LIBRERIA PARADISE

 

 

Viola Lo Moro, della Libreria Tuba di Roma, cura la bibliografia della Stagione proponendo testi letterari partendo da parole chiave che riflettano il lavoro delle performance proposte in programma.

 

 

BIBLIOGRAFIA 

Trespass_processing an emerging choreography

12 marzo ore 22  – Spazio Kor


Acquaviva
Clarice Lispector

Paesaggi in movimento
Massimo Venturi Ferriolo

Il piacere dello sguardo
Luisella Ferrario

Specie di spazi
Georges Perec

Contro l’urbanistica
Franco La Cecla

Immagini di città
Walter Benjamin

Poesia ininterrotta
Paul Eluard

Poetica della Reverie
Gaston Bachelard

Cose
Felice Cimatti

 

BIBLIOGRAFIA 

CURVA CIECA di e con Muna Mussie
11 febbraio ore 21  – Spazio Kor

Lontano da casa
Pinar Selek

Consigli per essere un bravo immigrato
Elvira Mujcic

La bellezza delle cose fragili
Taiye Selasi

Così riscrivo il mio nome
Audre Lorde, Zami


Paradiso, canto 17, vv. 55-60

Tu lascerai ogne cosa diletta
più caramente; e questo è quello strale
che l’arco de lo essilio pria saetta.
Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e ’l salir per l’altrui scale.

Convivio, I iii 4-6
Poi che fu piacere delli cittadini della bellissima e famosissima figlia di Roma, Fiorenza, di gittarmi fuori del suo dolce seno – nel quale nato e nutrito fui in fino al colmo della vita mia, e nel quale, con buona pace di quella, desidero con tutto lo core di riposare l’animo stancato e terminare lo tempo che m’è dato –, per le parti quasi tutte alle quali questa lingua si stende, peregrino, quasi mendicando, sono andato, mostrando contra mia voglia la piaga della fortuna, che suole ingiustamente al piagato molte volte essere imputata. Veramente io sono stato legno sanza vela e sanza governo, portato a diversi porti e foci e liti dal vento secco che vapora la dolorosa povertade.

Inferno, canto I
Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m’avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.

Purgatorio, canto 30
donna m’apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
E lo spirito mio, che già cotanto
tempo era stato ch’a la sua presenza
non era di stupor, tremando, affranto,
sanza de li occhi aver più conoscenza,
per occulta virtù che da lei mosse,
d’antico amor sentì la gran potenza.
Tosto che ne la vista mi percosse
l’alta virtù che già m’avea trafitto
prima ch’io fuor di puerizia fosse,
volsimi a la sinistra col respitto
col quale il fantolin corre a la mamma
quando ha paura o quando elli è afflitto,
per dicere a Virgilio: ‘Men che dramma
di sangue m’è rimaso che non tremi:
conosco i segni de l’antica fiamma’.
Ma Virgilio n’avea lasciati scemi
di sé, Virgilio dolcissimo patre,
Virgilio a cui per mia salute die’mi;
né quantunque perdeo l’antica matre,
valse a le guance nette di rugiada,
che, lagrimando, non tornasser atre.
«Dante, perché Virgilio se ne vada,
non pianger anco, non piangere ancora;
ché pianger ti conven per altra spada».
Quasi ammiraglio che in poppa e in prora
viene a veder la gente che ministra
per li altri legni, e a ben far l’incora;
in su la sponda del carro sinistra,
quando mi volsi al suon del nome mio,
che di necessità qui si registra,
vidi la donna che pria m’appario
velata sotto l’angelica festa,
drizzar li occhi ver’ me di qua dal rio.
Tutto che ’l vel che le scendea di testa,
cerchiato de le fronde di Minerva,
non la lasciasse parer manifesta,
regalmente ne l’atto ancor proterva
continuò come colui che dice
e ’l più caldo parlar dietro reserva:
«Guardaci ben! Ben son, ben son Beatrice.
Come degnasti d’accedere al monte?
non sapei tu che qui è l’uom felice?».
Li occhi mi cadder giù nel chiaro fonte;
ma veggendomi in esso, i trassi a l’erba,
tanta vergogna mi gravò la fronte.
Così la madre al figlio par superba,
com’ella parve a me; perché d’amaro
sente il sapor de la pietade acerba.

 

 

BIBLIOGRAFIA 

LETTERA AL MONDO – IN SOLO
Regia, drammaturgia e interpretazione Elena Bucci
29 gennaio ore 21 – Spazio Kor

Virginia Woolf , Sakville-West, Scrivi sempre a mezzanotte – Lettere d’amore e desiderio
A cura di Elena Munafò. Con un saggio di Nadia Fusini. Le lettere di Vita sono tradotte da Sara De Simone. Le lettere di Virginia sono tradotte da Nadia Fusini, Donzelli editore

Elizabeth Bishop, Robert Lowell, Scrivere lettere è sempre pericoloso
Corrispondenza 1947-1977
A cura di Thomas Travisano, Saskia Hamilton, Ottavio Fatica, Adelphi

Giacomo e Paolina Leopardi, Il mondo non è bello se non veduto da lontano. Lettere 1812-1835
A cura di Laura Barile e Antonio Prete, Nottetempo

Ingeborg Bachmann e Paul Celan, Troviamo le parole. Lettere 1948-1973, Nottetempo

Emily Dickinson, Lettere d’amore
A cura di Giuseppe Ierolli, il Saggiatore

Marina Cvetaeva, Il paese dell’Anima Lettere 1909-1925
A cura di Serena Vitale, Adelphi

Marina Cvetaeva, Deserti luoghi Lettere 1925-1941
A cura di Serena Vitale, Adelphi

Sylvia Plath, Quanto lontano siamo giunti Lettere alla madre, Guanda

Flannery O’Connor, Sola a presidiare la fortezza, Minimumfax

 

 

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