 “le sorelle Macaluso” vince il premio “Le Maschere” come miglior spettacolo dell’anno; e il Premio della critica 2014. Sempre con “le sorelle Macaluso” vince il Premio Ubu per la regia e il Premio Ubu per il miglior spettacolo 2014.\nNel 2014 debutta al teatro Kismet di Bari “operetta burlesca” prodotto dalla compagnia sud costa occidentale.\nNello stesso anno Emma Dante diventa regista principale al teatro Biondo\, e direttrice della “scuola delle arti e dello spettacolo” costituita all’interno del teatro stabile della città di Palermo.\nAlla fine del primo corso della scuola da lei diretta nasce lo spettacolo “Odissea A/R” che va in tournèe nei più importanti teatri d’Italia.\nNel 2014 vince il premio De Sica per il teatro e il Premio Ipazia all’eccellenza femminile.\nIl 21 gennaio del 2015 inaugura la stagione del teatro Massimo con Gisela! Di Hans Werner Henze.\nIl 22 gennaio 2016 al Teatro dell’Opera di Roma firma la regia de La Cenerentola di Rossini diretta da Alejo Perez\nIl 21 gennaio 2017 inaugura la stagione del Teatro Massimo con “Macbeth” di G. Verdi diretto da Gabriele Ferro.\nIl 28 febbraio 2017 debutta al Teatro Strehler “Bestie di scena” coprodotto dal Piccolo Teatro di Milano\, Atto Unico/ Compagnia Sud Costa Occidentale\, Teatro Biondo di Palermo e Festival d’Avignon.\nIl 9 aprile 2017 debutta al Teatro Comunale di Bologna il dittico: “Voix Humaine” e “Cavalleria Rusticana” diretto da Michele Mariotti. \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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DESCRIPTION:di Alessandro Baricco con Eugenio Allegri\nsulla base dello spettacolo di Gabriele Vacis\, Lucio Diana e Roberto Tarasco\nproduzione ArtQuarium\nManagement: Serena Guidelli \nNegli anni a cavallo delle due guerre mondiali\, abbandonato sulla nave dai genitori e ritrovato sopra un pianoforte da un marinaio\, Novecento trascorre tutta la sua esistenza a bordo del Virginian\, senza trovare mai il coraggio di scendere a terra. Impara a suonare il pianoforte e vive di musica e dei racconti dei passeggeri. Sul grande transatlantico\, Novecento riesce a cogliere l’anima del mondo. E la traduce in una grande musica jazz. \n“Cos’è Novecento? Credo sarebbe inutile rispondere raccontando ancora una volta la genesi di uno spettacolo\, poi di un libro diventato un “classico” e poi di una vicenda contorta e incomprensibile: tutti ormai sanno tutto e chi non sa può farne benissimo a meno\, di sapere.\nPotrei dire piuttosto ciò che Novecento non sarà mai più per me. Ecco non sarà mai più semplicemente un numero. Non sarà mai più soltanto il secolo appena trascorso. Non sarà mai più un riconosciuto periodo letterario o storico o filosofico o artistico\, e via di seguito… Non sarà mai più solo un libro perchè semmai per me è stato innanzi tutto un “copione”.\nQuello che invece voglio dire è che per me Novecento è stato e sarà per sempre il mio spettacolo e che\, adesso finalmente lo posso dichiarare: io sono Novecento. Non sono l’unico\, ma lo sono.\nVoglio dire: io gli altri “Novecento” li ho conosciuti… e non in teatro! Da ragazzo: per esempio nella periferia torinese in cui sono nato e cresciuto tra gente semplice che la sapeva lunga e non parlava mai di sè; li ho visti nelle strade\, nei bar\, negli alberghi di molte città; alcuni mi hanno rivolto la parola; altri si sono affacciati a quei luoghi spesso tristi e squallidi che sono i camerini dei teatri\, lì a farsi riconoscere; altri ancora che dicevano di esserlo non lo sono mai stati; altri non lo saranno mai; alcuni hanno finto di esserlo…; uno\, o forse due\, li ho persi di vista e chissà se rispunteranno mai da qualche parte.\nVoglio dire: convivo da sempre con “novecento” perchè tutta la mia famiglia è “novecento”\, lo è quella di Lei\, lo sono molti dei miei amici e dei suoi; lo sono quegli impertinenti della Famiglia Holden; lo sono molti che se ne sono andati per sempre.\nTuttavia si sappia che Novecento è in giro\, dunque lo si potrà ancora vedere: “usciti” dal teatro basterà camminare per strada per sentirsi anche solo sfiorare da un qualsiasi bambino nato su una “nave”: basterà allungare un po’ le orecchie per sentire lontana ma nitida una voce che dice: … tutta quella città\, non se ne vedeva la fine…”. Eugenio Allegri \nEugenio Allegri: Collegno (Torino) 21 febbraio 1956. Attore. Diplomato nel 1979 alla Scuola di teatro di Bologna\, iniziò con la cooperativa Nuova Scena sotto la direzione artistica di Francesco Macedonio. Nell’89 fu uno dei protagonisti di Ha’ dda passà a nuttata\, dall’opera di Eduardo De Filippo\, coprodotto dal Teatro di Leo e dai Teatri Uniti in collaborazione con il Festival dei due mondi di Spoleto (Premio Ubu 1989-90). Nel 2007 ha portato in scena Il Dio bambino di Gaber-Luporini e ha preso parte ai film Valzerdi Salvatore Maira e Hotel Meina di Lizzani. Tra le sue pièces più celebri: Novecento scritto da Alessandro Baricco; La storia di Romeo e Giulietta e La storia di Cirano per la regia di Gabriele Vacis; il monologo di Berlinguer in Berlinguer\, i pensieri lunghi di Giorgio Gallione (2013). \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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DESCRIPTION:Un giorno. Tre città. Centinaia di foto! \nLa Photowalk è pensata per riunire fotografi sia professionisti che dilettanti\, che\, passeggiando lungo un percorso predefinito tra il patrimonio religioso astigiano\, sono invitati a scattare foto e a condividerle attraverso vari canali social con un hashtag comune (#FRHPhotowalk). Queste immagini saranno inserite nel concorso fotografico\, le migliori opere saranno presentate alla conferenza FRH che si terrà l’11-13 ottobre 2018 a Parigi e l’autore dello scatto vincerà un viaggio a Parigi per presentare la sua opera. \nPuntiamo a immagini insolite e provocatorie\, che mostrino gli aspetti meno noti del patrimonio religioso: un caso di riuso di un luogo di culto o di un edificio in cattivo stato? Una chiesa abbandonata? Una chiesa creativa? … Lasciamo questo alla tua immaginazione! \nL’itinerario tra le chiese creative culturali astigiane si svolgerà DOMENICA 6 MAGGIO dalle ore 14.30 nelle vie del centro storico.\nIn ogni chiesa entreremo conoscendo chi la vive tutti i giorni\, i suoi progetti e valori ma subito dopo i fotografi potranno trasformare stimoli e idee in scatti fotografici! \nEcco il programma del pomeriggio: \n\nOre 14.30 Museo Diocesano San Giovanni\, ritrovo in via Natta e presentazione delle attività;\nOre 15.30 Chiesa del Gesù (Palazzo Michelerio);\nOre 16.30 Diavolo Rosso;\nOre 17.30 Spazio Kor.\n\nA seguire aperitivo al Diavolo per condividere gli scatti e programmare il viaggio a Parigi… \nAd Asti\, la Photowalk è gestita da Associazione CRAFT\, che gestisce Spazio Kor. Unisciti a noi\, condividi e valorizziamo le nostre chiese creative insieme! Scatta splendide foto e goditi la passeggiata primaverile nella storia! \nMaggiori informazioni su: www.frh-europe.org
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SUMMARY:È BELLO VIVERE LIBERI!
DESCRIPTION:Di Marta Cuscunà\nCostruzione degli oggetti di scena Belinda De Vito\nLuci e audio Marco Rogante\nDisegno luci Claudio Parrino\nCo-produzione Operaestate Festival Veneto\nCura e promozione Centrale Fies \nCon il sostegno di Comitato Provinciale per la promozione dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana di Gorizia\, A.N.P.I. Comitato Provinciale di Gorizia\, A.N.P.I. Sezione di Ronchi dei Legionari\, Centro di Aggregazione Giovanile del Comune di Monfalcone\, Biblioteca Comunale Sandro Pertini di Ronchi dei Legionari\, Comune di San Vito al Tagliamento Assessorato ai beni e alle attività culturali\, Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia\, Polo di Aggregazione Giovanile Toti del Comune di Trieste\, Comitato Permanente Ondina Peteani\nIspirato alla biografia di ONDINA PETEANI\nPrima staffetta partigiana d’Italia.\nDeportata ad Auschwitz n° 81 672\nUn progetto di teatro civile per un’attrice\, 5 burattini e un pupazzo\nVincitore del Premio Scenario per Ustica ‘09\nUn progetto di teatro civile per un’attrice\, 5 burattini e un pupazzo. \nÈ bello vivere liberi! è uno spettacolo per liberare la Resistenza dal grigiume della retorica.\nPer restituire all’idea di antifascismo la luce e l’entusiasmo che la accompagnarono anche nelle situazioni più difficili.\nPer riappropriaci della gioia\, delle risate\, delle speranze dei partigiani che sono state soffocate dallo sterile nozionismo.\nÈ uno spettacolo per riscoprire l’atmosfera vitale e vertiginosa di quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile.\nPer questo È bello vivere liberi! è dedicato a tutti quelli che l’antifascismo l’hanno studiato solo sui libri di scuola\, perché anche per loro la Resistenza diventi “festa d’aprile!”. \nSpazio Kor  con il contributo di Compagnia di San Paolo FONDAZIONE CRT Fondazione Cassa di Risparmio di Asti \nNel foyer dello Spazio Kor i vini di L’armangia Azienda Agricola ci allieteranno prima dell’inizio dello spettacolo. Dalle ore 20 sarà possibile degustare i loro vini grazie all’ Associazione Produttori de IlNizza
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SUMMARY:OMAGGIO A PRINCE
DESCRIPTION:Serata musicale con Alexander Macinante\, Dado Bargioni Quattro +\, Daniela Placci\, Eleonora Strino \nTributo in musica: Alexander Macinante\, Dado Bargioni Quattro +\, Daniela Placci\, Eleonora Strino e altri renderanno omaggio al genio di Prince pescando dalla sua sterminata discografia per regalare al pubblico reinterpretazioni dei suoi grandi successi e di alcune perle nascoste. E per chi non fosse ancora sazio di musica\, dj set “to party until the sun comes up”. \n(fuori abbonamento) \nSpazio Kor – Ondesferiche – Diavolo Rosso \n\nBIGLIETTERIA\nIntero 10€\nRidotto 8€\nSpeciale gruppi 5€\n(per prenotazione gruppi minimo 10 persone)\nRiduzioni: tesserati OPEN e tesserati SPAZIO KOR\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60
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SUMMARY:NOTHING COMPARES 2 PRINCE
DESCRIPTION:di e con Roberto Fassone\nspettacolo vincitore II edizione CROSS International Performance Award\nin collaborazione con LIS Lab Performing Arts/ CrossAwards \n“Nothing Compares 2 Prince è una performance che consiste di un monologo\, scritto esclusivamente utilizzando i testi delle canzoni composte da Prince. Quarant’anni di musica sono compressi in un unico lavoro\, nel quale emergono spiritualità\, sessualità\, musica e amore. Quarant’anni di scrittura ricombinati in una nuova narrazione. \nNothing Compares To Prince è un omaggio a colui che considero personalmente il più grande artista del 900\, l’anno successivo alla sua tremenda scomparsa” . \nRoberto Fassone \n(fuori abbonamento) \nSpazio Kor \n  \n\nBIGLIETTERIA\nIntero 10€\nRidotto 8€\nSpeciale gruppi 5€\n(per prenotazione gruppi minimo 10 persone)\nRiduzioni: tesserati OPEN e tesserati SPAZIO KOR\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60
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SUMMARY:PRINCE NIGHT
DESCRIPTION:Sabato 7 aprile dalle ore 20  lo Spazio Kor di Asti (piazza San Giuseppe) dedica una serata speciale a Prince\, inserita nella programmazione di “Public”\, stagione sostenuta dalla Compagnia di San Paolo nell’ambito dell’edizione 2017 del bando “PerformingArts” dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. \nAlle 20 aperitivo con l’autore Rudy Giorgio Panizzi che presenta il libro “Prince – A volte nevica in aprile”(Zedde editore). Grande appassionato del musicista di Minneapolis fin dal 1984\, Panizzi ripercorre nel volume la sua storia di fan\, che scorre parallela a quella del polistrumentista\, cantautore e produttore di Minneapolis\, una passione che per lui diventa una seconda pelle. Rudy oggi lavora presso la Polizia Scientifica di Torino come esperto nell’analisi dei dermatoglifi\, ma continua a collezionare rarità e memorabilia legate a Prince\, e alcune di queste saranno esposte durante la presentazione. \nAlle 21 sul palco Roberto Fassone presenta il monologo “Nothingcompares 2 Prince”\, del quale è interprete e autore\, spettacolo vincitore della seconda edizione del CROSS International Performance Award\, in collaborazione con LIS Lab PerformingArts/ CrossAwards. \n“Il monologo è stato scritto esclusivamente utilizzando i testi delle canzoni composte da Prince – spiega Fassone – comprimendo quarant’anni di musica in un unico lavoro\, nel quale emergono spiritualità\, sessualità\, musica e amore. Quarant’anni di scrittura ricombinati in una nuova narrazione. Il mio è un omaggio a colui che considero personalmente il più grande artista del 900\, l’anno successivo alla sua tremenda scomparsa”. \nAlle 22\, spazio a un tributo in musica organizzato dallo Spazio Kor in collaborazione con Ondesferiche e Diavolo Rosso: Dado Bargioni Quattro +\, Daniela Placci\,  Alexander Macinante e Federico De Martino renderanno omaggio al genio di Prince pescando dalla sua sterminata discografia per regalare al pubblico reinterpretazioni non solo di grandi successi come “Kiss”\, “Cream”\, “1999” e “Purple rain”\, ma anche di alcune perle nascoste. \nCantautore\, chitarrista e musicoterapista con all’attivo numerosi dischi e concerti\, anche negli Stati Uniti\, l’alessandrino Dado Bargioni attualmente sta ultimando “Il pezzo mancante”\, il primo disco con i Dado Bargioni Quattro +\, la band che lo accompagnerà anche sul palco dello Spazio Kor\, composta da Luigi Belluardo al basso\, Andrea Negruzzo al pianoforte e Daniele Negro alle percussioni. \nDaniela Placci\, oltre ad essere attrice di teatro (protagonista\, tra gli altri\, dello spettacolo teatrale Antigone di Vittorio Alfieri)\, ha una lunga esperienza nella musica swing\, jazz e blues. Daniela\, tra le numerose collaborazioni\, fa parte delle formazioni musicali The Blue Dolls e Robin Gals\, con le quali si è esibita al Blue Note di Milano\, al Brass Group di Palermo e al Torino Swing Festival. \nFederico De Martino\, chitarrista e pianista di lunga esperienza\, ha collaborato con numerosi musicisti\, entrando a far parte di numerose formazioni\, principalmente jazz. \nCantautore\, scrittore e produttore\, Alexander Macinante è sulla scena musicale dal 1997\, prima con la band Brama e in seguito come solista e autore per altri artisti. Nel 2014 pubblica la raccolta “Non è mai successo”\, disponibile anche su Spotify e Itunes. Fan di Prince da oltre trent’anni\, il 4 ottobre del 2002 ha coronato il suo sogno di esibirsi con lui per un brano sul palco dello storico Hammersmith Apollo di Londra. “Prince è stato fondamentale nella mia formazione – spiega Macinante – e nel corso degli anni\, inseguendolo per l’Europa con uno zaino in spalla\, mi ha permesso di conoscere non solo tanti ragazzi che condividono questa passione ma anche tanta nuova musica. Quello che faremo allo Spazio Kor non vuole essere sia un omaggio che un’occasione di incontro con vecchi e nuovi amici\, perché Prince ancora oggi continua a unire le persone e a farle comunicare grazie al linguaggio vivo e universale delle sue canzoni”. \nIngresso 10 euro\, ridotto 8 euro per tesserati OPEN e tesserati SPAZIO KOR\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60\, 5 euro riduzione speciale gruppi (minimo 10 persone). \nL’ingresso all’aperitivo – presentazione del libro “Prince – A volte nevica ad aprile” è gratuita. \n  \n\n\nBIGLIETTERIA\nIntero 10€\nRidotto 8€\nSpeciale gruppi 5€\n(per prenotazione gruppi minimo 10 persone)\nRiduzioni: tesserati OPEN e tesserati SPAZIO KOR\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60
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SUMMARY:ESEMPLARI FEMMINILI
DESCRIPTION:Regia Francesca Penzo & Tamar Grosz\nConFrancesca Penzo & Tamar Grosz\nFattoria Vittadini \nEsemplari Femminili è il risultato finale di un processo di ricerca iniziato dalla collaborazione tra Francesca Penzo coreografa e performer Italiana e Tamar Grosz coreografa e performer Israeliana che due anni fa hanno iniziato ad investigare sul tema della donna e della femminilità. L’intento era quello di offrire uno sguardo personale sul tema ma anche uno sguardo che potesse essere universale e riferirsi in modo chiaro e poetico ad un pubblico sia maschile che femminile. Tale processo ha visto una prima tappa nella versione breve dal titolo “Why are we so f**ing dramatic?“. A questa versione è seguito un ampliamento\, una necessità di approfondimento\, un’indagine meditata sul tema che ha permesso la creazione di una nuova versione\, proposta ora nella sua forma compiuta. Il lavoro nasce dalla volontà di comprendere i diversi aspetti che arricchiscono il genere femminile e cosa significhi per due donne essere tali all’interno della società contemporanea. Attraverso la metafora documentaristica\, due esemplari femminili si fanno osservare e svelano le dinamiche proprie di un mondo che abitano quotidianamente. La loro è una dichiarazione di femminilità ed esistenza\, una primavera annunciata nel loro essere donne.\nDopo un inizio scanzonato ed esuberante\, lo sguardo si fa più intimo e riflessivo\, a voler indagare una maturità\, una interiorità che trasporta lo spettatore verso il lato oscuro della femminilità\, in una tensione fisica ed emotiva che portata al suo culmine\, atterra in un paesaggio onirico\, intimo. Il progetto ha visto la collaborazione di diversi artisti che hanno condiviso e contribuito alla visione femminile e femminista che lo caratterizza. \ndel PRESENTE_progetto contemporaneo di Piemonte dal Vivo nell’ambito di Mind the Gap \nDalle ore 20 avremo come ospiti per le degustazioni del Nizza Stefano Chiarlo\, Laura Botto che ci introdurranno al Nizza di Michele Chiarlo. Amanti dell’arte e mecenati\, con il loro Art Park La Court di Castelnuovo Calcea\, Stefano e Laura sono amici dello Spazio Kor fin dall’inizio e il loro aiuto è stato fondamentale per creare lo spazio Barricata e per coinvolgere gli altri produttori del Nizza per le degustazioni prima degli spettacoli.\nSiamo sicuri che anche nei bicchieri del loro Nizza ritroveremo note culturali e atmosfere creative! \n  \n\nBIGLIETTERIA\nIntero 10€\nRidotto 8€\nSpeciale gruppi 5€\n(per prenotazione gruppi minimo 10 persone)\nRiduzioni: tesserati OPEN e tesserati SPAZIO KOR\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60
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SUMMARY:ESILIO
DESCRIPTION:Con Serena Balivo\, Mariano Dammacco\nProduzione Piccola Compagnia Dammacco\nSpettacolo vincitore Last seen 2016 (miglior spettacolo dell’anno su Krapp’s Last Post)\nSpettacolo vincitore del Primo Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria 2017\nESILIO racconta la storia di un uomo come tanti al giorno d’oggi\, un uomo che ha perso il suo lavoro. \nQuest’uomo\, interpretato da Serena Balivo en travesti (seconda classificata al Premio Ubu 2016 nella categoria “Nuovo attore o attrice under 35)\, insieme al suo lavoro\, gradualmente perde un proprio ruolo nella società fino a smarrire la propria identità\, fino a sentirsi abbandonato e solo seppure all’interno della sua città\, fino a sentirsi finalmente costretto a chiedersi come e perché è finito in tale situazione. E così gli spettatori possono partecipare al goffo e grottesco tentativo di quest’uomo di venire a capo della situazione dialogando con se stesso\, con la sua coscienza forse\, con la sua anima o magari con le sue ossessioni. \nLo spettacolo\, che fa da corollario alla residenza produttiva LA BUONA EDUCAZIONE curata dalla compagnia\, che si terrà sempre allo Spazio Kor tra il 5 e l’8 marzo 2018\, cerca di offrire a ogni spettatore una riflessione sul nostro presente. I linguaggi scelti sono quelli del surrealismo e dell’umorismo così che ESILIO possa proporre visioni della vita di tutti noi in forma trasfigurata evidenziandone le contraddizioni e suggerendo qualche interrogativo su questo nostro modo di vivere. ESILIO fa parte del progetto Trilogia della Fine del Mondo che la Piccola Compagnia Dammacco ha attivato a partire dal 2010 e di cui lo spettacolo rappresenta il secondo passo; la residenza LA BUONA EDUCAZIONE che porterà all’omonimo spettacolo previsto per il 2018 rappresenta la conclusione della Trilogia. \nParole d’Artista – del PRESENTE_progetto contemporaneo di Piemonte dal Vivo  \n\nBIGLIETTERIA\nIntero 10€\nRidotto 8€\nSpeciale gruppi 5€\n(per prenotazione gruppi minimo 10 persone)\nRiduzioni: tesserati OPEN e tesserati SPAZIO KOR\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60 \n 
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SUMMARY:Il Ballo
DESCRIPTION:Teatro Franco Parenti / Sonia Bergamasco \nracconto di scena ideato e interpretato da Sonia Bergamasco\nliberamente ispirato a Il ballo di Irène Némirovsky \nUn’ideale stanza dell’infanzia\, nel quale un’adolescente sogna e progetta la terribile vendetta perpetrata nei confronti della madre. Tratto da Il ballo\, racconto tra i più crudeli e affascinanti di Irène Némirovsky\, al centro della vicenda vi è lo sfarzosa festa che Rosine\, piccolo borghese arricchita\, organizza con il marito nella nuova grande casa senza badare a spese\, mossa da un irrefrenabile desiderio di rivalsa e affermazione sociale. Dal ballo viene però esclusa la figlia quattordicenne\, Antoinette\, la quale vivrà questo divieto come l’ultimo affronto e diverrà l’artefice di una spietata vendetta.\nSenza trucchi\, né finzioni\, Sonia Bergamasco si cala con padronanza tecnica ed emotiva nelle protagoniste\, svelando tutti i riflessi del racconto della Nemirovsky. Tra gli specchi che moltiplicano lo spazio scenografico\, la sua sottile figura bianca vibra\, e si rifrange nei diversi personaggi e materializza il doppio femminile rappresentato dalla terribile madre e dalla figlia che in lei si riconosce. Non mette in scena il libro\, ma l’enigma dell’infelicità che lo attraversa. \n  \nSpettacolo inserito all’interno della stagione teatrale del Teatro Alfieri.\nPer info e prenotazioni contattare la biglietteria del Teatro Alfieri – tel: 0141 399059
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SUMMARY:Il Ballo
DESCRIPTION:Teatro Franco Parenti / Sonia Bergamasco \nracconto di scena ideato e interpretato da Sonia Bergamasco\nliberamente ispirato a Il ballo di Irène Némirovsky \nUn’ideale stanza dell’infanzia\, nel quale un’adolescente sogna e progetta la terribile vendetta perpetrata nei confronti della madre. Tratto da Il ballo\, racconto tra i più crudeli e affascinanti di Irène Némirovsky\, al centro della vicenda vi è lo sfarzosa festa che Rosine\, piccolo borghese arricchita\, organizza con il marito nella nuova grande casa senza badare a spese\, mossa da un irrefrenabile desiderio di rivalsa e affermazione sociale. Dal ballo viene però esclusa la figlia quattordicenne\, Antoinette\, la quale vivrà questo divieto come l’ultimo affronto e diverrà l’artefice di una spietata vendetta.\nSenza trucchi\, né finzioni\, Sonia Bergamasco si cala con padronanza tecnica ed emotiva nelle protagoniste\, svelando tutti i riflessi del racconto della Nemirovsky. Tra gli specchi che moltiplicano lo spazio scenografico\, la sua sottile figura bianca vibra\, e si rifrange nei diversi personaggi e materializza il doppio femminile rappresentato dalla terribile madre e dalla figlia che in lei si riconosce. Non mette in scena il libro\, ma l’enigma dell’infelicità che lo attraversa. \n  \nSpettacolo inserito all’interno della stagione teatrale del Teatro Alfieri.\nPer info e prenotazioni contattare la biglietteria del Teatro Alfieri – tel: 0141 399059
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SUMMARY:Tre quarti - SPETTACOLO VINCITORE SCINTILLE -
DESCRIPTION:Di e con Luca Salata\, Tommaso Brunelli\, Davide Salata\nRegia Giacomo Costantini\nDisegno Luci Matteo Rubagotti\nCostumi A Dismisura \nSpettacolo vincitore Premio Scintille 2017 \nTre artisti\, forse tre ex-militari\, per cercare di sopravvivere al dopoguerra\, spendono le loro abilità di musicisti\, acrobati e attori sulle assi scricchiolanti di un vecchio palcoscenico viaggiante\, accompagnando l’affascinante vedette Veronique. \nIn un rocambolesco rincorrersi di gerarchie e colpi di scena l’Ensemble tenterà di mettere in scena\, ancora una volta\, il proprio spettacolo. Pochissime parole\, tanta musica e ilarità\, Mesdames et Messieurs lasciatevi stupire e sbirciate dietro al sipario dove umanità e spettacolo si uniscono. \nIngresso libero
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SUMMARY:IFIGENIA IN CARDIFF
DESCRIPTION:Di Gary Owen\nTraduzione Valentina De Simone\nCon Roberta Caronia\nRegia Valter Malosti\nProduzione Teatro di Dioniso \nEffie la sfrontata\, la sboccata\, vive in un Galles di periferia\, a sud di Cardiff\, nel quartiere di Splott\, dove conduce un’esistenza irregolare senza progetti\, senza futuro. Effie è una dei tanti relitti di umanità ai margini a cui nessuno si interessa.\nVive di niente Effie; qualche spicciolo dall’assistenza sociale e i soldi che\, tra un litigio e un altro\, la nonna le lascia sul tavolo\, prima di andarsene sbattendo la porta.\nLa sua identità Effie la cancella tutte le sere distruggendosi di alcol.\nMa tutto sta per cambiare. Un incontro\, in una notte alcolica e folle\, un uomo diverso dagli altri\, un soldato tornato dall’Afghanistan\, segnerà l’inizio di una trasformazione. Questa buffa e sguaiata crisalide dimostrerà a se stessa di poter essere migliore di come è stata fino ad allora. Anche se nulla è come sembra\, anche se altri colpi di scena ribalteranno ancora una volta la rotta\, Effie non sarà mai più la stessa.\nIn Ifigenia in Cardiff  l’autore Gary Owen (dall’originario Iphigenia in Splott)\, con un linguaggio abrasivo pieno d’ironia tagliente\, affonda il coltello nelle maglie sconnesse della contemporaneità\, consegnandoci il ritratto al vetriolo di una Ifigenia moderna che non cede ad essere la vittima sacrificale di un sistema già scritto opponendo al fato la sua intelligenza feroce\, il ghigno beffardo\, la più inaspettata compassione.\nUna grande prova d’attrice quella offerta da Roberta Caronia\, salutata da grande favore di  pubblico e critica\, che le è valsa il premio Virginia Reiter 2017. \nParole d’Artista – del PRESENTE_progetto contemporaneo di Piemonte dal Vivo  \n\nBIGLIETTERIA\nIntero 10€\nRidotto 8€\nSpeciale gruppi 5€\n(per prenotazione gruppi minimo 10 persone)\nRiduzioni: tesserati OPEN e tesserati SPAZIO KOR\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60
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SUMMARY:R.OSA
DESCRIPTION:Di Silvia Gribaudi\nCon Claudia Marsicano – finalista premio UBU 2016 Nuova attrice under 35\nCoreografia e regia Silvia Gribaudi\nContributo creativo Claudia Marsicano\nDisegno luci Leonardo Benetollo\nCostumi Erica Sessa\nConsulenza artistica Antonio Rinaldi\, Giulia Galvan\, Francesca Albanese e Matteo Maffesanti\nProduzione La Corte Ospitale\, Silvia Gribaudi Performing art\, Associazione Culturale Zebra\nCoproduzione Santarcangelo Festival\nCon il supporto di Qui e Ora Residenza Teatrale – Milano\nIn collaborazione con: Armunia Centro di residenze artistiche – Castiglioncello / Festival Inequilibrio\, AMAT – Ass. Marchigiana attività teatrali\, Teatro delle Moire / Lachesi LAB – Milano\, CSC Centro per la scena contemporanea – Bassano del Grappa \nPremio UBU 2017 Claudia Marsicano Miglior performer Under 35\nFinalista Premio UBU 2017 Miglior spettacolo di danza 2017\nFinalista Premio Rete Critica 2017 \nR. OSA si ispira alle immagini di Botero\, al mondo anni 80 di Jane Fonda\, al concetto di successo e prestazione.\nR.OSA è uno spettacolo in cui la performer è una “one woman show” che sposta lo sguardo dello spettatore all’interno di una drammaturgia composta di 10 esercizi di virtuosismo.\nR.OSA è un’esperienza in cui lo spettatore è chiamato ad essere protagonista volontario o involontario dell’azione artistica in scena.\nR.OSA fa pensare a come guardiamo e a cosa ci aspettiamo dagli altri sulla base dei nostri giudizi. Lo spettacolo mette al centro una sfida\, quella di superare continuamente il proprio limite.\nR.OSA è in atto una rivoluzione del corpo\, che si ribella alla gravità e mostra la sua lievità. \nTrailer:  video \ndel PRESENTE_progetto contemporaneo di Piemonte dal Vivo  \nDalle ore 20 sarà possibile degustare IlNizza DOCG.\nUn piacevole incontro tra il mondo del teatro e quello del vino\, omaggiato grazie all’Associazione Produttori del Nizza. \n\nBIGLIETTERIA\nIntero 10€\nRidotto 8€\nSpeciale gruppi 5€\n(per prenotazione gruppi minimo 10 persone)\nRiduzioni: tesserati OPEN e tesserati SPAZIO KOR\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60
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SUMMARY:LA RIFORMA DEL SETTORE NO-PROFIT - Cosa cambia e cosa fare
DESCRIPTION:L’Unione Giovani Dottori Commercialisti di Asti\, Alessandria e Casale Monferrato organizza\, insieme agli amici dello Spazio Kor di Asti\, un incontro sulle novità portate dalla Riforma del Terzo Settore che riguardano il mondo degli enti no profit . \nSi parlerà dei cambiamenti previsti nella gestione delle associazioni e si affronteranno gli aspetti della fase di transizione tra vecchia e nuova normativa. \nSi discuterà della nuova legge sullo spettacolo che attende ancora i decreti attuativi. \nSi analizzeranno le problematiche dei contratti di lavoro negli enti no profit e sarà l’occasione per prendere spunti utili per coloro che intendono partecipare (o che già partecipano) a progetti e bandi di finanziamento. \nL’incontro è aperto a tutti gli interessati\, la partecipazione è libera e gratuita. \nProgramma\n\n14.30 Registrazione partecipanti  \n14.45 Saluti istituzionali  \n15.00 La nuova riforma del terzo settore\, le novità per il mondo delle associazioni Relatrice D.ssa Melissa Lonetti\, Dottore Commercialista in Alessandria  \n15.40 La transizione verso la nuova normativa ed il Registro Unico Nazionale Relatrice D.ssa Maria Luisa D’Addio\, Dottore Commercialista in Torino  \n16.10 I nuovi regimi fiscali e contabili Relatore Dott. Maurizio Marello\, Dottore Commercialista in Asti  \n16.30 Intervallo  \n17.00 Il rapporto di lavoro nelle associazioni Relatore Dott. Michele Coppo\, Dottore Commercialista in Asti e Consulente del Lavoro  \n17.30 Cenni sulla recente riforma dello spettacolo Relatore Dott. Maurizio Marello\, Dottore Commercialista in Asti  \n17.45 La partecipazione ai bandi di finanziamento ed il ruolo del progettista Relatore Dott. Aldo Buzio\, Formatore e Progettista\, esperto nel settore culturale  \n18.10 Domande del pubblico
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SUMMARY:The workers cup (MONDOVISIONI)
DESCRIPTION:Nel 2022 il Qatar ospiterà i mondiali di calcio e alle infrastrutture stanno lavorando 1\,6 milioni di immigrati. Alcuni di loro si sfidano nel torneo sponsorizzato dallo stesso comitato organizzatore\, a cui partecipano le rappresentative di 24 imprese costruttrici. \nNel 2022 il Qatar ospiterà i mondiali di calcio e alle infrastrutture stanno lavorando 1\,6 milioni di immigrati\, il 60% della popolazione del paese. Vengono da India\, Nepal\, Bangladesh\, Filippine e sempre più dall’Africa: lavorano nel paese più ricco del pianeta con orari massacranti per salari esigui\, vivendo in campi isolati dalla città. Il film apre per la prima volta le porte di questo mondo seguendo il torneo di calcio sponsorizzato dallo stesso comitato che sta organizzando la Coppa del Mondo\, a cui partecipano le rappresentative di 24 imprese costruttrici. Eroi sul campo\, ma ai margini fuori dai 90 minuti\, i lavoratori vivono una terribile pressione psicologica\, svuotati della speranza che li aveva spinti a emigrare. \nFestival: Sundance\, CPH:DOX\, Hot Docs\, Sheffield \nIngresso con donazione minima di 4€ a proiezione: acquistabile la sera dell’evento presso la sala oppure abbonamento alle cinque proiezioni con donazione minima: 20€ per assicurarsi posto in sala e supportare i costi della rassegna: acquistabile presso le sedi Find The Cure\, un piccolo investimento che per noi vale moltissimo e di cui siamo certi non vi pentirete!
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SUMMARY:Free lunch society (MONDOVISIONI)
DESCRIPTION:Cosa faresti se non dovessi più preoccuparti di guadagnare? Fino a pochi anni fa il salario di cittadinanza era considerato utopia\, oggi è diventato oggetto di dibattito politico e scientifico. Il primo documentario su una delle questioni cruciali dei nostri tempi. \nCosa faresti se non dovessi più preoccuparti di guadagnare? Fino a pochi anni fa il salario di cittadinanza era considerato utopia\, oggi è diventato oggetto di dibattito politico e scientifico. Globalizzazione\, automazione\, fine della classe media: si parla di cause\, mai di soluzioni. È ora di un completo ripensamento: denaro per tutti\, come diritto che non richieda servizi in cambio! Riforma visionaria\, taglio netto neo-liberale allo stato sociale\, o romanticismo di sinistra? Il primo documentario dedicato al tema racconta cosa hanno a che fare le auto a guida automatica con le idee di un miliardario tedesco e con un referendum svizzero\, per affrontare una delle questioni cruciali dei nostri tempi. \nFestival: DocAviv\, Bergen IFF\, CPH:DOX\, Docaville \nIngresso con donazione minima di 4€ a proiezione: acquistabile la sera dell’evento presso la sala oppure abbonamento alle cinque proiezioni con donazione minima: 20€ per assicurarsi posto in sala e supportare i costi della rassegna: acquistabile presso le sedi Find The Cure\, un piccolo investimento che per noi vale moltissimo e di cui siamo certi non vi pentirete!
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SUMMARY:Otto Frank\, padre di Anna
DESCRIPTION:Regia:\nDavid de Jongh\nPaesi Bassi\n– 2010 – 75′\n\n\n\nSopravvissuto ad Auschwitz\, nel giugno del ‘45 Otto Frank ritorna ad Amsterdam\, dove entra in possesso del diario della figlia Anne\, morta solo pochi mesi prima. “Quello che leggo” – racconta – “è così emozionante\, ed è per me una rivelazione: in queste pagine scopro una Anne completamente diversa dalla bambina che ho perso”. Gli amici ne sono profondamente commossi\, e insistono perché lo pubblichi. Come unico superstite della famiglia Otto sente tutta la responsabilità di rendere pubblico il diario: cosa fare delle parti che Anne intendeva restassero private\, delle scene sessualmente esplicite\, dei diverbi tra Anne e la madre? Attraverso la lettura e l’edizione Otto sviluppa un nuovo rapporto con Anne\, consacrando il resto della sua vita alla memoria della figlia\, fino a rendere Il diario di Anna Frank uno dei libri più letti al mondo. \nLingua: Inglese\, olandese e tedesco – Sottotitoli: Italiani\nAnteprima: Italiana \nISRAT – CGIL Asti – CineAgenzia – Spazio Kor
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SUMMARY:Jaha's Promise (MONDOVISIONI)
DESCRIPTION:Jaha venne sottoposta a mutilazione genitale femminile da bambina e portata a 15 anni a New York per sposare un uomo che non aveva mai visto prima. Un decennio più tardi torna in Gambia per guidare una campagna contro la pratica che le ha segnato la vita. \nJaha Dukureh venne sottoposta a mutilazione genitale femminile (FGM) da bambina e portata a 15 anni a New York per sposare un uomo che non aveva mai visto prima. Un decennio più tardi\, liberatasi da quel matrimonio\, torna in Gambia\, nell’Africa occidentale\, per guidare una campagna contro la pratica che le ha segnato la vita. Ma Jaha non cerca la nostra compassione\, vuole mettere le strutture di potere sia africane che occidentali di fronte alle loro responsabilità\, e pretende rispetto per i diritti delle ragazze in qualsiasi società vivano. Jaha’s Promise è uno straordinario racconto di riscatto individuale e sociale\, segnato dalla tensione di un conflitto. \nFestival: CPH:DOX\, Sheffield \n\nIngresso con donazione minima di 4€ a proiezione: acquistabile la sera dell’evento presso la sala oppure abbonamento alle cinque proiezioni con donazione minima: 20€ per assicurarsi posto in sala e supportare i costi della rassegna: acquistabile presso le sedi Find The Cure\, un piccolo investimento che per noi vale moltissimo e di cui siamo certi non vi pentirete!
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SUMMARY:ACQUA DI COLONIA
DESCRIPTION:Testo\, regia\, interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano\nConsulenza  Igiaba Scego\nAiuto regia e drammaturgia Francesca Blancato\nScene e costumi Alessandra Muschella e Daniela De Blasio\nDisegno luci Omar Scala\nProgetto Grafico Antonello Santarelli e Valentina Pastorino\nUno spettacolo di Frosini / Timpano\nProduzione Romaeuropa Festival\, Teatro della Tosse\, Accademia degli Artefatti\nCon il sostegno di Armunia Festival Inequilibrio\nSi ringrazia C.R.A.F.T. Centro Ricerca Arte Formazione Teatro\nNoi siamo colonialisti? Lo siamo stati? Che ne sappiamo? E che c’entriamo?\nE oggi cosa siamo? \nIl colonialismo italiano. Una storia rimossa e negata\, che dura 60 anni\, inizia già nell’Ottocento\, ma nell’immaginario comune si riduce ai 5 anni dell’Impero Fascista. Cose sporche sotto il tappetino: erano altri tempi\, è acqua passata\, acqua di colonia\, cosa c’entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida\, in frasi fatte\, luoghi comuni\, nel nostro stesso sguardo. Vista dall’Italia\, l’Africa è tutta uguale\, astratta e misteriosa come la immaginavano nell’Ottocento; \nSomalia\, Libia\, Eritrea\, Etiopia sono nomi\, non paesi reali\, e comunque “noi” con “loro” non c’entriamo niente; gli africani stessi sono tutti uguali. E i profughi\, i migranti che oggi ci troviamo intorno\, sull’autobus\, per strada\, anche loro sono astratti\, immagini\, corpi\, identità la cui esistenza è irreale. Come un vecchio incubo che ritorna\, incomprensibile\, che ci piomba addosso come un macigno. \nDalle ore 20 sarà possibile degustare IlNizza DOCG dell’Azienda Vitivinicola Erede Di Chiappone Armando.\nUn piacevole incontro tra il mondo del teatro e quello del vino\, omaggiato grazie all’Associazione Produttori del Nizza. \nSpazio Kor \n\nBIGLIETTERIA\nIntero 10€\nRidotto 8€\nSpeciale gruppi 5€\n(per prenotazione gruppi minimo 10 persone)\nRiduzioni: tesserati OPEN e tesserati SPAZIO KOR\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60
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SUMMARY:Strange in Paradise (MONDOVISIONI)
DESCRIPTION:In un’aula scolastica in Sicilia dei rifugiati assistono alla lezione di un insegnante dal comportamento decisamente scostante. Un implacabile saggio sui meccanismi attraverso i quali l’Europa affronta la ricerca di felicità dei rifugiati. \n \nIn un’aula scolastica in Sicilia\, alle porte della Fortezza Europa\, dei rifugiati recentemente sbarcati assistono alla lezione di un insegnante dal comportamento decisamente scostante: prima li redarguisce\, poco dopo si placa e gli dà il benvenuto. Al confine tra documentario e finzione\, il film indaga i rapporti di potere tra Europa e migranti. L’Europa è rappresentata dall’insegnante\, che porta all’esasperazione la classe prima con dichiarazioni provocatorie\, poi con un benvenuto carico di complessi di colpa\, e un atteggiamento frutto del compromesso tra i due estremi. Stranger in Paradise è un implacabile saggio sui meccanismi attraverso i quali l’Europa affronta la ricerca di felicità dei rifugiati. \nFestival: Idfa\, True/False\, CPH:DOX\, DocAviv \n\nIngresso con donazione minima di 4€ a proiezione: acquistabile la sera dell’evento presso la sala oppure abbonamento alle cinque proiezioni con donazione minima: 20€ per assicurarsi posto in sala e supportare i costi della rassegna: acquistabile presso le sedi Find The Cure\, un piccolo investimento che per noi vale moltissimo e di cui siamo certi non vi pentirete!
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SUMMARY:The hate destroyer
DESCRIPTION:Wansee\, a pochi chilometri da Berlino. Qui vive Irmela Mensah Schramm\, settant’anni.\nÈ seduta sul divano. Incolla\, cataloga e archivia un adesivo: “Il giorno della\nGermania del futuro”. Accanto a lei un sacchetto di stoffa con una scritta fatta a mano: “Gegen Nazi. Contro i nazi.”\nIn un’Europa segnata dall’odio razziale e dalla violenza\, questa donna dai capelli grigi e l’andatura un po’ goffa\, gira ogni giorno per la sua città e nei dintorni a caccia di scritte e adesivi xenofobi o di richiamo nazista\, armata di vernici spray e raschietto.\nA nulla valgono le chiamate alla polizia se non il rischio di essere incriminata per atti vandalici. Ma questo non basta a distoglierla dalla sua missione che porta avanti da quasi trent’anni: “Se danneggio qualcosa con il colore si può aggiustare.\nLa dignità ferita\, invece no.”\nLe minacce anonime che riceve da tempo\, non hanno alcun effetto: “Irmela Mensah Schramm\, prima o poi ti prenderemo” hanno scritto a caratteri cubitali su un muro. E il pericolo è reale. Lo confermano Manuel Bauer\, per anni “picchiatore” degli squadroni neonazisti\, e Daniel Koehler\, sociologo attivo nell’aiutare coloro che vogliono uscire dalla scena di destra.\nGli estremisti in Germania e in Europa sono inseriti in ogni ambito della società e da anni perseguono la loro politica del terrore. Ma Irmela non può e non vuole concedersi il lusso di avere paura. Dopo aver sconfitto un tumore al seno\, che a detta dei medici le lasciava pochi anni di vita\, ora nulla la può fermare.\nMa “cosa sarebbe Irmela se non ci fossero i neonazisti?”\, si chiede una coppia di suoi cari amici. E per chi lo fa? Per gli altri o per se stessa?\nUn padre violento e una madre anaffettiva le hanno rubato l’infanzia e l’hanno sempre considerata inadeguata\, debole. Ora ha l’occasione per dimostrare il suo coraggio e la sua determinazione.\nDopo anni di attivismo\, in molti si sono accorti di lei: in Germania\, Finlandia\, Italia\, ed altri Paesi Europei\, oggi Irmela è un simbolo della lotta contro i messaggi di odio.\nQuesta è la sua rivalsa nei confronti di un passato che non l’ha mai veramente premiata. “Ho intrapreso un percorso di vita – dice – E non lo lascio portare via da nessuno”. \nThe Hate Destroyer è un film sull’odio dilagante\, sull’indifferenza\, e su ciò che sta dietro ad una scelta di attivismo. Ma è anche il racconto intimo di una donna che da anni lotta per diventare straordinaria. \nNote di Regia \nLa linea fra altruismo ed egoismo è più sottile di quanto si pensi. Molto spesso quando ci ergiamo a salvatori del mondo\, in realtà\, stiamo salvando noi stessi. È un modo per esistere e mostrare di esistere. Ma questo non sminuisce il significato delle nostre azioni e il loro valore resta indiscutibile.\nHo incontrato Irmela nel 2012 e mi ha subito colpito per la convinzione\, la perseveranza e la sua forza d’animo. Conoscendola meglio\, nel corso degli anni\, ho imparato a riconoscere anche le sue fragilità e le sue debolezze\, radicate nel suo passato. Ho sempre percepito qualcosa di irrisolto in lei\, e questa sensazione era indissolubilmente legata al suo carattere forte e determinato. Irmela mi ha raccontato di tutte le battaglie che ha affrontato in passato: contro una famiglia che non l’ha mai accettata e contro un tumore che ha rischiato di portarsela via.\nIrmela queste battaglie le ha vinte tutte.\nHo quindi cercato di costruire un racconto in cui le sue debolezze fossero le armi con cui lei combatte quotidianamente\, cercando di vincere la battaglia più importante\, quella contro l’intolleranza\, la violenza per il diverso da noi.\nCiò che volevo fin dall’inizio era far compiere allo spettatore un percorso emotivo.\nLo stesso che ho intrapreso e vissuto io. Per questo motivo\, nel corso del film\, si è attraversati da sentimenti contrastanti che mettono ogni volta la protagonista sotto una luce nuova. Così l’opinione muta\, compie un viaggio e torna al punto di partenza arricchita dagli elementi che servono a completarla. \nVincenzo Caruso\nAttore di formazione\, comincia nel 1997 nell’ambito del teatro ragazzi.\nNel 2005\, insieme a Eugenio Allegri\, gestisce la residenza multidisciplinare di Avigliana (TO) ed entra a far parte della compagnia Artquarium come attore e drammaturgo. Nel 2007 fonda Fotogramma 25\, società di produzione torinese\, occupandosi dapprima di produzione e proseguendo come autore e regista.\nNel 2012-2014 co-produce e dirige insieme a Stefano Tealdi parti della prima e seconda stagione di Food Markets – In the Belly of the City\, serie realizzata per ZDF Arte (Germania) e Rai Uno. In parallelo continua ad occuparsi di produzione ed organizzazione in ambito teatrale lavorando con diverse compagnie internazionali.\nDal 2016 insegna tecniche di scrittura per il cinema e per la TV presso il Master dell’Università degli Studi Internazionali di Roma.\nThe Hate Destroyer è il suo primo lungometraggio documentario.
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SUMMARY:EDITH
DESCRIPTION:Di e con Chiara Cardea e Elena Serra\nRegia Elena Serra\nVoci off Michele Di Mauro\, Vittorio Camarota\, Matteo Baiardi\nProgetto sonoro Alessio Foglia\nScena e luci Jacopo Valsania\nCostumi e trucco Anna Filosa\nAssistente alla regia Davide Barbato\nDirezione tecnica Loris Spanu\nArtwork Donato Sansone aka Donny Sansuca\nFoto Luigi Ceccon\nOrganizzazione Davide Barbato\nUfficio stampa Giulia Taglienti\nProduzione Serra/Cardea\nProduzione esecutiva Teatro della Caduta\nCon il sostegno di Renaise- abiti d’Altra moda / Tiramisù alle Fragole / Lumeria\nCollaborazione agli eventi speciali Terre Spezzate / Associazione Cuochilab\nLo spettacolo è ispirato a Grey Gardens\, un documentario girato nel 1975 dai fratelli Maysles. Il film offre un indimenticabile ritratto di Edith Ewing Bouvier Beale e di sua figlia Edith Bouvier Beale\, zia e cugina di primo grado di Jacqueline Kennedy. Le due Edith\, protagoniste fino agli anni 50 della vita mondana newyorkese\, divennero in seguito simbolo di scandalo e decadenza e furono per anni il segreto ben custodito della famiglia Bouvier.\nVolontariamente isolate nella loro villa di Grey Gardens a East Hampton\, si abbandonarono al degrado\, in una casa circondata da rovi\, sommersa dalla spazzatura e invasa da gatti\, zecche e procioni.\nLa drammaturgia originale dello spettacolo parte da qua\, collocando il racconto teatrale su due livelli: da una parte\, la storia di una donna alla ricerca della propria indipendenza\, prigioniera del fantasma della madre; dall’altra\, il rapporto tra un’attrice alla ricerca della propria maturità creativa e la sua regista\, in una tensione continua di complicità e contrasto\, recriminazioni e affetto\, amore e odio. \nParole d’Artista – del PRESENTE_progetto contemporaneo di Piemonte dal Vivo  \nDalle ore 20 sarà possibile degustare IlNizza DOCG dell’Azienda Vitivinicola Erede Di Chiappone Armando.\nUn piacevole incontro tra il mondo del teatro e quello del vino\, omaggiato grazie all’Associazione Produttori del Nizza. \n\nBIGLIETTERIA\nIntero 10€\nRidotto 8€\nSpeciale gruppi 5€\n(per prenotazione gruppi minimo 10 persone)\nRiduzioni: tesserati OPEN e tesserati SPAZIO KOR\, abbonati Teatro Alfieri\, under 25\, over 60
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