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DESCRIPTION:progetto\, regia e coreografia Stefano Mazzotta\ncon Stefano Mazzotta\, Chiara Guglielmi\ncollaborazione all’allestimento e drammaturgia Fabio Chiriatti\nZerogrammi e Storiedivento\ncoproduzione Pim Off (It)\, LUFT casacreativa (It)\nun ringraziamento a Chiara Michelini\, Villa Cultura (It)\, Tersicorea T.Off (It)\ncon il sostegno di Regione Piemonte\, MiBACT \n“Tutto solito. Nient’altro mai. Mai tentato. Mai fallito. Fa niente. Tentare di nuovo. Fallire di nuovo. Fallire meglio.” (S. Beckett) \nJentu è la nuova creazione della compagnia Zerogrammi ispirata al Don Quijote di Miguel Cervantes. Nella lettura attenta dell’opera l’interesse per le gesta del protagonista e dei suoi compagni di viaggio (da Sancho Panza a Dulcinea) si è spostato sul senso che tali imprese possono ancora avere per noi oggi. Azioni senza lieto fine\, inutili\, consumate nella penombra di una stanza. Azioni capaci di prefigurare una nuova etica e un nuovo modello di eroe senza poteri speciali\, senza gloria né squilli di tromba ad annunciarne la fragile umanità. I colori più accesi si diluiscono acquarellando la scena attraverso coreografie\, soli e duetti\, azioni e silenzi pervasi di un umore delicato. Si disegna con tratto leggero e sfuggente la figura di un eroe emblema di un’etica del fallimento che rilancia la sfida a provare di nuovo\, daccapo\, con coraggio. Che ci parla della capacità di cadere\, di esistere persistendo nell’inseguire un ideale\, il proprio\, dell’incapacità di volersi arrendere a ciò che è dato e deve essere accettato così com’è perché il senso di ogni azione non sia tanto il risultato quanto la tensione necessaria per tentare di raggiungerlo riscoprendo la meraviglia di farsi viaggio.\nCosì i personaggi di Jentu. Esiliati da un tempo cui non corrispondono o da un luogo che gli è stato sottratto\, sospesi\, stranieri\, abitano un paesaggio leopardiano che ha per soglia la resa\, unico possibile luogo di appartenenza e senso. (C. Michelini) \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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SUMMARY:Masterclass gratuita "Jentu" con Stefano Mazzotta
DESCRIPTION:Domenica 26 marzo\, dalle 11 alle 13.30\, Stefano Mazzotta*\, danzatore e direttore artistico di ZEROGRAMMI\, condurrà una masterclass gratuita in preparazione alla visione dello spettacolo “Jentu” in programma venerdì 31. \nPer imparare parti delle coreografie di Jentu\, possono partecipare alla masterclass le scuole di danza e i danzatori in possesso del biglietto della serata del 31 marzo.\nPer informazioni e prenotazioni: tel- 3491781140  mail- info@spaziokor.it \n  \n\n\n\n*Stefano Mazzotta\, coreografo e danzatore. Dopo una formazione tra danza e teatro\, avviata in giovanissima età presso il Laboratorio Permanente dell’Attore dei Cantieri Teatrali Koreja (Lecce)\, prosegue gli studi presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi fondata a Milano da Giorgio Strehler. Studia con maestri tra cui Jean Cebron\, Giorgio Barberio Corsetti\, Marco Baliani\, Bruce Michelson\, Beatrice Libonati\, Raffaella Giordano\, Davide Montagna. Ha lavorato per il teatro\, la danza e l’Opera con registi e coreografi tra cui Pier Luigi Pizzi\, Luca Veggetti\, Ismael Ivo\, Hervè Koubi\, Monica Casadei\, Avi Kaiser e Roberto Zibetti. Dal 2005 avvia\, con la compagnia Zerogrammi\, un personale percorso creativo e produttivo che fonda le sue basi su un costante impegno drammaturgico e sulla ricerca di una leggerezza comunicativa di calviniana ispirazione. Il suo segno coreografico è frutto della contaminazione tra danza contemporanea (con particolare riferimento alla filosofia connessa alla tecnica Cunningham) e teatro di movimento. Da tale mistura deriva una danza fluida ed evocativa spezzata solo da forme e segni provenienti dal ricco vocabolario della gestualità quotidiana\, scaturiti e mossi nello spazio con la promessa di chiare urgenze drammaturgiche. Con Zerogrammi costruisce e cura progetti di produzione con il preciso intento di fare del processo creativo un’esperienza di condivisione e sperimentazione di linguaggi. Ogni produzione scaturisce non solo dal lavoro in sala ma da un oculato programma di residenze coreografiche italiane ed estere\, attività di formazione e scambio di competenze tra artisti\, progetti video e fotografici intorno alle tematiche narrate. Ogni azione ad esse connessa diviene un segno\, una tappa di un diario di viaggio che è ricerca (anche geografica e antropologica) della più efficace forma di condivisione e di un’onestà scenica costruita sulle parole urgenza e necessità. Il processo creativo diventa dialogo tra linguaggi e tra culture\, dove la perdita della propria identità\, per essere scalfiti\, piegati dall’esperienza dell’”altro”\, è il primo prezioso passo verso l’attenzione che merita il confronto costruttivo tra diversità\, l’opportunità di intraprendere un viaggio di scoperta che risiede nell’incertezza dinamica e produttiva della “domanda”. Ha diretto produzioni in collaborazione con Festival e Teatri in Italia\, Portogallo\, Francia\, Russia\, Singapore\, Olanda\, Germania. Le produzioni realizzate sono insignite di premi e riconoscimenti tra cui Golden Mask 2012\, Vignale Danza 2012\, Giocate- atro 2009\, Oriente Occidente 2008\, Premio Hystrio 2013\, Apulia Arte festival 2012. Parallelamente al lavoro produttivo\, h svolto attività di formazione presso Tsekh Dance School – Russia\, Università degli Studi di Torino\, ADA Aosta\, Summer School della Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e presso la sede torinese della compagnia\, LUFT casacreativa\, dove il lavoro di produzione affianca una progettualità più ampia che comprende azioni sul territorio di divulgazione e sensibilizzazione intorno ai linguaggi del contemporaneo\, ospitalità di giovani artisti e percorsi professionalizzanti nell’ambito del teatrodanza.
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SUMMARY:Io provo a volare
DESCRIPTION:di e con Gianfranco Berardi\ncon la partecipazione di Davide Berardi\, voce solista e chitarra\nBruno Galeone\, fisarmonica\nRegia e luci – Gabriella Casolari\nCostumi – Pasqualina Ignomeriello \nPREMIO SPECIALE DELLA GIURIA – JoakimInterFest di Kragujevac (Serbia)\n“for aesthetic emotion\, pure and joyful that was caused in cheerful audience”\nPREMIO DEL PUBBLICO – JoakimInterFest di Kragujevac (Serbia)\nPREMIO ANTONIO LANDIERI – come miglior spettacolo del 2011- NAPOLI \nLa storia vede lo spirito di un custode di un teatrino di provincia che\, a mò di vecchio capocomico\, torna in scena ogni notte\, a mezzanotte\, in compagnia dei suoi musicisti all’interno del teatro\, in cui mosse i primi passi.\nCosì fra racconto\, musica e danza \, si rivivono episodi della sua vita: i sogni\, gli incontri\, gli stages\, le prove \, la fuga\, la scuola\, il primo lavoro e l’amaro rientro al paesino\, al quale\, dopo aver provato tutte le strade possibili\, è costretto a tornare.\nMa come se non bastasse\, il piccolo e romantico cinema in cui aveva cullato il sogno artistico\, non è più quello di una volta. Così per amore dell’arte e della propria felicità\, il giovane decide di entrare di nascosto nel teatro e pietra dopo pietra demolirlo.\nIl lavoro quindi\, utilizzando la figura di Modugno come simulacro\, rende omaggio agli sforzi ed al coraggio dei lavoratori in genere e dello spettacolo in particolare\, che\, spinti da passione\, costantemente si lanciano all’avventura in esperienze giudicate poco dignitose\, solo perché meno visibili.\nIo provo a volare è una drammaturgia originale\, che a partire da cenni biografici di Domenico Modugno e dalle suggestioni delle sue canzoni\, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia pronti\, sull’onda del mito\,ad affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di diventare artisti. Ed è proprio attraverso la descrizione delle aspettative\, delle delusioni\, degli sforzi e degli inganni subiti da truffaldini incontri che si articola il viaggio fra comici episodi della realtà provinciale e alienanti esperienze metropolitane. \nPoesia e comicità sono gli ingredienti principali della pièce\, che attraverso un uso sui generis della luce trasmette atmosfere emotive\, suggestioni e ricordi indimenticabili cercando di risvegliare nel pubblico quel sogno di libertà di cui Modugno si fece portavoce e simbolo. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 5 €
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SUMMARY:The hard way to understand each other
DESCRIPTION:Vincitore Premio Scintille 2016 – Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2016\nprogetto e regia Adalgisa Vavassori\ncon Daniele Cavone Felicioni\, Gabriele Ciavarra\, Clelia Cicero\, Julio Dante Greco e Adele Raes\ncreazione collettiva\ncomposizioni sonore Gianluca Agostini\nscenografie Stefano Zullo e Hillary Piras\ncostumi Francesca Ariano\ndisegno luci Giuliano Bottacin\norganizzazione Carolina Pedrizzetti\ncon il sostegno di Sementerie Artistiche\, Manifattura K\, Centro Culturale Rosetum\nproduzione Teatro Presente \nAttraverso i corpi\, cinque attori mettono in scena i mondi interiori dei protagonisti.\nPer raccontare l’universo dell’emotività\, viene accantonata per un momento la parola. Una ricerca caratterizzata da immagini e metafore\, gesti minimi e poesia.\nThe hard way to understand each other è un delicato dipinto sulla quotidianità contemporanea.\nUna visione ironica del tentativo costante di comprenderci l’un l’altro. È quello che resta delle relazioni fisiche ed emotive in un’era di parole digitali. Una partitura musicale su cui il gesto si muove silenzioso. Come un’emozione che non si può spiegare. \nINGRESSO GRATUITO
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DESCRIPTION:di Crest – Teatri Abitati\nscritto da Gaetano Colella\ncon Gaetano Colella e Andrea Simonetti\ncomposizione sonora di Mirko Lodedo\nscene di Massimo Staich – disegno luci di Fausto Bonvini\nregia di Enrico Messina\nin collaborazione con Armamaxa teatro // spettacolo vincitore bando Storie di Lavoro 2015 \nSiamo nello stabilimento più grande d’Europa\, l’Ilva. Siamo in uno dei tanti reparti giganteschi della fabbrica\, Acciaieria 1 reparto RH. Qui l’acciaio fuso transita per raggiungere il reparto della colata e gli operai sono chiamati a controllare la qualità della miscela. La temperatura è di 1600 gradi centigradi. Due operai sul posto di lavoro. Il primo è un veterano\, venti anni di servizio alle spalle e un carattere prepotente\, di chi si è lavorato la vita ai fianchi e il poco che ha lo difende coi denti\, compreso il suo piccolo desiderio: fuggire da Taranto\, coi suoi figli\, per non tornarci più. Il secondo è una matricola\, un giovane di venticinque anni appena assunto nello stabilimento. I due potrebbero essere padre e figlio. In questo stabilimento dal 1962 ci sono generazioni di operai che si avvicendano\, si confrontano\, si scontrano e si uniscono. I padri hanno fatto posto ai figli e ai nipoti senza che nulla sia intervenuto a modificare questo flusso di forza lavoro. Si sono tramandati saperi ed esperienze così come usi e abusi\, leggi tacite e modi di fare. Sembra che in questo scenario nulla sia destinato a mutare\, che i figli erediteranno fatica e privilegi dei padri. Ma è davvero così? \nNote di drammaturgia\nSono andato a parlare con gli operai. Per giorni\, settimane. Solo loro potevano restituire la dimensione del dramma\, di quella frattura insanabile fra salute e lavoro che si sta vivendo in maniera sempre più violenta negli ultimi mesi. Solo così ho capito che il mondo operaio non è come lo vediamo in tv\, quando scorrono quelle interviste in cui sono schierati di fronte alle telecamere con gli elmetti in testa e la faccia incazzata. Non è un blocco unico di coscienze allineate su una posizione. Ho trovato invece un universo pieno di uomini soli\, spesso sbandati\, che non sanno esattamente cosa fare né cosa sarà di loro\, che non hanno punti di riferimento\, che non conoscono i loro diritti e altri pronti a inventarne di nuovi; un universo profondamente lacerato da posizioni molto distanti\, fra chi medita soluzioni\, chi vendette\, chi rancore\, chi invece non se ne frega niente come non se n’è mai fregato. Chi pensa di scappare via\, chi di lottare. È da queste figure che sono nati i due personaggi di questa storia. Perché incarnano lo spirito di una comunità intera e\, probabilmente\, di tutta la nostra nazione lacerata fra l’indifferenza da un lato e la voglia di cambiare dall’altra.\nGaetano Colella \nBIGLIETTI\nIntero: 12 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 7 €
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DESCRIPTION:libero adattamento da “Lourdes” di Rosa Matteucci\nadattamento e regia Luca Ricci \nDall’omonimo romanzo d’esordio di Rosa Matteucci\, lo spettacolo dà vita a un divertente carnevale di personaggi\, ciascuno con le proprie aspettative e speranze\, tutti in viaggio verso Lourdes\, tutti in attesa di un miracolo.\nIl linguaggio misto di aulico e dialettale\, i numerosi co-protagonisti o piccole apparizioni\, ognuno caratterizzato al limite del macchiettismo\, disegnano coralmente una folla in attesa di un miracolo. È una sorta di mistero buffo contemporaneo\, decisamente connotato in senso grottesco che si apre a una spettacolarizzazione al contempo popolare e virtuosistica.\nLo spettacolo traccia una strada sghemba e irregolare verso quello che è\, a tutti gli effetti\, un abbandono alla fede e dunque una conversione.\nLa collaborazione tra la compagnia CapoTrave\, diretta da Lucia Franchi e Luca Ricci\, e l’attore e drammaturgo Andrea Cosentino viene propiziata dal produttore Pierfrancesco Pisani\, in occasione dell’edizione 2015 del concorso “I Teatri del Sacro”. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 5 €
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DESCRIPTION:Il ServoMuto/Teatro.\nDrammaturgia e regia Michele Segreto.\nCon Gabriele Genovese\, Giancarlo Latìna\, Michele Mariniello\, Marco Rizzo\, Matteo Vignati Pavel Zelinskiy.\nSpettacolo Vincitore Scintille 2016 \nNel dicembre del 1924 a Ginevra i principali produttori di bulbi a incandescenza di mezzo mondo si riuniscono segretamente per spartirsi il controllo della produzione e della vendita di lampadine. Oltre a uniformare gli standard produttivi\, stabiliscono di ridurre la vita utile delle lampadine da 2500 a 1000 ore per garantirsi un continuo e frequente bisogno\, da parte del consumatore\, di acquistare nuove lampade. Decidono di produrre lampadine peggiori\, per produrne di più. L’accordo prende il nome di PhoebusKartell\, o Cartello Phoebus. Nel dicembre del 1924 nasce il primo cartello economico su scala globale e viene messo a punto il fenomeno economico noto come obsolescenza programmata.\nNoi non eravamo presenti. Non sappiamo cosa si siano detti. Questa non è la loro storia. \nINGRESSO LIBERO
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DESCRIPTION:di Pier Paolo Pasolini\nregia e spazio Licia Lanera\ncon Licia Lanera e Nina Martorana\nregista assistente Danilo Giuva\nconsulenza artistica Alessandra Di Lernia  \nLa mia Orgia è la tragedia di chi non sa stare al mondo.\nNegando la sua definizione (non più tre \, ma due: uno che è sia Uomo che Donna\, più una ragazza) \, io sono un’unica voce e un unico corpo che racconta l’impossibilità di un essere umano a sottostare a certe leggi sociali\, a subire l’inganno della lingua\, a imprigionare il corpo in azioni ripetitive\, sempre le stesse nel corso della storia.\nCi sono due mondi: uno fatto di paesaggi sconfinati\, consolazioni\, sorrisi sicuri\, inconsapevolezza e armonia\, alberi di gelsi \, antenati: “Il mondo era così da almeno dodicimila anni”\nE un altro\, quello della camera dei due sposi\, fatto di violenza e paura\, di piacere e rimorsi. L’uomo e la donna riescono veramente a comunicare tra loro solo attraverso il linguaggio del corpo\, il più violento. Questo gioco sadomasochistico della coppia è pretesto per parlare del rapporto della diversità\, esistenziale\, con la storia; e a questa tragedia esistenziale\, si associa una riflessione sul linguaggio\, cioè la negazione della lingua parlata in favore di quella del corpo.\nNe ho fatto un unico ragionamento chirurgico e straziante su come è costretto ad affrontare la propria esistenza chi non riesce in nessun modo ad essere dalla parte del potere\, e attraverso il rito della violenza\, da entrambi accettato\, voluto e desiderato\, cerca di sfuggire ai meccanismi della storia. \nBIGLIETTI\nIntero: 12 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 7 €
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DESCRIPTION:regia Paola Tomalino\ncon i ragazzi del Teatro della Crescita\nluci Riccardo Padovan\nscene Andrea Fasano\nproduzione Associazione CRAFT. \nLo spettacolo sarà introdotto da un’anteprima della nuova compagnia formatasi nel 2015 dal corso “Dalla voce in poi”.\nUn recital di teatro e musica\, uno sguardo verso l’interno\, un viaggio per perdersi e ritrovarsi\, la quotidianità di una nonna e i suoi nipoti.\nI legami che ci vincolano a volte sono impossibili da spiegare\, ci uniscono anche quando sembra che si debbano spezzare. Certi legami sfidano il tempo e la logica\, perché ci sono legami che sono semplicemente destinati ad essere. \nCercare la propria strada\, scegliere il proprio volo\, seguire la corrente o andare in “direzione ostinata e contraria”.  \n“Non ho paura del cammino\nvedremo\, bisogna fare ciò che si vuole\nnelle profondità delle emozioni\ne tutto andrà bene\nil vento ci guiderà.” \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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SUMMARY:Else
DESCRIPTION:Liberamente ispirato all’opera di Arthur Schintzler “La signorina Else”\nsulla base della traduzione di Giuseppe Farese \ndi Nunzia e Carlo Bruni\nCon Nunzia Antonino\nassistente alla regia Olga Mascolo\nimpianto scenico e regia Carlo Bruni \nFondandoci sulla novella di Arthur Schnitzler\, scritta come monologo interiore nel 1924\, sotto le stesse influenze che avrebbero dato corpo alla psicanalisi di Freud\, siamo partiti dall’adolescente in vacanza e dal suo dramma\, alimentato da un debito del padre nei confronti di un laido signor Dordsay. \nDebito che lei è invitata ad estinguere con “strumenti” ritenuti ormai comuni\, perciò lontanissimi dal produrre scandalo\, ma ancora oggi “perfettamente” in grado di alimentate le tragiche conseguenze svolte dal racconto.\nLa nostra direzione è condizionata dall’anagrafe: Else non è la diciannovenne dell’originale\, piuttosto lo è stata. Rimasta impigliata nella lettera che scatenò il dramma\, è alle prese con lo stesso Veronal di allora: medicinale ormai però fuori moda; veleno inadeguato al ruolo e dunque anche inutile a domare il reiterato dolore.\nLa nostra Else vive in un mondo sordo\, immerso in una crisi culturale\, non dissimile da quella che ispirò Schintzler: fonte di ossessioni\, nel migliore dei casi in grado di condurre alla follia.\nHanno dato origine a questa ricerca: l’amicizia con Giuseppe Farese\, traduttore dell’opera e la sollecitazione di un curioso bancario\, interessato a indagare il peso che un debito può ancora avere sulle anime sensibili. \nBIGLIETTI\nIntero: 12 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 7 €
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SUMMARY:Buio
DESCRIPTION:di e con Paola Tomalino\nRegia Tommaso Rotella\nluci Riccardo Padovan\nallestimento scenografico Andrea Fasano \nLa protagonista è una donna strana\, forte\, coraggiosa\, sensuale\, esilarante\, poetica\, impaurita\, complicata\, che attraverso una sorta di “dialogo psicanalitico” in cui racconta la propria esistenza\, il coraggio di attraversare il caos\, il vuoto ed il niente assoluto\, non ha paura di mostrare le sue debolezze e la sua rinascita.\nTeatro\, danza e musica si concentrano sulla paura di sentirsi soli\, smarriti nel mare di questa vita che onde burrascose rendono pericolosa.\nBuio permette allo spettatore di vedere le cose da un altro punto di vista\, quello di provare a vivere secondo un altro ritmo\, un’altra dimensione\, sotto un’altra luce.\nNella notte e nel buio le immagini appaiono sfocate e ci si interroga su che cosa ci sia oltre.\nL’ombra è un concetto\, non solo riferito al buio\, ma in generale a tutto ciò che non immagini possa esistere. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 5 €
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SUMMARY:Utoya
DESCRIPTION:di Edoardo Erba\ncon la consulenza di Luca Mariani autore del libro Il silenzio sugli innocenti\ncon Arianna Scommegna e Mattia Fabris\nin collaborazione con TEATRO RINGHIERA ATIR\ncon il patrocinio della REALE AMBASCIATA DI NORVEGIA IN ITALIA \nQuattro anni fa\, un giovane norvegese fa esplodere una bomba al quartier generale della città di Oslo per depistare il governo e far credere che si tratti di un attentato islamico. Quindi si reca armato e inosservato all’isola di Utøya\, dove c’è in corso un campus per giovani laburisti e inizia a sparare sulla folla. Con lucida freddezza\, uccide una persona dopo l’altra senza che nessuno glielo impedisca. Alla fine di quella maledetta giornata d’estate i morti ammontano a settantotto. La polizia finalmente arriva nell’isola e l’attentatore si fa catturare senza opporre resistenza. Un gesto di un uomo che si proclama simpatizzante della polizia e orgoglioso di aver “fermato i danni del partito laburista”. \nNel riadattamento teatrale di Edoardo Erba del libro di Luca Mariani Il silenzio sugli innocenti\, il teatro non è solo il luogo della documentazione e dell’informazione ma la sede di una riflessione. E la riflessione su un avvenimento del genere sconcerta. Attraverso le storie di tre coppie di personaggi\, interpretate sempre da Arianna Scommegna e Mattia Fabris\, si spalanca una finestra di analisi che\, anche se non permetterà di uscire da questo labirinto\,  per lo meno tenterà di illuminarne delle parti. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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SUMMARY:Wild West Show
DESCRIPTION:testo di Fabio Fassio\ncon Massimo Barbero\, Patrizia Camatel\, Dario Cirelli\, Fabio Fassio e Elena Romano\nregia di Elvira Frosini e Daniele Timpano\nTeatro Degli Acerbi \nUn gruppo di attori insegue il sogno di mettere in scena “l’ultimo mito dell’occidente imperialista e trionfante”: il west.\n“…Il nostro West asciutto e scarno sarà la sublimazione ascetica di ogni possibile West! Riusciremo\, alla fine\, con niente\, a dimostrare ancora una volta l’ontologica superiorità del qui e ora…”\nMa perché? “Perché gli americani rappresentano il mito\, ma noi ce l’abbiamo dentro” (cit. Pierfrancesco Favino)\nE’ la storia di un viaggio mitico\, prima alla ricerca del west\, tra attacchi alla diligenza\, duelli\, massacri e poi in fuga da Ringo\, il pistolero dagli occhi di ghiaccio\, una sorta di allucinazione di giustiziere che ammazza sempre gli innocenti. Inseguimento e fuga\, carnefici e vittime\, il destino di noi democratici.\nLa rincorsa al west si interrompe bruscamente davanti a un cratere\, nebbia\, fumo\, rimane soltanto la tomba di John Wayne e non resta da cercare che la propria identità incerta\, forse meschina\, senz’altro insufficiente.\nIl west non c’è più e noi non ci siamo ancora trovati… \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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SUMMARY:Svenimenti un vaudeville
DESCRIPTION:CTB Centro Teatrale Bresciano\nCompagnia Le Belle Bandiere\ndagli atti unici\, dalle lettere e dai racconti di Anton Cechov\nprogetto\, elaborazione drammaturgica Elena Bucci e Marco Sgrosso\ncon Elena Bucci\, Gaetano Colella\, Marco Sgrosso\nregia Elena Bucci\ncon la collaborazione di Marco Sgrosso\ndisegno luci Loredana Oddone\ndrammaturgia del suono Raffaele Bassetti\nmacchinismo e direzione di scena Viviana Rella\ncollaborazione ai costumi Marta Benini\npalchetti Stefano Perocco di Meduna\nsegreteria artistica Nicoletta Fabbri\nufficio stampa CTB Silvia Vittoriano\ndistribuzione Emilio Vita\nfoto Luigi Angelucci\, Umberto Favretto\, Patrizia Piccino\, Gianni Zampaglione\nsi ringrazia il Teatro Comunale di Russi\ncon il contributo di Ministero Per I Beni e Le Attività Culturali\, Comune di Brescia\, Regione Lombardia\, Provincia di Brescia – con il sostegno di A2A e Fondazione ASM\ne con il sostegno di Regione Emilia Romagna\, Provincia di Ravenna\, Comune di Russi \nEntriamo nel labirinto creativo di Anton Cechov a partire dalle lettere che sua moglie\, l’attrice Olga Knipper\, continua a scrivergli anche dopo la morte\, in un dialogo ininterrotto che ne vuole evocare presenza e voce. La drammaturgia intesse gli atti unici con visioni tratte dai racconti\, irruzioni di frammenti di altre opere\, lettere che l’autore scambiò con persone care\, scrittori e compagni di lavoro. Ne emerge il ritratto\, pieno di contrasti\, di un uomo medico per vocazione e scrittore per passione\, affettuoso e intelligente osservatore degli umani\, instancabile e gentile difensore degli ideali\, amante della vita tumultuosa del teatro ma anche della completa solitudine\, sempre curioso della vita nelle sue variabili forme. Ne inseguiamo l’affascinante poliedricità attraverso continue trasformazioni e cambi a vista. Diventiamo\, di volta in volta\, compagni del Teatro d’Arte\, fantasmi dell’autore\, evocazioni di personaggi o testimoni al presente\, accompagnati dalla danza di pochi elementi di scena e dal ritmo della luce e del suono. \nBIGLIETTI\nIntero: 12 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card) 7 €
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SUMMARY:The Stage Game
DESCRIPTION:Un gioco\, una sfida\, una serata diversa in compagnia.\nQuale sarà il tuo ruolo? \nAll’interno della cornice del Teatro Giraudi di Asti\, Sabato 5 e Venerdì 18 Novembre ci sarà la prima fase del gioco\, partecipa a una delle due date\, la fase finale si terrà Venerdì 2 Dicembre. \nAperitivo dalle ore 19\nIl gioco è stato realizzato con Dotventi \nINGRESSO GRATUITO
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SUMMARY:Ah com'è bello l'uomo
DESCRIPTION:Cie Zenhir\nLo spettacolo è di competenza del Teatro della Caduta nell’ambito della rassegna Concentrica \nUn uomo ed una donna attraversano l’evoluzione dell’essere umano nei suoi ultimi secoli/negli ultimi anni/oggi. Esplorando con entusiasmo i diversi modi di comunicare e le maniere di relazionarsi\, passano da sei fasi simboliche:\n#homo primaris: puro e brutale\n#homo genuinis: la scoperta dei  codici sociali\n#homo capitalis: appare la proprietà privata\n#homo smartphonis: la tecnologia a disposizione di  tutti\n#homo selfis: il telefono in tutto il suo splendore\n#homo superlatif: la ricerca dell’ extraordinario\nIl terzo individuo\, il tecnico cosmico\, si diverte della situazione. Manipola allo stesso tempo  luce e  musica\, senza dimenticare i personaggi\, ai quali confida  preziosi regali\, provocando i cambiamenti.\nDallo sguardo gentile e cinico è sempre un passo avanti alla storia.\nIl nome Zenhir nasce dall’incontro fra lo Zenith ed il Nadir. Giulio alla scala cerca l’uno mentre Elena con le verticali cerca il suo opposto. Così è avvenuta la fusione\, l’ ”h”\, nel mezzo rappresenta Flavio\, il punto di incontro\, l’Azimut. La compagnia è composta da Elena Bosco\, bilancia ed artista di circo\, Giulio Lanfranco\, leone e artista di circo\, Flavio “Enzo” Cortese\, gemelli\, tecnico e molto più\, Albin Warette\, bilancia e regista. \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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SUMMARY:Tristissimo
DESCRIPTION:Carlo Massari – Chiara Taviani C&C\ncon Carlo Massari e Chiara Taviani\nFoto di Veronica Billi\nSpettacolo sostenuto nell’ambito del progetto NEXT2014\ne con il sostegno di Ballet National de Marseille.\nCon il supporto di Pim Off\, Danzarte\, Spazio Idra\, La pergola.\nSpettacolo presentato nell’ambito della Rassegna Concentrica \nUn giorno perfetto\, un mondo perfetto\, poi d’improvviso tutto si storce.\nSembra una tragedia\, lo spunto per un prologo\, un fatto di cronaca\, la fine di un mondo\, del mondo. Tutto per mano dell’uomo…per proclamazione di libertà\, di conquista\, interesse\, bellezza.\nCi siamo chiesti cosa rende tristi\, cosa ci ammazza.\nChe forma ha questa tristezza\, cosa fa ai nostri corpi e alle nostre testoline bionde.\nAbbiamo scoperto che esiste il blu monday una sorta di mega depressione mondiale\, che non esistono tragedie a lieto fine né tanto meno guerre senza caduti…E andiamo avanti… \nBIGLIETTI\nIntero: 8 € | Ridotto (over 65\, studenti\, Open card)5 €
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DESCRIPTION:Un gioco\, una sfida\, una serata diversa in compagnia.\nQuale sarà il tuo ruolo? \nAll’interno della cornice del Teatro Giraudi di Asti\, Sabato 5 e Venerdì 18 Novembre ci sarà la prima fase del gioco\, partecipa a una delle due date\, la fase finale si terrà Venerdì 2 Dicembre. \nAperitivo dalle ore 19\nIngresso gratuito \nIl gioco è stato realizzato con Dotventi
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DESCRIPTION:Un gioco\, una sfida\, una serata diversa in compagnia.\nQuale sarà il tuo ruolo? \nAll’interno della cornice del Teatro Giraudi di Asti\, Sabato 5 e Venerdì 18 Novembre ci sarà la prima fase del gioco\, partecipa a una delle due date\, la fase finale si terrà Venerdì 2 Dicembre. \nAperitivo dalle ore 19\nIl gioco è stato realizzato con Dotventi \nINGRESSO GRATUITO
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