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SUMMARY:The workers cup (MONDOVISIONI)
DESCRIPTION:Nel 2022 il Qatar ospiterà i mondiali di calcio e alle infrastrutture stanno lavorando 1\,6 milioni di immigrati. Alcuni di loro si sfidano nel torneo sponsorizzato dallo stesso comitato organizzatore\, a cui partecipano le rappresentative di 24 imprese costruttrici. \nNel 2022 il Qatar ospiterà i mondiali di calcio e alle infrastrutture stanno lavorando 1\,6 milioni di immigrati\, il 60% della popolazione del paese. Vengono da India\, Nepal\, Bangladesh\, Filippine e sempre più dall’Africa: lavorano nel paese più ricco del pianeta con orari massacranti per salari esigui\, vivendo in campi isolati dalla città. Il film apre per la prima volta le porte di questo mondo seguendo il torneo di calcio sponsorizzato dallo stesso comitato che sta organizzando la Coppa del Mondo\, a cui partecipano le rappresentative di 24 imprese costruttrici. Eroi sul campo\, ma ai margini fuori dai 90 minuti\, i lavoratori vivono una terribile pressione psicologica\, svuotati della speranza che li aveva spinti a emigrare. \nFestival: Sundance\, CPH:DOX\, Hot Docs\, Sheffield \nIngresso con donazione minima di 4€ a proiezione: acquistabile la sera dell’evento presso la sala oppure abbonamento alle cinque proiezioni con donazione minima: 20€ per assicurarsi posto in sala e supportare i costi della rassegna: acquistabile presso le sedi Find The Cure\, un piccolo investimento che per noi vale moltissimo e di cui siamo certi non vi pentirete!
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SUMMARY:Free lunch society (MONDOVISIONI)
DESCRIPTION:Cosa faresti se non dovessi più preoccuparti di guadagnare? Fino a pochi anni fa il salario di cittadinanza era considerato utopia\, oggi è diventato oggetto di dibattito politico e scientifico. Il primo documentario su una delle questioni cruciali dei nostri tempi. \nCosa faresti se non dovessi più preoccuparti di guadagnare? Fino a pochi anni fa il salario di cittadinanza era considerato utopia\, oggi è diventato oggetto di dibattito politico e scientifico. Globalizzazione\, automazione\, fine della classe media: si parla di cause\, mai di soluzioni. È ora di un completo ripensamento: denaro per tutti\, come diritto che non richieda servizi in cambio! Riforma visionaria\, taglio netto neo-liberale allo stato sociale\, o romanticismo di sinistra? Il primo documentario dedicato al tema racconta cosa hanno a che fare le auto a guida automatica con le idee di un miliardario tedesco e con un referendum svizzero\, per affrontare una delle questioni cruciali dei nostri tempi. \nFestival: DocAviv\, Bergen IFF\, CPH:DOX\, Docaville \nIngresso con donazione minima di 4€ a proiezione: acquistabile la sera dell’evento presso la sala oppure abbonamento alle cinque proiezioni con donazione minima: 20€ per assicurarsi posto in sala e supportare i costi della rassegna: acquistabile presso le sedi Find The Cure\, un piccolo investimento che per noi vale moltissimo e di cui siamo certi non vi pentirete!
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SUMMARY:Otto Frank\, padre di Anna
DESCRIPTION:Regia:\nDavid de Jongh\nPaesi Bassi\n– 2010 – 75′\n\n\n\nSopravvissuto ad Auschwitz\, nel giugno del ‘45 Otto Frank ritorna ad Amsterdam\, dove entra in possesso del diario della figlia Anne\, morta solo pochi mesi prima. “Quello che leggo” – racconta – “è così emozionante\, ed è per me una rivelazione: in queste pagine scopro una Anne completamente diversa dalla bambina che ho perso”. Gli amici ne sono profondamente commossi\, e insistono perché lo pubblichi. Come unico superstite della famiglia Otto sente tutta la responsabilità di rendere pubblico il diario: cosa fare delle parti che Anne intendeva restassero private\, delle scene sessualmente esplicite\, dei diverbi tra Anne e la madre? Attraverso la lettura e l’edizione Otto sviluppa un nuovo rapporto con Anne\, consacrando il resto della sua vita alla memoria della figlia\, fino a rendere Il diario di Anna Frank uno dei libri più letti al mondo. \nLingua: Inglese\, olandese e tedesco – Sottotitoli: Italiani\nAnteprima: Italiana \nISRAT – CGIL Asti – CineAgenzia – Spazio Kor
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SUMMARY:Jaha's Promise (MONDOVISIONI)
DESCRIPTION:Jaha venne sottoposta a mutilazione genitale femminile da bambina e portata a 15 anni a New York per sposare un uomo che non aveva mai visto prima. Un decennio più tardi torna in Gambia per guidare una campagna contro la pratica che le ha segnato la vita. \nJaha Dukureh venne sottoposta a mutilazione genitale femminile (FGM) da bambina e portata a 15 anni a New York per sposare un uomo che non aveva mai visto prima. Un decennio più tardi\, liberatasi da quel matrimonio\, torna in Gambia\, nell’Africa occidentale\, per guidare una campagna contro la pratica che le ha segnato la vita. Ma Jaha non cerca la nostra compassione\, vuole mettere le strutture di potere sia africane che occidentali di fronte alle loro responsabilità\, e pretende rispetto per i diritti delle ragazze in qualsiasi società vivano. Jaha’s Promise è uno straordinario racconto di riscatto individuale e sociale\, segnato dalla tensione di un conflitto. \nFestival: CPH:DOX\, Sheffield \n\nIngresso con donazione minima di 4€ a proiezione: acquistabile la sera dell’evento presso la sala oppure abbonamento alle cinque proiezioni con donazione minima: 20€ per assicurarsi posto in sala e supportare i costi della rassegna: acquistabile presso le sedi Find The Cure\, un piccolo investimento che per noi vale moltissimo e di cui siamo certi non vi pentirete!
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SUMMARY:Strange in Paradise (MONDOVISIONI)
DESCRIPTION:In un’aula scolastica in Sicilia dei rifugiati assistono alla lezione di un insegnante dal comportamento decisamente scostante. Un implacabile saggio sui meccanismi attraverso i quali l’Europa affronta la ricerca di felicità dei rifugiati. \n \nIn un’aula scolastica in Sicilia\, alle porte della Fortezza Europa\, dei rifugiati recentemente sbarcati assistono alla lezione di un insegnante dal comportamento decisamente scostante: prima li redarguisce\, poco dopo si placa e gli dà il benvenuto. Al confine tra documentario e finzione\, il film indaga i rapporti di potere tra Europa e migranti. L’Europa è rappresentata dall’insegnante\, che porta all’esasperazione la classe prima con dichiarazioni provocatorie\, poi con un benvenuto carico di complessi di colpa\, e un atteggiamento frutto del compromesso tra i due estremi. Stranger in Paradise è un implacabile saggio sui meccanismi attraverso i quali l’Europa affronta la ricerca di felicità dei rifugiati. \nFestival: Idfa\, True/False\, CPH:DOX\, DocAviv \n\nIngresso con donazione minima di 4€ a proiezione: acquistabile la sera dell’evento presso la sala oppure abbonamento alle cinque proiezioni con donazione minima: 20€ per assicurarsi posto in sala e supportare i costi della rassegna: acquistabile presso le sedi Find The Cure\, un piccolo investimento che per noi vale moltissimo e di cui siamo certi non vi pentirete!
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SUMMARY:The hate destroyer
DESCRIPTION:Wansee\, a pochi chilometri da Berlino. Qui vive Irmela Mensah Schramm\, settant’anni.\nÈ seduta sul divano. Incolla\, cataloga e archivia un adesivo: “Il giorno della\nGermania del futuro”. Accanto a lei un sacchetto di stoffa con una scritta fatta a mano: “Gegen Nazi. Contro i nazi.”\nIn un’Europa segnata dall’odio razziale e dalla violenza\, questa donna dai capelli grigi e l’andatura un po’ goffa\, gira ogni giorno per la sua città e nei dintorni a caccia di scritte e adesivi xenofobi o di richiamo nazista\, armata di vernici spray e raschietto.\nA nulla valgono le chiamate alla polizia se non il rischio di essere incriminata per atti vandalici. Ma questo non basta a distoglierla dalla sua missione che porta avanti da quasi trent’anni: “Se danneggio qualcosa con il colore si può aggiustare.\nLa dignità ferita\, invece no.”\nLe minacce anonime che riceve da tempo\, non hanno alcun effetto: “Irmela Mensah Schramm\, prima o poi ti prenderemo” hanno scritto a caratteri cubitali su un muro. E il pericolo è reale. Lo confermano Manuel Bauer\, per anni “picchiatore” degli squadroni neonazisti\, e Daniel Koehler\, sociologo attivo nell’aiutare coloro che vogliono uscire dalla scena di destra.\nGli estremisti in Germania e in Europa sono inseriti in ogni ambito della società e da anni perseguono la loro politica del terrore. Ma Irmela non può e non vuole concedersi il lusso di avere paura. Dopo aver sconfitto un tumore al seno\, che a detta dei medici le lasciava pochi anni di vita\, ora nulla la può fermare.\nMa “cosa sarebbe Irmela se non ci fossero i neonazisti?”\, si chiede una coppia di suoi cari amici. E per chi lo fa? Per gli altri o per se stessa?\nUn padre violento e una madre anaffettiva le hanno rubato l’infanzia e l’hanno sempre considerata inadeguata\, debole. Ora ha l’occasione per dimostrare il suo coraggio e la sua determinazione.\nDopo anni di attivismo\, in molti si sono accorti di lei: in Germania\, Finlandia\, Italia\, ed altri Paesi Europei\, oggi Irmela è un simbolo della lotta contro i messaggi di odio.\nQuesta è la sua rivalsa nei confronti di un passato che non l’ha mai veramente premiata. “Ho intrapreso un percorso di vita – dice – E non lo lascio portare via da nessuno”. \nThe Hate Destroyer è un film sull’odio dilagante\, sull’indifferenza\, e su ciò che sta dietro ad una scelta di attivismo. Ma è anche il racconto intimo di una donna che da anni lotta per diventare straordinaria. \nNote di Regia \nLa linea fra altruismo ed egoismo è più sottile di quanto si pensi. Molto spesso quando ci ergiamo a salvatori del mondo\, in realtà\, stiamo salvando noi stessi. È un modo per esistere e mostrare di esistere. Ma questo non sminuisce il significato delle nostre azioni e il loro valore resta indiscutibile.\nHo incontrato Irmela nel 2012 e mi ha subito colpito per la convinzione\, la perseveranza e la sua forza d’animo. Conoscendola meglio\, nel corso degli anni\, ho imparato a riconoscere anche le sue fragilità e le sue debolezze\, radicate nel suo passato. Ho sempre percepito qualcosa di irrisolto in lei\, e questa sensazione era indissolubilmente legata al suo carattere forte e determinato. Irmela mi ha raccontato di tutte le battaglie che ha affrontato in passato: contro una famiglia che non l’ha mai accettata e contro un tumore che ha rischiato di portarsela via.\nIrmela queste battaglie le ha vinte tutte.\nHo quindi cercato di costruire un racconto in cui le sue debolezze fossero le armi con cui lei combatte quotidianamente\, cercando di vincere la battaglia più importante\, quella contro l’intolleranza\, la violenza per il diverso da noi.\nCiò che volevo fin dall’inizio era far compiere allo spettatore un percorso emotivo.\nLo stesso che ho intrapreso e vissuto io. Per questo motivo\, nel corso del film\, si è attraversati da sentimenti contrastanti che mettono ogni volta la protagonista sotto una luce nuova. Così l’opinione muta\, compie un viaggio e torna al punto di partenza arricchita dagli elementi che servono a completarla. \nVincenzo Caruso\nAttore di formazione\, comincia nel 1997 nell’ambito del teatro ragazzi.\nNel 2005\, insieme a Eugenio Allegri\, gestisce la residenza multidisciplinare di Avigliana (TO) ed entra a far parte della compagnia Artquarium come attore e drammaturgo. Nel 2007 fonda Fotogramma 25\, società di produzione torinese\, occupandosi dapprima di produzione e proseguendo come autore e regista.\nNel 2012-2014 co-produce e dirige insieme a Stefano Tealdi parti della prima e seconda stagione di Food Markets – In the Belly of the City\, serie realizzata per ZDF Arte (Germania) e Rai Uno. In parallelo continua ad occuparsi di produzione ed organizzazione in ambito teatrale lavorando con diverse compagnie internazionali.\nDal 2016 insegna tecniche di scrittura per il cinema e per la TV presso il Master dell’Università degli Studi Internazionali di Roma.\nThe Hate Destroyer è il suo primo lungometraggio documentario.
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SUMMARY:Entre os homens de bem (MONDOVISIONI)
DESCRIPTION:Jean Wyllys\, instancabile portavoce della causa LGBT\, è un corpo estraneo in un Congresso brasiliano di tendenze sempre più conservatrici. Il film è una sconvolgente introduzione all’attuale politica brasiliana\, sempre più influenzata dai movimenti evangelici. \nJean Wyllys è un corpo estraneo in un Congresso brasiliano di tendenze sempre più conservatrici. Lo accompagniamo durante tre anni di instancabile attività come portavoce della causa LGBT\, che ne hanno fatto il protagonista di discussioni politiche che superano i confini della capitale Brasilia e investono l’opinione pubblica e i social network. Oltre a tracciare il profilo di un deputato e personaggio singolare\, Among righteous men è una sconvolgente introduzione all’attuale crisi e polarizzazione della politica brasiliana\, sempre più segnata dall’influenza dei movimenti religiosi evangelici\, di cui fanno parte alcuni dei politici più attivi nell’impeachment della presidente Dilma Rousseff. \nFestival: Festival do Rio \nIngresso con donazione minima di 4€ a proiezione: acquistabile la sera dell’evento presso la sala oppure abbonamento alle cinque proiezioni con donazione minima: 20€ per assicurarsi posto in sala e supportare i costi della rassegna: acquistabile presso le sedi Find The Cure\, un piccolo investimento che per noi vale moltissimo e di cui siamo certi non vi pentirete!
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