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SUMMARY:AL PRESENTE
DESCRIPTION:di e con Danio Manfredini \nPremio UBU 1999 come migliore attore \ndistribuzione La Corte Ospitale\ncollaborazione al riallestimento Vincenzo Del Prete\nassistente regia e luci Lucia Manghi\nproduzione riallestimento La Corte Ospitale \nQuando tengo in mano la vita dei modelli per qualche centinaio di minuti di posa\, sento il loro spirito che vagabonda. Certo\, non glielo posso impedire; non ci penso neppure; non posso coglierli che nella loro fuga. Eccoli percorrere le strade\, le piazze\, la campagna\, superare le frontiere\, gli oceani.\nAlberto Giacometti \nAl presente è uno spaccato della mente e della sua inafferrabilità. In scena\, un uomo e il suo doppio: una parte è immobile\, assorta\, riflessiva\, una parte è inquieta e si identifica con i fantasmi che popolano la sua mente. Entra attraverso l’immaginazione in un flusso di associazioni inarrestabili che lo conducono in diversi spazi\, in diversi tempi della sua vita. Nella solitudine rincorre i pensieri\, quel dialogo interiore ininterrotto che lo accompagna\, l’inquietudine provocata da ricordi\, voci di persone care\, immagini di un passato vago ma sempre presente e suggestioni dal mondo contemporaneo. \nPrende a prestito dalle patologie psichiatriche gli atteggiamenti fisici che esprimono tensioni\, le amplifica attraverso quelle forme\, porta alla luce le pulsioni più nascoste\, cerca di dare ordine\, forma\, al caos della sua mente. \nDanio Manfredini è un attore teatrale\, regista teatrale e cantante italiano. \nSi è formato con César Brie e Iben Nagel Rasmussen\, ed è cresciuto nell’ambito dei centri sociali autogestiti milanesi; ha lavorato a lungo anche in strutture psichiatriche.\nNel 1975 fonda\, insieme a Paolo Nalli\, Dolly Albertin e César Brie\, il Collettivo teatrale Tupac Amaru presso il centro sociale Isola di Milano.\nHa collaborato con la compagnia Pippo Delbono definendo così un confronto con Raffaella Giordano e alcuni danzatori del Tanztheater di Pina Bausch. Sempre con la compagnia Pippo Delbono presta la sua voce cantata per lo spettacolo “Il Silenzio”.\nCon il Teatro Valdoca ha realizzato due spettacoli “Parsifal” e “Caino” in quest’ultimo torna a collaborare con Raffaella Giordano.\nHa vinto tre Premi Ubu\, il primo nel 1989 con Miracolo della rosa\, dieci anni più tardi con Al presente (miglior attore) e ancora nel 2004 per “Cinema Cielo” (miglior regia).\nIl 1º ottobre 2012 esce il suo primo album INCISIONI (etichetta Sotto Controllo\,distribuzione Audioglobe) dove Danio Manfredini è cantante e chitarrista. Un disco di cover che attraversa cinquant’anni di musica italiana.\nIl progetto è stato proposto a Danio Manfredini da Massimo Neri e Cristina Pavarotti che lo hanno prodotto e ne hanno seguito la direzione artistica.\nGli arrangiamenti sono stati prevalentemente realizzati da Andrea Bellentani.\nIl disco è diventato uno spettacolo che ha debuttato a Milano\, al Teatro Franco Parenti il 1º ottobre del 2012.\nA partire dal 2010 avvia una collaborazione con il centro teatrale La Corte Ospitale dove lavora per due anni al nuovo spettacolo\, Il principe Amleto\, che debutta nell’autunno del 2012 al Sienafestival. Lo spettacolo\, prodotto dallo stesso Manfredini e dalla Corte Ospitale\, è al Teatro Franco Parenti di Milano a dicembre 2012.\nDall’ottobre del 2013 Danio Manfredini è il nuovo Direttore dell’Accademia D’Arte Drammatica Del Teatro Bellini di Napoli per il Triennio 2013-2016. A dicembre 2013 ritira il quarto premio UBU\, sezione Premi speciali\, “per l’insieme dell’opera artistica e pedagogica\, condotta con poetica ostinazione e col coraggio della fragilità\, senza scindere il piano espressivo dalla trasmissione dell’arte dell’attore. Questa costante ricerca\, apertasi da ultimo alla via del canto\, gli ha consentito di diventare uno dei rari maestri in cui diverse generazioni del teatro si possono riconoscere”. A gennaio 2014 inizia le prove del nuovo spettacolo “Vocazione”\, produzione La Corte Ospitale: debutto estate 2014. \nLa Corte Ospitale è un centro di produzione teatrale attento ai nuovi linguaggi della scena contemporanea. L’Associazione ha sede a Rubiera\, in provincia di Reggio Emilia\, all’interno di un complesso monumentale del XVI secolo adibito nel 2000 a polo culturale\, a seguito di un attento restauro che\, pur preservandone le caratteristiche architettoniche\, lo ha dotato di attrezzature tecnologiche all’avanguardia.\nAll’interno della Corte Ospitale\, un tempo luogo di cure e ristoro per i pellegrini in viaggio verso Roma\, si trovano quattro sale prove\, una foresteria di circa settanta posti letto e una cucina attrezzata. La Corte Ospitale si configura quindi quale luogo ideale per la produzione teatrale\, grazie anche allo scambio e al dialogo che si crea tra gli artisti in residenza.\nA partire dal 2007 la gestione artistica e organizzativa affidata a Walter Zambaldi ha dato un forte impulso all’attività di produzione e circuitazione degli spettacoli prodotti\, incrementando anche il numero e la qualità delle residenze artistiche. Nel complesso\, l’insieme degli spettacoli prodotti e in residenza danno vita ad una linea progettuale coerente che connota la direzione intrapresa dal centro nell’ottica della ricerca e della sperimentazione artistica. Gli artisti prodotti e distribuiti dalla Corte Ospitale sono Giuliana Musso\, Danio Manfredini\, Oscar De Summa\, Paolo Rossi e Roberta Biagiarelli. Grazie a queste collaborazioni\, il nostro centro prosegue nello studio dei nuovi linguaggi della scena\, nella direzione del teatro popolare di ricerca. \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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SUMMARY:GLI SPOSI
DESCRIPTION:Frosini / Timpano\ndi e con Elvira Frosini e Daniele Timpano\ntesto di David Lescot\ntraduzione Attilio Scarpellini\ndisegno luci Omar Scala\nregia Frosini/Timpano\nproduzione Frosini/Timpano con il sostegno di Fabulamundi\nPRIMA NAZIONALE \nGli Sposi è la storia di un’ordinaria coppia di potere\, Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu\, che hanno messo la Romania in ginocchio per oltre vent’anni. Il più sinistro tra i tiranni dei paesi del blocco comunista e sua moglie. Dittatori capricciosi e sanguinari\, per oltre vent’anni questi Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere\, sotto gli occhi del mondo\, il 25 dicembre 1989.\n“Un uomo e una donna. Delle persone molto ordinarie\, nella Romania del XX secolo. Entrambi vengono dalla campagna. Un po’ nello stesso modo l’uno e l’altra si ritrovano a militare nel Partito Comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni. Tranne il fatto che sono un po’ meno dotati della media. Sono delle creature senza smalto in un mondo senza orizzonte.”\n[David Lescot] \nNon c’è niente di cui il teatro non possa parlare\, almeno secondo David Lescot: dalle storie più personali\, che poi si rivelano sempre politiche\, a quelle più globali\, dall’infanzia al clima\, dai sopravvissuti alla Shoah al potere del denaro\, dalle dittature comuniste nei paesi dell’Europa dell’Est alla Comune di Parigi. Ma soprattutto non c’è un linguaggio artistico che dall’infinito intrattenimento del teatro possa essere escluso: la musica e la danza\, rigorosamente eseguite dal vivo\, prolungano lo sconfinamento della parola drammaturgica negli oggetti scenici creati da questo autore che è tra i pochi del suo paese a essere un uomo di teatro totale: drammaturgo\, attore\, regista\, musicista\, Lescot (classe 1971\, figlio e fratello d’arte\, suo padre Jean e suo fratello Micha sono entrambi attori) è stato salutato dal pubblico e dalla critica come una rivelazione fin dal suo primo affacciarsi sulla scena. Pluripremiato\, con il Premio del sindacato nazionale della critica per la migliore creazione in lingua francese per ben due lavori (Un homme en faillite del 2007 e Ceux qui restent del 2014)\, con il Prix Nouveau Talent Théâtre nel 2008\, con un Molière “per la rivelazione teatrale”\, assegnato alla Commission centrale de l’enfance nel 2009\, con il Grand prix de la litérature dramatique per L’européenne (portato in scena anche in Italia\, al Festival di Napoli nel 2011)\, Lescot riesce a muoversi tra le forme sceniche più svariate\, dal teatro documentario al cabaret musicale\, senza mai alterare l’asciutta efficacia della propria scrittura. Musica e danza rientrano spesso nei suoi dispositivi di ironica decostruzione della Storia alla quale questo autore\nche non ha dimenticato le proprie origini ebreo polacche dedica un’attenzione inquieta e sempre cruciale. Capace di una spoliazione radicale degli apparati del teatro\, come in Ceux qui restent\, dove le testimonianze degli ultimi sopravvissuti del Ghetto di Varsavia presenti in Francia vengono consegnate al puro scambio verbale tra due attori\, lo è non di meno di concertazioni corali e inaspettata jam session come in La chose commune\, lo spettacolo realizzato con il musicista Emmanuel Bex\, dove l’utopia della Comune di Parigi dialoga con il jazz\, o di miniature solistiche come la Commission centrale de l’enfance\, uno dei suoi cavalli di battaglia\, in cui da solo\, accompagnandosi con una chitarra elettrica cecoslovacca degli anni ’60\, rievoca per lampi le sue vacanze nelle colonie estive della Commissione centrale dell’infanzia\, l’associazione creata nel dopoguerra dagli ebrei comunisti francesi\, all’origine per i figli degli scomparsi nei campi di concentramento. Un “cabaret minimalista”\, come lo stesso Lescot lo ha definito\, una ballata\, una rapsodia di voci che rinascono e si fondono in un’unica voce. Ma anche un episodio marginale e poco conosciuto nella storia dei movimenti comunisti occidentali nel quale restano impressi i segni\, i temi e le parole d’ordine dell’ideologia che per lungo tempo venne considerata il “grande affare della vita”. La drammaturgia di David Lescot\, infatti\, usa volentieri il prisma del teatro per amplificare la marginalità o\, viceversa\, per rimpicciolire l’enfasi della storia monumentale. Che è quanto accade in uno dei suoi ultimi testi\, Les epoux\, storia di “un’ordinaria coppia di dittatori” raccontata da loro stessi con Nicolae Ceausescu nei panni di “Lui” e sua moglie Elena nei panni di “Lei”. Nato da una commissione della regista Anne-Laure Liegeois (che l’ha portato in scena nel febbraio del 2016 al Théâtre 71- Scène National de Malakoff)\, il testo di Lescot segue passo dopo passo\, dalla nascita alla morte\, la resistibile e quasi casuale ascesa dei coniugi Caeusescu dalle oscure origini contadine fino ai vertici della Romania comunista – ed è un’ascesa nel grottesco di un’esilarante commedia nera scandita dalla stupefacente mancanza di qualità di due Macbeth dei Balcani\, poco dotati e fallimentari in tutto\, tranne che nel gioco in cui primeggiano tutti gli uomini privi di vocazione e di qualità: il potere. Frontali davanti al pubblico\, soli e costantemente in scena\, impegnati a raccontare la propria storia e insieme la storia del paese che hanno devastato (in quell’intreccio tra piccola e grande storia tipico del teatro di Lescot)\, è quasi impossibile\, leggendo il testo\, non rivedere Elena e Nicolae in quelle fotografie a un tempo drammatiche e agghiaccianti che nel 1989 li ritraevano\, lividi e invecchiati\, uno accanto all’altra\, nel corso di quello che fu uno dei primi processi mediatici della storia contemporanea – un processo di cui il drammaturgo francese riesce a restituire negli ultimi quadri tutta la tragica ambivalenza\, fino a toccare quel culmine supremo di ogni parabola satirica in cui\, dopo aver tanto riso\, non c’è più niente da ridere. Non sorprende che Daniele Timpano ed Elvira Frosini\, la coppia artistica che nel nostro teatro ha meglio interpretato il potere e la società in chiave di comicità critica e di umorismo crudele\, abbiano subito sentito un’affinità elettiva con i due tragicomici coniugi di Lescot\, abbastanza veri e abbastanza assurdi\, abbastanza determinati e abbastanza miserabili\, per rientrare a pieno titolo in quella contro-storia satirica del novecento che i due attori-drammaturghi italiani vanno scrivendo da anni con spettacoli quali Dux in scatola\, Sì l’ammore no\, Acqua di colonia. Un’affinità del resto ricambiata\, dal momento che l’autore di Commission centrale de l’enfance e Les Epoux ha voluto portare sulle scene la versione francese di Aldo morto\, impegnandosi persino nell’interpretazione delle canzoni d’epoca che costellavano il testo.\n[Attilio Scarpellini] \nElvira Frosini e Daniele Timpano\, sono autori\, registi e attori della scena contemporanea italiana che dal 2008 condividono un comune percorso artistico. Nei numerosi lavori prodotti negli ultimi anni\, Frosini/Timpano portano sul palcoscenico i loro corpi che disinnescano\, decostruiscono ed incarnano le narrazioni della Storia\, analizzando le derive antropologiche della società a partire da un vasto materiale di riferimenti vari (dall’accademico al popolare) che costituiscono l’immaginario e la coscienza contemporanei. I loro testi portano sulla scena un complesso dispositivo teatrale in cui gli attori-autori sono sempre in dialogo con il pubblico ed in bilico tra l’incarnazione di personaggi\, mitologie contemporanee e culturali\, topoi della Storia\, ed il semplice essere sulla scena e mettere in campo il proprio perturbante rapporto con la Storia e la cultura\, in un gioco di scivolamenti spiazzanti che dissacrano tutte le retoriche senza fare sconti\, neanche a se stessi. “Il nostro dialogo con il pubblico è basato sulla co-esistenza con gli spettatori\, su ciò che condividiamo con voi\, qui\, oggi: la stessa ipocrisia\, gli stessi cliché\, le stesse paure\, le stesse nevrosi\, la stessa sorte.” \nI loro lavori sono stati rappresentati in numerosi teatri\, festival\, e contesti performativi in Italia e all’estero\, tra gli altri: Romaeuropa Festival\, Teatro Argentina di Roma\, Teatro Elfo Puccini\, Bassano Opera Estate/Festival B.Motion\, Festival Inequilibrio/Armunia di Castiglioncello (Li)\, Teatro della Tosse\, Festival delle Colline Torinesi\, Teatro Bellini di Napoli\, Teatro Biondo di Palermo\, Teatro India di Roma\, Festival Short Theatre Roma\, “Face à Face” / Theatre de la Ville Parigi\, Place à l’Art Performance e La Nuit Blanche di Parigi. Tra gli spettacoli precedenti al loro incontro ricordiamo: Dux in scatola (2006) finalista ai Premi Scenario e Vertigine\, pubblicato da Coniglio nel 2006 e da Hystrio nel 2008\, ed Ecce robot! (2007) di Daniele Timpano\, Reperto#01 (2006) finalista al Premio VDA nel 2006\, e Buffet (2007) di Elvira Frosini.\nDal 2008 inizia la loro unione artistica dando vita ad importanti progetti: il primo lavoro firmato insieme è Sì l’ammore no (2009) finalista al Premio Dante Cappelletti/Tuttoteatro.com nel 2009\, seguono Risorgimento pop (scritto con Marco Andreoli\, del 2009)\, Ciao bella (2010)\, Digerseltz (2012)\, Aldo morto – tragedia (2012)\, spettacoli rappresentati in molti festival italiani. Dux in scatola\, Risorgimento Pop e Aldo morto sono stati tradotti e presentati a Parigi nell’ambito del progetto “Face à Face” al Theatre de la Ville (2011) e al Theatre de la Colline (2015). Dux in scatola\, Risorgimento Pop e Aldo morto compongono una trilogia edita da Titivillus nel 2012 con il titolo Storia cadaverica d’Italia. Lo spettacolo Aldo morto è stato candidato al Premio Ubu nel 2012 come migliore novità drammaturgica e ha vinto il Premio Rete Critica 2012. Nel 2013 hanno realizzato con il Teatro dell’Orologio di Roma e Fondazione Romaeuropa il progetto Aldo morto 54 (54 giorni di repliche dello spettacolo Aldo morto e 54 giorni di autoreclusione di Daniele Timpano in streaming in una cella ricostruita appositamente in teatro). Aldo morto 54 ha vinto il Premio Nico Garrone 2013.\nNell’autunno 2012 sono stati invitati dal Teatro di Roma a partecipare al progetto Perdutamente durante il quale hanno iniziato a lavorare sul nuovo progetto Zombitudine\, uno spettacolo sul collasso sociale e culturale contemporaneo. Il lavoro ha debuttato nel 2013 al Teatro della Tosse di Genova ed è poi stato presentato al Romaeuropa Festival nel 2014 ed in una lunga tournée in tutta Italia. Nel 2014 e nel 2015 hanno partecipato come autori ed interpreti al progetto Ritratto di una capitale di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri\, realizzato dal Teatro di Roma al Teatro Argentina\, con il loro lavoro Alla città morta. Prima epistola ai romani. Nel 2016 hanno realizzato Carne\, su testo commissionato a Fabio Massimo Franceschelli\, primo lavoro di un progetto speciale che prevede la realizzazione di lavori su testi commissionati ad autori contemporanei italiani o esteri. Dal 2015 hanno iniziato a lavorare al nuovo spettacolo Acqua di colonia sul rimosso del colonialismo italiano e l’immaginario italiano e occidentale sull’Africa. Lo spettacolo ha debuttato a novembre 2016 al Romaeuropa Festival. \nHanno lavorato per Radio Tre Rai nella trasmissione “Rombi tuoni scoppi scrosci tonfi boati”\, realizzata per il centenario del Futurismo italiano\, e in “Diari di guerra”\, serie di letture realizzate per il centenario della Grande Guerra. Nel 2014 Rai5 ha realizzato un documentario su di loro nel ciclo “Roma: la nuova drammaturgia”. \nHanno ideato e realizzato le rassegne Generatore X (2004-2007)\, Uovo – spazio performativo (2004-2007)\, la rassegna romana indipendente Ubu Settete (2003-2007)\, il progetto Novo Critico – incontri tra critica e nuova scena contemporanea (2008-2010)\, e dal 2010 realizzano Ecce Performer – progetto di formazione e creazione per la scena contemporanea. \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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SUMMARY:LA BALLATA DEL CARCERE DI READING
DESCRIPTION:di Oscar Wilde\nCompagnia Orsini \nUmberto Orsini\, Giovanna Marini\nMusiche Giovanna Marini\nRegia Elio De Capitani \nOrsini\, Marini De Capitani: tre artefici per uno spettacolo con una strana genesi. L’idea nasce dall’incontro di Umberto Orsini e Giovanna Marini in un altro spettacolo\, Urlo di Pippo Delbono dove Orsini ha portato la sapienza dei suoi frammenti di Wilde e Shakespeare e Giovanna la sua antica esperienza del canto degli umili al confronto con la composizione del mondo disperato nel circo umano di Delbono e dei suoi fedeli compagni di viaggio. Nel progetto è stato poi coinvolto Elio De Capitani che aspettava solo un’ultima spinta per affrontare qualcosa a cui pensava da tempo\, “il dilemma\, o meglio il paradosso di Wilde”. Seguendo la lezione di Franco Buffoni\, De Capitani fa piazza pulita dei molti Wilde mitici per cercare quello reale\, capace di prefigurare il secolo a venire anticipando l’arte come recita sociale e la vita come performance artistica.\nSecondo il regista\, The ballad of Reading gaol si presta a una messinscena “perché in un certo senso lo è: è una messinscena complessa\, ritualmente complicata\, dove una volta ancora l’attrazione fisica si sublima in canto e il canto sublima la sofferenza in bellezza”. Al centro di tutto\, Wilde: la sua condizione di prigioniero e il corpo di un ragazzo\, un giovane soldato\, condannato alla forca per l’assassinio della sua amante\, un Woyzeck inglese con la giubba rossa dei dragoni di sua maestà. Wilde lo ha solo visto nell’ora d’aria e trova una nuova vena che unisce i suoni\, i colori\, i pensieri e gli incubi e i corpi inappagati della galera con ua certa luce di un amore trasfigurato. Giovanna Marini ha scritto cinque ballate\, componendo una musica che va dalla ballata irlandese fino a Schubert\, pasando anche per i Beatles. Umberto Orsini farà Wilde\, teso a cogliere solo il lato artistico-estetico\, la bellezza dei versi. De Capitani immagina e studia una scrittura che sia “strategia di dislocazione sapiente delle forme e dei materiali da combinare con le parole cantate di Giovanna\, con la sua musica altrettanto ostinata e precisa”. \nUmberto Orsini rifugge qualsiasi definizione paludata. Esordisce per caso\, si afferma per talento\, sorvola con leggerezza fin de siècle e debutto del terzo millennio\, continua a stupire e a stupirsi. Leggiadro ma serio\, scanzonato ma professionale\, tombeur des femmes per definizione\, sportivo per innato piacere. Poche righe sono già troppe per non rasentare l’apologia.\nMeglio\, allora\, fonti esterne. Eccole.Iniziamo dall’autorevolezza\, quella della Treccani\, che alla voce Umberto Orsini\, stabilisce:\nOrsini\, Umberto. – Attore italiano (n. Novara 1934). Formatosi all’Accademia nazionale d’arte drammatica\, ha esordito in teatro con la compagnia De Lullo-Falk-Valli-Guarnieri (1957)\, recitando in seguito con la compagnia Morelli-Stoppa\, con S. Ferrati (Chi ha paura di Virginia Woolf?\, 1963; Chi è Claire Lannes?\, 1969) e con G. Lavia per la compagnia del Teatro Eliseo\, di cui è stato a lungo direttore artistico (1982-97).\nInterprete moderno e controllato\, convincente nei ruoli classici (I masnadieri\, 1981; Otello\, 1994)\, si è distinto soprattutto con gli antieroi del repertorio contemporaneo (Old times di H. Pinter\, 1973; Servo di scena di Ronald Harwood\, 1981; Amadeus di P. Schaffer\, 1987; Besucher di B. Strauss\, 1989; Il nipote di Wittgenstein da T. Bernhard\, 1991; Affabulazione di P. P. Pasolini\, 1993;Morte di un commesso viaggiatore di A. Miller\, 1997;Copenhagen di M. Frayn\, 2001). Nel 2006 è diretto da M. Castri in Il padre di A. Strindberg e nel 2008 è tornato sulle scene con La ballata del carcere di Reading di O.Wilde\, regia di E. De Capitani. Dopo il debutto nel cinema con F. Fellini (La dolce vita\, 1959)\, è stato valorizzato da L. Visconti (La caduta degli dei\, 1969; Ludwig\, 1972)\, segnalandosi in ruoli di fine ambiguità (Al di là del bene e del male\, 1977; Pasolini\, un delitto italiano\, 1995; Il viaggio della sposa\, 1997; Il partigiano Johnny\, 2000). \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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SUMMARY:LA SCORTECATA
DESCRIPTION:Liberamente tratto da: lo cunto de li cunti\nDi Giambattista Basile\n\nTesto e regia\nEmma Dante\n\nCon\nSalvatore D’Onofrio\nCarmine Maringola\n\nproduzione Festival di Spoleto 60\, Teatro Biondo di Palermo\nin collaborazione con  Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale\ncoordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone\, Roma\nLo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille\, noto anche col titolo di Pentamerone (cinque giornate)\, è una raccolta di cinquanta fiabe raccontate in cinque giornate. Prendendo spunto dalle fiabe popolari\, Giambattista Basile crea un mondo affascinante e sofisticato partendo dal basso. Il dialetto napoletano dei suoi personaggi\, nutrito di espressioni gergali\, proverbi e invettive popolari\, produce modi e forme espressamente teatrali tra lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani.\nCome una partitura metrica\, la lingua di Basile cerca la verità senza rinunciare ai ghirigori barocchi della scrittura.\nLa scortecata è lo trattenimiento decemo de la iornata primma e narra la storia di un re che s’innamora della voce di una vecchia\, la quale vive in una catapecchia insieme alla sorella più vecchia di lei. Il re\, gabbato dal dito che la vecchia gli mostra dal buco della serratura\, la invita a dormire con lui. Ma dopo l’amplesso\, accorgendosi di essere stato ingannato\, la butta giù dalla finestra. La vecchia non muore ma resta appesa a un albero. Da lì passa una fata che le fa un incantesimo e diventata una bellissima giovane\, il re se la prende per moglie. In una scena vuota\, due uomini\, a cui sono affidati i ruoli femminili come nella tradizione del teatro settecentesco\, drammatizzano la fiaba incarnando le due vecchie e il re. Basteranno due seggiulelle per fare il vascio\, una porta per fare entra ed esci dalla catapecchia e un castello  in miniatura per evocare il sogno. Le due vecchie\, sole e brutte\, si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza l’altra. Per far passare il tempo nella loro miseria vita inscenano la favola con umorismo e volgarità\,  e quando alla fine non arriva il fatidico: “e vissero felici e contenti…” la più giovane\, novantenne\, chiede alla sorella di scorticarla per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova. \nLa morale: il maledetto vizio delle femmine di apparire belle le riduce a tali eccessi che\, per indorare la cornice della fronte\, guastano il quadro della faccia; per sbiancare le pellecchie della carne rovinano le ossa dei denti e per dare luce alle membra coprono d’ombre la vista. Ma\, se merita biasimo una fanciulla che troppo vana si da a queste civetterie\, quanto è più degna di castigo una vecchia che\, volendo competere con le figliole\, si causa l’allucco della gente e la rovina di sé  stessa.  \nEmma Dante:\nNata a Palermo nel 1967\, Emma Dante esplora il tema della famiglia e dell’emarginazione attraverso una poetica di tensione e follia nella quale non manca una punta di umorismo. Drammaturga e regista si è diplomata a Roma nel 1990 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Nel1999 costituisce a Palermo la compagnia Sud Costa Occidentale con la quale vince il premio Scenario 2001 per il progetto “mPalermu” e il premio Ubu 2002 come novità italiana. Nel 2001 vince il premio Lo Straniero\, assegnato da Goffredo Fofi\, come giovane regista emergente\, nel 2003 il premio Ubu con lo spettacolo “Carnezzeria” come migliore novità italiana e nel 2004 il premio “Gassman” come migliore regista italiana e il premio della critica (Associazione Nazionale Critici del Teatro) per la drammaturgia e la regia. Nel 2005\, vince il premio Golden Graal come migliore regista per lo spettacolo “Medea”. \nHa pubblicato “Carnezzeria. Trilogia della famiglia siciliana” con una prefazione di Andrea Camilleri (Fazi 2007) e il suo primo romanzo “via Castellana Bandiera” (Rizzoli 2008)\, vincitrice del premio Vittorini e del Super Vittorini 2009. Nell’ottobre del 2009 le viene assegnato il premio Sinopoli per la cultura. \nIl 7 dicembre del 2009 inaugura la stagione del teatro alla Scala con la regia di Carmen di Bizet diretta da Daniel Barenboim. \nSono stati in repertorio dal 2000 al 2010 in Italia e all’estero: mPalermu\, Carnezzeria\, Vita mia\, Mishelle di Sant’Oliva\, Medea\, Il festino\, Cani di bancata\, Le pulle e tre favole per bambini e adulti pubblicati da Dalai editore: “Le principesse di Emma”. \nDal gennaio 2011 gira in Italia e all’estero lo spettacolo “la trilogia degli occhiali”\, pubblicato da Rizzoli\, costituito da tre capitoli: Acquasanta\, il castello della Zisa e Ballarini. Nell’aprile 2012 debutta a Parigi all’Operà Comique “La muta di Portici” di Auber diretta da Patrick Davin che viene ripresa nel marzo 2013 al teatro Petruzzelli di Bari con la direzione di Alain Guingal con grande successo di pubblico e di critica. Con “La muta di Portici” vince il premio Abbiati nel 2014. \nNell’ottobre 2012 debutta\, al teatro Olimpico di Vicenza\, “verso Medea” tratta da Euripide\, con musiche e canti composti ed eseguiti dal vivo dai fratelli Mancuso. \nNel 2013 Presenta in concorso alla 70 edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia\, il film “Via Castellana Bandiera” tratto dall’omonimo romanzo\, a conclusione della quale Elena Cotta vince la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile. \nVia Castellana Bandiera vince i seguenti premi:\nPremio Soundtrack alla miglior colonna sonora\nPremio Navicella\, attribuito dalla Rivista del Cinematografo\nPremio Lina Mangiacapre\nIl 18 gennaio 2014 inaugura la stagione del Teatro Massimo di Palermo con Feuersnot di Richard Strauss con la direzione di Gabriele Ferro.\nNel 2014 riceve l’incarico biennale di direttrice artistica del 67 ciclo di spettacoli classici al teatro Olimpico di Vicenza.\nNel 2014 debutta al Teatro Mercadante di Napoli “Le sorelle Macaluso” coprodotto dal Theatre National di Bruxelles e dal Festival d’Avignone all’interno del progetto “cities on stages”.\nNel 2014 “le sorelle Macaluso” vince il premio “Le Maschere” come miglior spettacolo dell’anno; e il Premio della critica 2014. Sempre con “le sorelle Macaluso” vince il Premio Ubu per la regia e il Premio Ubu per il miglior spettacolo 2014.\nNel 2014 debutta al teatro Kismet di Bari “operetta burlesca” prodotto dalla compagnia sud costa occidentale.\nNello stesso anno Emma Dante diventa regista principale al teatro Biondo\, e direttrice della “scuola delle arti e dello spettacolo” costituita all’interno del teatro stabile della città di Palermo.\nAlla fine del primo corso della scuola da lei diretta nasce lo spettacolo “Odissea A/R” che va in tournèe nei più importanti teatri d’Italia.\nNel 2014 vince il premio De Sica per il teatro e il Premio Ipazia all’eccellenza femminile.\nIl 21 gennaio del 2015 inaugura la stagione del teatro Massimo con Gisela! Di Hans Werner Henze.\nIl 22 gennaio 2016 al Teatro dell’Opera di Roma firma la regia de La Cenerentola di Rossini diretta da Alejo Perez\nIl 21 gennaio 2017 inaugura la stagione del Teatro Massimo con “Macbeth” di G. Verdi diretto da Gabriele Ferro.\nIl 28 febbraio 2017 debutta al Teatro Strehler “Bestie di scena” coprodotto dal Piccolo Teatro di Milano\, Atto Unico/ Compagnia Sud Costa Occidentale\, Teatro Biondo di Palermo e Festival d’Avignon.\nIl 9 aprile 2017 debutta al Teatro Comunale di Bologna il dittico: “Voix Humaine” e “Cavalleria Rusticana” diretto da Michele Mariotti. \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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DESCRIPTION:di Alessandro Baricco con Eugenio Allegri\nsulla base dello spettacolo di Gabriele Vacis\, Lucio Diana e Roberto Tarasco\nproduzione ArtQuarium\nManagement: Serena Guidelli \nNegli anni a cavallo delle due guerre mondiali\, abbandonato sulla nave dai genitori e ritrovato sopra un pianoforte da un marinaio\, Novecento trascorre tutta la sua esistenza a bordo del Virginian\, senza trovare mai il coraggio di scendere a terra. Impara a suonare il pianoforte e vive di musica e dei racconti dei passeggeri. Sul grande transatlantico\, Novecento riesce a cogliere l’anima del mondo. E la traduce in una grande musica jazz. \n“Cos’è Novecento? Credo sarebbe inutile rispondere raccontando ancora una volta la genesi di uno spettacolo\, poi di un libro diventato un “classico” e poi di una vicenda contorta e incomprensibile: tutti ormai sanno tutto e chi non sa può farne benissimo a meno\, di sapere.\nPotrei dire piuttosto ciò che Novecento non sarà mai più per me. Ecco non sarà mai più semplicemente un numero. Non sarà mai più soltanto il secolo appena trascorso. Non sarà mai più un riconosciuto periodo letterario o storico o filosofico o artistico\, e via di seguito… Non sarà mai più solo un libro perchè semmai per me è stato innanzi tutto un “copione”.\nQuello che invece voglio dire è che per me Novecento è stato e sarà per sempre il mio spettacolo e che\, adesso finalmente lo posso dichiarare: io sono Novecento. Non sono l’unico\, ma lo sono.\nVoglio dire: io gli altri “Novecento” li ho conosciuti… e non in teatro! Da ragazzo: per esempio nella periferia torinese in cui sono nato e cresciuto tra gente semplice che la sapeva lunga e non parlava mai di sè; li ho visti nelle strade\, nei bar\, negli alberghi di molte città; alcuni mi hanno rivolto la parola; altri si sono affacciati a quei luoghi spesso tristi e squallidi che sono i camerini dei teatri\, lì a farsi riconoscere; altri ancora che dicevano di esserlo non lo sono mai stati; altri non lo saranno mai; alcuni hanno finto di esserlo…; uno\, o forse due\, li ho persi di vista e chissà se rispunteranno mai da qualche parte.\nVoglio dire: convivo da sempre con “novecento” perchè tutta la mia famiglia è “novecento”\, lo è quella di Lei\, lo sono molti dei miei amici e dei suoi; lo sono quegli impertinenti della Famiglia Holden; lo sono molti che se ne sono andati per sempre.\nTuttavia si sappia che Novecento è in giro\, dunque lo si potrà ancora vedere: “usciti” dal teatro basterà camminare per strada per sentirsi anche solo sfiorare da un qualsiasi bambino nato su una “nave”: basterà allungare un po’ le orecchie per sentire lontana ma nitida una voce che dice: … tutta quella città\, non se ne vedeva la fine…”. Eugenio Allegri \nEugenio Allegri: Collegno (Torino) 21 febbraio 1956. Attore. Diplomato nel 1979 alla Scuola di teatro di Bologna\, iniziò con la cooperativa Nuova Scena sotto la direzione artistica di Francesco Macedonio. Nell’89 fu uno dei protagonisti di Ha’ dda passà a nuttata\, dall’opera di Eduardo De Filippo\, coprodotto dal Teatro di Leo e dai Teatri Uniti in collaborazione con il Festival dei due mondi di Spoleto (Premio Ubu 1989-90). Nel 2007 ha portato in scena Il Dio bambino di Gaber-Luporini e ha preso parte ai film Valzerdi Salvatore Maira e Hotel Meina di Lizzani. Tra le sue pièces più celebri: Novecento scritto da Alessandro Baricco; La storia di Romeo e Giulietta e La storia di Cirano per la regia di Gabriele Vacis; il monologo di Berlinguer in Berlinguer\, i pensieri lunghi di Giorgio Gallione (2013). \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040\nTutti i giorni con orario continuato 11-16 \nBiglietti disponibili anche online sul sito www.bigliettoveloce.it  \nBiglietti:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\, possessori di Open e Kor Card\n5 euro ridotto studenti under 25 \nAbbonamenti:\nAbbonamento a 20 spettacoli: 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli: 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro\nÈ disponibile la card “AstiTeatro under18“\, riservata ai giovani sotto i 18 anni\, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.
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SUMMARY:Animali da bar
DESCRIPTION:Carrozzeria Orfeo \nuno spettacolo di Carrozzeria Orfeo\ndrammaturgia Gabriele Di Luca\nregia Alessandro Tedeschi\, Gabriele Di Luca\, Massimiliano Setti\ncon Beatrice Schiros\, Gabriele Di Luca\, Massimiliano Setti\, Pier Luigi Pasino\, Paolo Li Volsi\nvoce fuori campo Alessandro Haber\nmusiche originali Massimiliano Setti\nproduzione Fondazione Teatro della Toscana\nin collaborazione con Festival Internazione di Andria | Castel dei Mondi – Premio Hystrio Twister 2016 \nUn bar abitato da personaggi strani: un vecchio malato\, misantropo e razzista che si è ritirato a vita privata nel suo appartamento; una donna ucraina dal passato difficile che sta affittando il proprio utero ad una coppia italiana; un imprenditore ipocondriaco che gestisce un’azienda di pompe funebri per animali di piccola taglia; un buddista inetto che\, mentre lotta per la liberazione del Tibet\, a casa subisce violenze domestiche dalla moglie; uno zoppo bipolare che deruba le case dei morti il giorno del loro funerale; uno scrittore alcolizzato costretto dal proprio editore a scrivere un romanzo sulla grande guerra. Sei animali notturni\, illusi perdenti\, che provano a combattere\, nonostante tutto\, aggrappati ai loro piccoli squallidi sogni\, ad una speranza che resiste troppo a lungo. \n  \n\nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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DESCRIPTION:di Spiro Scimone \ncon Francesco Sframeli e Spiro Scimone\nGianluca Cesale\, Giulia Weber\nregia Francesco Sframeli\nscena Lino Fiorito\ndisegno luci Beatrice Ficalbi\nregista assistente Roberto Bonaventura\nproduzione  compagnia Scimone Sframeli\nin collaborazione con Théâtre Garonne Toulouse \nPremio Ubu 2016\nMiglior novità o progetto drammaturgico\nMiglior allestimento scenico\nNomination Miglior spettacolo \nLa Compagnia Scimone Sframeli prosegue il proprio percorso drammaturgico ai bordi dell’umanità\, all’interno di non luoghi\, dove i personaggi non hanno nome e sono “tutti vecchietti”. \nIn scena due coppie: il vecchietto e la vecchietta\, il comandante e il pompiere. Quattro figure che si muovono tra le tombe. La scena è\, infatti\, un cimitero.  Il tempo è sospeso\, forse\, stanno vivendo l’ultimo giorno della loro vita.  Dialoghi quotidiani e surreali\, ritmi serrati che intercettano relazioni\, attenzioni e richieste fisiche che celano necessità sul limite tra la verità e la tragedia del quotidiano. \nL’Amore è una condizione estrema e\, forse\, eterna. \n\nBIGLIETTI: \n\n 10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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DESCRIPTION:Mimmo Borrelli \nScritto e diretto da Mimmo Borrelli e con musiche dal vivo di Antonio Della Ragione \nAlla Napoli condannata e alla Napoli innocente\, Borrelli dedica un canto di struggente intensità e alta poesia. Per tutto il tempo\, la bravura dell’attore\, ipnotica ed esplosiva nell’utilizzo del ritmico dialetto della nostra cara Napoli\, è supportata dalle impeccabili\, avvolgenti e a tratti assai commuoventi musiche\, eseguite dal vivo da Antonio della Ragione. \nL’autore-attore interpreta e racconta la storia dell’amato e odiato Vesuvio\, un vulcano dormiente che sogna il pericolo costante\, ma che è destinato a svegliarsi. \nBIGLIETTI: \n\n 10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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DESCRIPTION:blucinQue \nCoproduzione blucinQue e Associazione Qanat Arte e Spettacolo\nin collaborazione con Fondazione Cirko Vertigo\nUn progetto in divenire di Caterina Mochi Sismondi e Paolo Stratta.\nXstream è stato selezionato dal Thou di Montreal\nnel mese di luglio parteciperà alla piattaforma “Montreal completement cirque”\nRegia e Coreografia: Caterina Mochi Sismondi\nInterpreti: Jonnathan Rodriguez Angel\, Camilo Jimenez\, Lukas Vaca Medina\, Ruairi Mooney Cumiskey\nElettronica e musica live: Monica Olivieri e Rouairi Mooney Cumiskey\nCollaborazione all’allestimento: Lucio Diana\nConsulenza Musicale: Giorgio Li Calzi\nXstream e’ un lavoro su disequilibrio estremo e idea di flusso continuo. \nQuattro artisti con musica live raccontano le loro storie\, frammenti di racconti per mostrare corpi che agiscono su uno spazio che si trasforma\, un flusso in divenire tra musica teatro danza e circo\, dove i performer si muovono dando la percezione di essere continuamente in bilico o in spostamento\, sospesi tra sogno e realtà\, in un vortice di idee\, parole\, musica e movimento inarrestabili. \nEsplorazione di estremi tra lentezza e velocità\, terra ed aria\, suono e silenzio\, la cadenza diventa veloce\, il ritmo incalza\, forse un attimo di pausa aiuta il respiro: uno\, due\, tre… si ricomincia. \nIl desiderio di spingersi oltre il limite\, tra reale e virtuale\, rimanendo nel flusso continuo del tempo e della ripetizione\, a tratti tutto ripreso per espandersi in diretta sui social. \nIl concetto di estremo è connaturato con quello di acrobata\, la cui etimologia greca ci consente di investigare tra altezza\, estremità e movimento\, tra camminare sulle estremità\, mani e piedi\, sulle punte\, o procedere verso l’alto in equilibrio su un cavo d’acciaio o un palo che ci indica una direzione o che porta ad una sfida estrema tra danza acrobatica e musica elettronica. \nMutare le altezze e il ritmo costantemente\, così da cambiare il punto di vista come in un flusso della mente. \nBIGLIETTI: \n\n 10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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SUMMARY:Dopodichè stasera mi butto
DESCRIPTION:Generazione Disagio \ndi e con  Enrico Pittaluga\, Graziano Sorressi\, Andrea Panigatti\, Luca Mammoli\nregista e co-autore Riccardo Pippa\nconsulenza scene e costumi Margherita Baldoni\nluci Max Klein\ndisegni Duccio Mantellassi\nproduzione Proxima Res\nPremio Giovani realtà del teatro  2013\nMenzione speciale Premio Scintille 2013 di Asti Teatro 35\nMenzione speciale Premio nazionale Intransito (Teatro Akropolis 2013) \n«Sappiamo chi sei. Tu sei un disagiato. Lo sai tu e lo sappiamo anche noi. Sappiamo quante energie sprechi per non farlo vedere. Fratello disagiato\, basta: Il disagio non è un ostacolo sulla strada\, il disagio è la strada. Non cercare di cambiare te stesso. Non cercare di apparire migliore. Accettati come sei: pigro\, inetto\, inconcludente\, dispersivo\, vile. Noi ti vogliamo bene così. \nNon preoccuparti: elimineremo assieme ogni senso di colpa\, ogni residuo di frustrazione. \nSiamo portatori di un messaggio universale che si esprime attraverso la pratica delle tre d: Distrazione\, Disinteresse\, Disaffezione. Stringi la mano che ti porgiamo. Il futuro è nostro. Grandi giorni di festa si avvicinano. Noi siamo la Generazione Disagio… ». \n\nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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DESCRIPTION:Quindicidiciotto \nMario Perrotta \nspettacolo scelto da Radio 3 Rai per il centenario della Grande Guerra\nfinalista al Premio UBU 2015- migliore novità italiana\nRiconoscimento della struttura di missione per il Centenario della Prima Guerra Mondiale\nPresidenza del Consiglio dei Ministri\ntratto da Avanti sempre  di Nicola Maranesi\ne dal progetto La Grande Guerra\, i diari raccontano a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi \n“Lo spettacolo racconta il primo\, vero momento di unità nazionale. È\, infatti\, nelle trincee di sangue e fango che gli “italiani” si sono conosciuti e ritrovati vicini per la prima volta: veneti e sardi\, piemontesi e siciliani\, pugliesi e lombardi accomunati dalla paura e dallo spaesamento per quell’evento più grande di loro. Spaesamento acuito dalla babele di dialetti che risuonavano in quelle trincee. Per questo ho immaginato tutti i dialetti italiani uniti e mescolati in una lingua d’invenzione\, una lingua che si facesse carne viva. Ne è venuta fuori una lingua nuova che ha regalato allo spettacolo un suono sconosciuto ma poggiato sulle viscere profonde del nostro paese”.\nMario Perrotta \nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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SUMMARY:Karmafulminien – Figli di puttini
DESCRIPTION:Generazione Disagio \ndi e con Luca Mammoli\, Enrico Pittaluga\, Graziano Sirressi\nregista e coautore Riccardo Pippa\nscenografia Anna Maddalena Cingi\nCostumi Daniela De Blasio\, Anna Maddalena Cingi\nLuci Danilo Deiana\nProduzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse \nSul palcoscenico tre angeli\, che appaiono al pubblico in tutto il loro sbiadito splendore. Tre angeli aggressivi\, pessimisti\, cinici e caustici che si presentano agli umani come angeli 3.0 incarnazione della spiritualità moderna.L’uomo moderno identifica questi spiriti divini come creature funzionali alle proprie esigenze a cui votarsi per raggiungere la realizzazione dei propri desideri e bisogni terresti. Una spiritualità usa e getta\, comoda come cliccare “mi piace” in un social. In questi nostri anni i tre angeli sono tirati per la giacchetta solo per prendere un bel voto all’università\, rimorchiare oppure vincere al superenalotto. Un interesse momentaneo per il loro operato che getta sulle “ali” sempre più fragili dei tre i mali e le brutture della vita contemporanea. \nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da ragazzi sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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SUMMARY:Polvere – Dialogo tra uomo e donna
DESCRIPTION:Di Saverio La Ruina \ncon Saverio La Ruina e Cecilia Foti\nmusiche originali Gianfranco De Franco\ncontributo alla drammaturgia Jo Lattari\ncontributo alla messinscena Dario De Luca\naiuto regia Cecilia Foti\nproduzione Scena Verticale\ncon il sostegno di Mibact\, Regione Calabria\, Comune di Castrovillari\nsi ringrazia il White Dove di Genova \n“Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva. Ma c’è un prima\, immateriale\, impalpabile\, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna\, la circonda\, la avvolge\, ne mina le certezze\, ne annienta la forza\, il coraggio\, spegne il sorriso e la capacità di sognare… \n Non so quanto c’entri il femminicidio con questo lavoro. Ma di sicuro c’entrano i rapporti di potere all’interno della coppia\, di cui quasi ovunque si trovano tracce.”  Saverio La Ruina \nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da giovani sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057 – 0141.399040
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SUMMARY:Geppetto e Geppetto
DESCRIPTION:scritto e diretto da Tindaro Granata\nallestimento Margherita Baldoni\nmovimenti di scena Micaela Sapienza\ncon Alessia Bellotto\, Angelo Di Genio\, Tindaro Granata\, Carlo Guasconi\, Paolo Li Volsi\, Lucia Rea\, Roberta Rosignoli\nluci e suoni Cristiano Cramerotti\ncoproduzione Teatro Stabile di Genova\, Festival delle Colline Torinesi\, Proxima Res\nTindaro Granata con Geppetto e Geppetto\nPremio Ubu 2016 – Novità o nuovo progetto drammaturgico\nAngelo Di Genio ha vinto il Premio Nazionale della Critica 2016 come Miglior attore emergente. \n«Credo che Geppetto e Geppetto sia – lo affermo senza esitazioni e senza mezzi termini – uno degli spettacoli più importanti dell’anno. A distinguerlo\, infatti\, è il modo diretto e tempestivo con cui entra in un dibattito tanto attuale quanto delicato\, e lo fa con una misura davvero rara. Non è uno spettacolo-manifesto\, evita ogni sorta di posizioni preconcette o forzature dimostrative. Vuole solo far riflettere\, e in questo senso va dritto allo scopo». Renato Palazzi\, il Sole 24 ore.\nUna storia inventata\, partorita dalla fantasia di Tindaro Granata\, ispirata dalle paure della gente incontrate per strada\, parlando di figli nati da omosessuali. \n\n\nBIGLIETTI:\n10 euro intero\n7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65\n5 euro ridotto studenti under 25 e possessori OPEN card\nAbbonamento a 20 spettacoli 100 euro\nAbbonamento a 10 spettacoli 50 euro\nSpeciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under 25: 20 euro\nLa speciale card “Asti Teatro under 18“ dà diritto a 5 ingressi gratuiti e può essere richiesta alla cassa del Teatro Alfieri da giovani sotto i 18 anni \nPer informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro Alfieri\n0141.399057-399040
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SUMMARY:L’evidenza del reale – Come siamo\, dove siamo
DESCRIPTION:L’Altro Verso \nCreazione collettiva coordinata e diretta da Simona Catalano e Claudia Tirone\ncon Enzo Bianco\, Vittorio Cantin\, Michele Falletta\, Giancarlo Gamba\, Evelyn Nuccio\, Giampiero Paoletti\, Deborah Salatino\, Andrea Sorrentino\, Cristina Tagliareni.\nIn collaborazione con l’Educativa Territoriale Disabilità del Settore Politiche Sociali del Comune di Asti \nRealismo che valorizza il palcoscenico\, personaggi estratti dalla vita reale e posti nello studio di un pittore. Talenti assoluti contrasti tra luci e ombre che restituiscono l’evidenza del reale. Lo spettacolo pone al centro l’estetica\, la plasticità della forma: bellezza di corpi che si trasformano nelle età dell’esistenza. Realtà vissuta e trasferita sulla tela.
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SUMMARY:Performance for Ropes\, Cloth and Pulleys
DESCRIPTION:Francesco Fassone \nProduzione: Centrum Scenografii Polskjei\, Festival Nowej Scenografii\, Silesia Museum\, Associazione Craft\, Festival Asti Teatro\, Teatr Slaski.\nTecnici performer: Riccardo Padovan\, Elisabetta Maniga \nIl progetto installativo\, frutto di una residenza artistica condotta da Francesco Fassone\, nel settembre del 2015\, presso il Festival Nowej Scenografii di Katowice (PL) è stato selezionato come finalista del World Stage Design di Taiwan\, dove verrà rappresentato il 4 luglio 2017.\nUn circuito di carrucole e corde\, connesso ad un grande telo bianco di 50 mq\, in tessuto da vela\, armato da un bordame snodabile\, viene installato all’interno di uno spazio architettonico: il dispositivo\, manovrato manualmente\, è in grado di muoversi nell’ambiente\, strisciando sulle superfici e generando forme nello spazio. Francesco Fassone\, attraverso la costruzione di macchine sceniche che utilizzano strumenti comuni sia alla nautica che alla scenotecnica teatrale\, fa una ricerca sulla possibilità di condurre un viaggio entro i limiti di uno spazio fisico ristretto.\nIl dispositivo diventa strumento di esplorazione di uno luogo preesistente\, creando un confronto-scontro tra i volumi che definiscono quest’ ultimo e l’oggetto ospite. \nIl lavoro si concentra sulla necessità di trasformazione e adattamento all’ambiente circostante\, sulla possibilità di manifestare un potenziale energetico attraverso un viaggio nei limiti della materia e della forma ai quali siamo costretti\, sul contrasto tra persistenza e trasformazione. \nOgni mezz’ora circa lo staff farà una pausa di 15 minuti e poi riattiverà il dispositivo per il ciclo successivo di rappresentazione. Il pubblico sarà libero di entrare ed uscire dalla sala in qualsiasi momento; saranno ammessi in sala non più di 20 persone alla volta.
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